Archivio Luglio 2009

Spesso si dibatte sul fatto che alcune cose siano meglio reali o virtuali. In certi casi, è molto semplice: meglio una pizza reale che una virtuale. Meglio un incidente virtuale in un videogioco, che uno reale.

Altre volte, il dibattito è acceso. Per esempio, molti affermano che la tastiera virtuale di iPhone sia scomoda, un errore, molto meglio una tastiera fisica. Sinceramente, non posso dire chi abbia ragione (mi permetto solo annotare il fatto che, spesso, chi lo dice ha provato la tastiera virtuale per pochi minuti, e non per i giorni e giorni che sono necessari ad abituarsi e prendere la mano di un modo di digitare molto diverso).

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In questa lunga pausa di riflessione mi sono interrogato su quale linea improntare i miei articoli, dopo un inizio un po’ anarchico dove passavo dalle mele alle pere, non mi dispiacerebbe iniziare una piccola serie dedicata alla Computer Music, ovvero utilizzare il nostro amato Mac per generare suoni o aggiustarne di esistenti per produrre un brano finito.

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Leggevo recentemente un articolo dove alcune persone, anche famose, si vantavano del loro essere “slow”, cioè non connessi, niente computer, niente Internet, niente cellulare, niente di niente.

Naturalmente, è un legittimo modo di vivere, e lo rispetto.

Parlando di creatività, però, che pure è un aspetto importante della vita, ci sono due scuole di pensiero: quelli che credono che la creatività venga da dentro di noi, e quelli, come me, che pensano che venga da fuori.

Intendiamoci, il talento è importante, ma come tutte le cose, ha bisogno di essere nutrito. Ho perso il conto delle idee, più o meno valide, che mi sono nate grazie ai molteplici stimoli esterni, da Internet, dalla TV, dalla vita, anche da spunti apparentemente stupidi.

E’ vero, maggiore è il numero di stimoli a cui ci sottoponiamo, maggiore è la necessità di tenerli sotto controllo, ma io credo che perdere un’importante occasione di crescita e di creatività come quella dell’essere connessi con innumerevoli persone diverse, sia un po’ come pensare di aver vissuto pienamente, senza mai aver messo piede fuori della propria città. 🙂

Come sempre, aspetto critiche e commenti. 😀

Questo è l’articolo numero 200. Tanti auguri a tutti i macachi! 😀

Qualche tempo fa, in questo articolo, spiegavo le limitazioni della versione desktop per Mac del software stanza, impossibile da usare come “libreria”, a differenza della versione per iPhone. Da qualche giorno, googlando, ho trovato una soluzione a questo problema (a dire il vero presente al momento anche nelle faq di Stanza, ma spero comunque che per qualcuno sia una novità 😛 ).

Ho trovato, infatti, il bellissimo software opensource Calibre. Questo software risolve tutte le limitazioni da me riscontrate in Stanza Desktop (che va comunque installata, perchè serve a Calibre per gestire l’iPhone), e permette di tenere un archivio ben ordinato dei propri libri (con tanto di visualizzazione Cover Flow!) anche sul proprio Mac, per consultazione o semplicemente per gestire meglio la libreria su iPhone.

calibre001

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Oggi è il Luna Day. Quarant’anni fa, due uomini, aiutati dall’enorme spinta di un razzo e di milioni di persone, mettevano piede per la prima volta su suolo extraterrestre.

Non è tanto per le ricadute scientifico-tecnologiche della missione, che vanno ricordati (come tutti gli altri astronauti, del passato e di oggi). La cosa più importante, è sapere che nessuna impresa è impossibile.

apollo-11

Aspettando di tornarci, godiamoci il video dello sbarco appena restaurato, e ammiriamo il cielo sull’iPhone con i programmi SkyVoyager e SkyGazer, gratuiti solo per oggi (grazie a stradamax per la segnalazione) 🙂

Chiedete la luna 🙂

Diciamo la verità: anche se siamo macachi, una delle più belle novità del passaggio a Intel è stata proprio la possibilità di installare Windows nativamente, così da eliminare ogni possibile obiezione all’acquisto di un Mac.

