Archivio Luglio 2009

Storia di un backup ossessivo compulsivo 🙂

Tanto, tanto tempo fa non effettuavo backup. Sono sempre stato un macaco pigro, lo ammetto, e seppur ogni tanto il terrore di perdere dati mi sfiorasse, la pigrizia prendeva subito il sopravvento. Sbagliavo, lo so.

Poi, un bel giorno, mi chiama un mio caro amico, dicendomi “ehi, aiutami, il disco fisso dove tenevo tutti i dati importanti è morto, come faccio?”. Anche lui è un macaco pigro, che non effettuava backup.

(fortunatamente siamo riusciti a recuperare tutto, ma questa è un’altra storia).

La strizza presa quel giorno per empatia mi ha convinto ad entrare nel tunnel del backup regolare. A quei tempi non esisteva ancora Time Machine, per cui la mia scelta cadde sull’ottimo SmartBackup.

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dirittoallarete

In questi giorni sto testando le tanto attese Push Notifications, introdotte da Apple per aggirare il problema della mancanza del multitasking su iPhone.

Premettendo che ritengo che sarebbe stato meglio fornire un multitasking limitato a due o tre applicazioni (più che sufficiente per l’uso di tutti i giorni, e non avrebbe certo ridotto di troppo prestazioni e batteria), in ogni caso le notifiche push sono un concetto interessante.

Il problema principale come è noto, oltre all’estrema limitatezza degli usi possibili, è che necessitano di una connessione ad Internet costante, per funzionare bene. Sebbene non paragonerei questa seccatura alla fame nel mondo, se si ha l’oculatezza di dotarsi di una flat dati mobile decente, rimane comunque un fastidio, nei casi nei quali siamo temporaneamente fuori campo, o disconnessi per qualche motivo, volontario o meno. Certo, le notifiche push vengono comunque recapitate, con qualche minuto di ritardo, non appena torniamo connessi, ma non è la stessa cosa.

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Giorni fa stavo leggendo un libro. Per la cronaca, Ristorante al Termine dell’Universo, di Douglas Adams…sarà credo la quarta volta che lo leggo, ma è talmente geniale!

Come sapete ultimamente leggo libri elettronici su Stanza, per iPhone, e leggendo leggendo, mi imbatto in una frase molto divertente che vorrei condividere con i miei amici di social. Benissimo, finalmente l’iPhone ha il copia-incolla, copierò la frase e la incollerò sulla versione mobile del mio pusher sociale di fiducia.

Benissimo, copierò la frase…

Ok…copierò la frase…copierò…

No, Stanza non supporta il copia-incolla.

Missione fallita.

Recentemente leggevo in una mail di lavoro la seguente “firma” in calce:

Prima di stampare questa mail considera l’impatto ambientale

Forse io sono esagerato, visto che sono già arrivato a leggere libri e riviste completamente in formato digitale, ma la domanda è: c’è veramente ancora gente che, nel 2009, stampa le email?

Io li darei in pasto a Barbalbero 😀

Tempo fa si è molto discusso del fatto che, dopo l’apertura del tanto criticato, inizialmente, App Store, subito le case concorrenti si siano affrettate a lanciare sistemi di vendita simili, come l’Ovi store di Nokia.

Naturalmente, non voglio discutere sul fatto che sia pratica normale “prendere spunto” dalla concorrenza, lo fa anche Apple (non sono uno di quelli che crede che Apple abbia inventato tutto 😉 ).

Anzi, la mia riflessione parte da un’esperienza che nulla c’entra con Apple. Come i miei amici (reali e virtuali) sanno, perchè ho scartavetrato le loro anime a lungo su tale questione, recentemente mi sono impegnato nella ricerca di uno strumento opensource per “condividere idee, informazioni e progetti” all’interno del gruppo creativo che sto faticosamente ma con entusiasmo costruendo. Oltre alle caratteristiche specifiche che ricercavo, il mio unico punto fermo era che il software fosse installabile sul mio server privato, per varie ragioni.

