Archivio Marzo 2009

E chi lo sapeva che il potente motore di OSX aveva nascosto un bellissimo e potente sistema di calcolo?

Io l’ho scoperto ora che lo fa, e lo dico in anteprima solo per i lettori del Macaco!

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WordPress è un’ottima piattaforma di blogging. In particolare, ha numerosi plugin che la rendono espandibile fino all’inimmaginabile.

Ha qualche problema con la spazzatura, il garbage html, prodotta da numerose modifiche a un articolo. Ecco un piccolo pezzo del codice dell’Osservatorio Rumori:

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Negli USA è ormai un fenomeno rilevante, con grandi colossi come Sony e Amazon che si scontrano non solo sul piano dell’hardware, ma anche e soprattutto su quello software. Sto parlando degli e-book, la naturale evoluzione del libro, prossima ventura.

Nell’italietta dove si scrivono centinaia di libri all’anno, ma pochi leggono, alcune lodevoli iniziative, per lo più legate a testi classici, si occupano di mantenere vivo il fenomeno.

Se pensiamo, però, all’esplosione degli smartphone (in senso demografico!), e all’estrema semplicità per un editore di creare l’e-book di ogni libro in catalogo (i libri non si creano più con i caratteri mobili, nascono come e-book e poi vengono stampati), è chiaro che il mercato, a mio parere, ci sarebbe. Io personalmente sarei ben felice di pagare una cifra, così come accade per la musica su iTunes, per scaricare sul mio sony reader, o perchè no sull’iPhone, le novità dei miei scrittori preferiti. Ovviamente capisco bene che le menti un po’ paranoiche e poco avvezze all’innovazione di certi operatori del settore siano sintonizzate maggiormente sui pericoli “pirateschi” che iniziative come queste possono portare, più che sulle opportunità economiche e di innovazione.

Nel mio mondo perfetto, spero un giorno di vedere Apple lanciare una sezione “books” del suo iTunes Store, possibilmente non solo negli States 😀

Intanto, grazie all’iPhone, a Delos Books e AppEngines, qualcosa si muove…è una goccia nel mare, per l’Italia, ma si comincia così…

Smule, i creatori delle iPhone Apps più gettonate del momento. Veri creativi in grado di sfornare software apparentemente inutili (come il fantastico Sonic Lighter), ma che proprio grazie alla loro, passatemi il termine, componente poetica, hanno attirato molti utenti iPhone e sono diventati, appunto, dei cult.
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Il momento è solenne: oggi, 25 Marzo 2009, Il Macaco ha generato il primo clic su AdSense appena installato 😀

Grazzzzzie all’anonimo cliccatore, e anche a tutti gli altri che seguiranno (vero?! 😀 ).

primi_cinque_cent

Le statistiche si riferiscono alle ore 13:20 GMT+1

Sostenete il Macaco, anche votando su Wikio &Co, commentando, facendo girare la voce, pagandomi una pizza (cit. nascosta): per un mondo più scimmiesco, e meno copia&incolla! 😀

Vi dovevo un aggiornamento sulla mia storia con l’assistenza LaCie.

Eccolo: ci hanno messo un po’ a rispondere, ma devo dire che la risposta è davvero più che soddisfacente. Infatti, senza chiedere nessuna prova o restituzione dell’alimentatore rotto (quello che era in garanzia), mi hanno scritto che mi spediranno a casa un nuovo alimentatore.

Appena arriverà, informerò i miei cari due lettori 😀

Una chicca per gli amanti di Pixar, l’altra stupenda creazione di Zio Steve. 🙂

DustBot, il vero Wall•E

Bisognerebbe fare più pubblicità a questo tipo di made in Italy. Qualunque sia l’esito di questo progetto, complimenti ai ricercatori italiani, soprattutto per l’idea, nata prima del film. 🙂

Di tanto in tanto, quando me lo chiedono, impartisco qualche lezione a chi vuole imparare i rudimenti di Final Cut o Final Cut Express. In particolare, il fratellino minore della suite di montaggio professionale è cresciuto molto, in questi anni, colmando molte lacune. Permangono però diverse limitazioni, inserite da Apple per differenziarlo dal Pro, per ovvie ragioni commerciali.

Una delle mancanze più fastidiose e meno educative di Final Cut Express è quella del sistema chiamato log and capture, cioè il sistema, detto in parole povere, che permette di fare una lista dei punti da catturare in un nastro, operazione che può essere fatta velocemente, e poi lasciare che l’operazione di cattura delle singole clip sia fatta autonomamente dalla macchina, mentre noi facciamo altro.

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Dopo la sparata di Ballmer sul valore del logo Apple, ci sono reazioni variegate nella sfera dati. Chi dice che ha ragione, chi che ha torto…tutte opinioni legittime, intendiamoci, così come è legittimo criticare e anche satireggiare, quando non si è d’accordo (questo dovrebbe farselo entrare in testa qualcuno che non c’entra nulla con i computer).

C’è però una categoria che, per dispiacere dei veri macachi, proprio non mi va giù (non me ne vogliano…): i mac user che, quasi a far atto di penitenza, ammettono “eh però è vero, i Mac costano di più solo per la mela”.

Opinione legittima, nonostante io non la condivida assolutamente, se a proferirla è un utente windows, o linux. Se, però, lo dice chi effettivamente ha scelto un Mac, allora:

– o effettivamente usare un Mac ti da qualcosa di più, in termini razionali, emotivi, o anche solo “perchè le ragazze fighe cadono ai miei piedi”, quindi non è vero che è solo “la marca” che genera il sovrapprezzo: ci si chiede, dunque, perchè sentenzi in modo non coerente con la tua esperienza di realtà?

– oppure un Mac è effettivamente uguale a un pc che costa meno, e se lo pensi veramente allora ci si chiede: perchè hai preso un Mac?

Delle due, l’una. Boom.

Tempo fa l’amico Carlo mi ha contattato per un problema relativo a un suo hard disk LaCie, il modello silver “Porsche” da 500 GB ora non più in produzione. Detta in termini tecnici: non funzionava più, e lui temeva di aver perso tutti i dati. Verificato, a casa sua, che il problema non era relativo al suo Mac ma proprio al disco, come ultimo tentativo ho voluto portarmelo a casa per tentare un recupero dati, nel caso fosse rovinata la partizione, ma non fisicamente rotto il disco, cosa che mi era già capitata alcune volte.

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Il Macaco usa la Forza di WordPress. Template originale d Nofie Iman, ormai pesantemente modificato da Daniele Savi. Il logo nella testata è di Simone Basso.

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