Eh ma se volessi far girare questo gioco o questo software non posso. Puoi, basta riavviare in Windows, almeno lo usi il meno possibile 😀

Problema: state cercando di installare Windows con Boot Camp, ma il software vi dice che il vostro disco non può essere partizionato, perchè “alcuni documenti non possono essere spostati”.

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Ormai da qualche tempo sto sperimentando la totale estraniazione dai blog e siti Apple infarciti di rumors e copia-incolla. Non più ore perse a inseguire le notizie, e molto più tempo libero…da dedicare al mio Mac 🙂

L’unico rumor che mi sento di fornire, da buon evangelista, è che la mia neosocia, per ora ancora windowsaura, sarà sicuramente convertita al Mac, a meno che non scappi ora che è ancora in tempo.

Buona domenica 🙂

Mi scrive Lorenzo, in relazione al mio articolo sul copia-incolla in Stanza:

Ero al bancone di un locale e stavo leggendo con Stanza, mi è venuto in mente il tuo post e ho provato a estrarre del testo dal mio ebook. Strano ma vero ma il copia-incolla in Stanza funziona!
E’ leggermente macchinoso e non proprio in mac-style ma è possibile.

Mentre leggi un ebook:
-Tieni premuto sullo schermo e passi nella modalità “Text Detail”. Qui con un tap puoi selezionare una parola.
-Se fai doppio-tap e tieni premuto compare la solita lente di ingrandimento (o il box di selezione).
-Appena rilasci il dito compaiono i due marker e puoi copiare il testo!

…putroppo la copia non è perfetta, aggiunge molti spazi inutili ed è limitata alla schermata del “Text Detail” ma è pur sempre qualcosa!

Ho provato, e in effetti funziona. A volte. Nel senso che non è proprio immediatamente disponibile, l’opzione, come negli altri software, e come dice Lorenzo, non sempre da il risultato sperato (su tre prove, una volta mi ha copiato solo spazi bianchi…).

Proprio mentre scrivo, è uscito l’update di Stanza per la compatibilità con il firmware 3. Speravo in un miglioramento della situazione, e invece…dobbiamo ancora aspettare…

Ultimamente quando si parla di mappe si pensa subito a Google Maps, o ai navigatori GPS.

Invece, questa volta il titolo si riferisce a un altro tipo di mappe: quelle mentali. Quando sviluppo un nuovo progetto, mi piace molto organizzare le idee in modo creativo, per seguire il flusso di pensieri, senza costringerli in schemi limitanti. Il nostro cervello non organizza le informazioni in un elenco, ma con una serie di relazioni, che sono visualizzabili più propriamente con le famose mind maps, o mappe mentali appunto.

Qualche tempo fa, cercando tutt’altro, mi sono imbattuto in un bel progetto opensource, XMind, che mi stuzzica soprattutto perchè è multipiattaforma. Al di là del fatto che alcune funzioni (come lo sharing privato) sono disponibili solo nella versione a pagamento, il solo fatto di essere disponibile per vari sistemi operativi permette di usarlo in ambienti di lavoro misti, che è un gran vantaggio.

Perchè, soprattutto tra liberi professionisti, prima o poi si è costretti a lavorare con un windowsauro (scusa socia!), o un linuxaro. 😀

Qui alcuni esempi di cosa possono fare le mappe mentali 🙂 Io lo provo, e voi?

Dall’inizio dei tempi (cioè da quando ho comprato l’iPhone), ho sempre usato l’ottimo Zenbe per gestire liste e todo. Sono una persona che ha un’ottima memoria, in certi ambiti (ricordo, per esempio, i numeri telefonici degli amici delle elementari), ma pessima in altri, come per esempio appuntamenti e cose da fare. Ho la necessità quindi, per non dimenticarmi cose molto importanti, di usare i reminder.

Nonostante le caratteristiche positive di Zenbe (sincronizzazione online e pulizia), ora che con il firmware 3 sono state implementate le notifiche push, ho iniziato a guardarmi in giro per cercare alternative (ogni tanto si sa, fa bene cambiare), e la mia strada è passata attraverso vari nodi, tra cui ToodleDo e ReQall, entrambi scartati perchè non mi piacevano (soprattutto ReQall, l’applicazione iPhone è molto “pesante” graficamente, e il sito sembra fatto da principianti).

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