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Recentemente, anche a causa del pressing familiare, ho rimesso in funzione le mie fide biciclette, per fare delle belle passeggiate nei parchi che fortunatamente ho vicino a casa.

Da maniaco dell’iPhone, non potevo esimermi dal lanciarmi nella ricerca di un supporto per portare il melafonino comodamente sul manubrio del cavallo meccanico, che avrebbe risolto due problemi:

– la possibilità di usare comodamente software come Fitnio, che adoro;

– avere un posto dove mettere l’iPhone quando ci si veste in maniera sportiva (ok, ci sono le fasce da braccio, o le borse da bici, ma sono più scomode 😛 ).

Ebbene, gironzolando come sempre su eBay, ho trovato una soluzione economica, ordinata subito e ricevuta ieri. L’ho testata appena possibile, e devo dire che per ora sono pienamente soddisfatto.

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Va bene, ho deciso.

Il tuo PC sarà anche più performante e meno costoso del mio Mac, ma a me piace così.

Il tuo Nokia n-mila sarà anche meno limitato del mio iPhone, ma a me piace così.

Il tuo Z…en* sarà anche più pratico da usare del mio iPod, ma a me piace così.

Quindi? A che gioco giochiamo adesso? 😉

*scusate, proprio non ce la facevo a scrivere Zune. 😀

Si sente spesso dire che il grosso problema della blogosfera mondiale, e italiana, è la quantità di stupidaggini inutili che vengono scritte da gente capace solo di condividere “ehi, sono andato a ballare yeahhh” con i propri amici.

Vero, sarebbe auspicabile che le persone trovassero spunti migliori nelle proprie vite per sfogare il desiderio di comunicare, ma sinceramente non credo che il problema della blogosfera, e di Internet, sia veramente questo. Noto sempre più che, a causa della pubblicità, o della mancanza di efficacia della pubblicità online, come diceva giustamente l’amico Merlinox, la blogosfera sta prendendo due direzioni: quella della “marketta” (cioè scrivere per compiacere altri, per interesse o per una linea editoriale), e quella del “seo” sfrenato (cioè vendersi la propria madre pur di apparire meglio sui motori di ricerca).

Pullulano così grandi blog pieni di articoli imprecisi, copie di altri articoli pubblicate soltanto per visibilità senza alcuno spunto creativo, grandi esperti che ti spiegano che il titolo lo devi scrivere in un certo modo così arriva il dio Google e ti fa la grazia, etc…

Sarò il solito noioso e snob idealista, ma io preferirei che Internet fosse lasciata a chi scrive per il puro piacere di scrivere, e non infestata da simili professionisti presi a modello dagli altri media.

Un’utopia? Forse.

Leggevo recentemente, non me ne voglia l’autore se uso il suo commento come spunto, un amico di social network che rilanciava il “tired” apparso sulla recensione di Wired dell’iPhone 3G S. Premesso che il ragionamento specifico è condivisibile (non che sia un gran fastidio, ma non si capisce perchè per iniziare ad usare l’iPhone bisogna attivarlo su iTunes), il blogger probabilmente, come molti, non tiene conto della filosofia dei prodotti Apple.

La prima parola che denota i prodotti della Mela, infatti, è integrazione. Ciò non significa affatto che essi non possano essere usati singolarmente, a parte rari casi (posso per esempio usare una base Airport pur avendo solo PC, o un Mac con schermi di altre marche, etc…), ma semplicemente che i prodotti Apple sono progettati per lavorare insieme, e quindi è normale che l’azienda spinga nella direzione di usare insieme diversi prodotti.

A volte, forse, questa filosofia viene esagerata (vedi il caso di iPod che si interfaccia solo con iTunes, anche se non lo considero un grosso problema perchè penso che iTunes sia semplicemente il miglior player esistente 😉 ), ma in generale porta grossi vantaggi a chi usa più mele contemporaneamente.

Apple, come è noto, non vende solo oggetti, ma anche una filosofia d’uso che, in quanto molto radicale, può essere amata o odiata. Ed è giusto così, personalmente non apprezzo le cose che piacciono a tutti, sono scialbe.

Tranne la pizza, of course. 😉

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