Archivio dicembre 2009

Ho parlato spesso, su queste pagine, dell’importanza dei backup. Ancora molto, troppo frequentemente mi imbatto in persone disperate perché hanno perso i loro dati e non si sono mai preoccupate di avere una copia di sicurezza.

Avevo anche accennato, tempo fa, al fatto che utilizzo da molto ormai anche una soluzione di backup remoto in Rete, ovviamente non per tutti i miei dati, ci vorrebbe una vita intera per inviarli via ADSL, ma per alcuni giga che ritengo più importanti per la mia memoria digitale, dei quali una copia in più non fa mai male. 🙂

In tutto questo tempo ho usato Mozy, soddisfatto del servizio messo a disposizione, ma ultimamente iniziava a dare qualche frequente problema tecnico e rallentamento, e inoltre da quando ho il netbook sono sempre più alla ricerca di soluzioni multipiattaforma, anche per linux.

Con una rapida ricerca in Google, però, ho subito trovato una soluzione: SpiderOak. Oltre a funzionare su Windows, Mac e Linux, offre molte più funzioni rispetto a Mozy, con un’interfaccia decisamente più strutturata.

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Dopo quasi 14 anni di Windows, alcuni automatismi ormai sono difficili da dimenticare, come la posizione delle mani sulla tastiera rispetto ai tasti Control, Shift, Windows.

Dopo 6 mesi di Switch completo (Windows vive sul mio MacBook Pro solo nella pancia di VMWare), la differenza più fastidiosa che ho incontrato è la sostituzione delle cartelle nel Finder:

Immaginate questa situazione:

Una cartella A chiamata FILE con dentro 3 file : pippo pluto e topolino

Una cartella B chiamata FILE con dentro 2 file : minni e gambadilegno

Bene, per fare pulizia, visto che ho due cartelle che si chiamano nello stesso modo posizionate in punti diversi del mio Hard Disk, decido di Spostare la cartella A nella cartella B:

Qui la semantica fa la differenza!

In Windows, vieni avvertito che esiste già una cartella chiamata FILE e che il suo contenuto verrà sostituito, “bene, nessun problema, visto che non ho file con lo stesso nome”

In Mac vieni avvertito nello stesso modo MA il risultato è questo:

In Windows avrò una cartella FILE con dentro Pippo, Pluto,  Topolino, Minni e Gambadilegno (per un totale di 5 file)

Sul Mac avrò una cartella FILE con dentro pippo pluto e topolino! e Minni e Gambadilegno? persi ! e neanche un Undo dell’operazione risolve il problema, perché la cartella spostata tornerà al suo posto mentre quella sovrascritta è persa!

Attenzione alla Semantica!

Questa è la storia di un giovane uomo che con destrezza e abilità è riuscito a sconfiggere la diffidenza e l’incredulità degli “amiciepparenti” e a realizzare l’irrealizzabile  (applausi prego).

ATTO PRIMO

Qualche settimana fa aggirandomi per le stanze di uno dei nostri negozi, il più grande per l’esattezza, dove siamo soliti conservare molteplici macchine che per l’una o l’altra ragione hanno smesso di funzionare e possono essere utilizzate solo come pezzi di ricambio, mi è balenata per la testa una idea straordinaria (non alla Cesare Ragazzi per intendersi). Parlando infatti con un mio collega di questi oggetti ancora funzionanti in parte o almeno utili per poter essere cannibalizzati per portare in vita un altro esemplare della fantastica specie dei “melas morsicatus”, vagheggiavamo su come costruire un MacPro partendo da della componentistica pc a basso costo per raggiungere delle prestazioni degne di nota…insomma degli argomenti scacciafiga o come preferiamo dire in toscana da “non trombanti” a.k.a. “nerd”.

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In questa parentesi giapponese di un mesetto ho avuto bisogno di poter sentire se Miyu, la mia figlioletta di 6 mesi, stesse brava o stesse piangendo mentre ero in un altra stanza.

Ovviamente qui in Giappone le soluzioni parla-ascolta, vedi-parla, parla-senti-ascolta-fai-e-disfa si sprecano, ma stando qui un mese non mi sembrava il caso di spendere  € 90 per un oggetto che avrei usato poco e del quale i miei suoceri si sarebbero fatti poco dopo la nostra partenza.

Mi sono fermato un attimo di fronte al mio fido MacBook Pro e, cercando soluzioni sul web, l’occhio è caduto sull’iPhone che faceva capolino a lato del monitor.

mmmh….. mmmhhh….. mmmhhhhh eppure un modo ci deve essere……mmmhhh…BINGO!

Tutti conoscete Skype…avete capito?

Ho creato due account di Skype, uno per il MacBook e l’altro per l’iPhone, il MacBook l’ho lasciato nella stanza dove dormiva Miyu, l’iPhone me lo sono portato dietro in tinello, ho silenziato il Macbook per non far sentire le mie gozzovigliate alla bimba e poi ho lanciato la chiamata dall’iPhone verso il Macbook, attivato il vivavoce sull’iPhone…et voilà! Ecco un parla-ascolta molto macaco e a costo zero!

Ho aspettato mesi l’uscita del software Digicomics, con la prospettiva di avere finalmente su un supporto digitale un classico della letteratura: Topolino. Finalmente, proprio nei giorni di Natale, il programma è apparso nell’AppStore di iPhone, e al di là dell’eccitazione iniziale, dopo pochi minuti è rimasto solo un grande, freddo, buio vuoto. Una delusione da Razzie award.

Non solo le storie hanno un costo esagerato (qualcuno obietterà: costano come le canzoni di iTunes, più o meno. Sì, ma una canzone ha una longevità ben superiore a un fumettino di poche pagine, neanche fosse un Bonelli…). Anche tralasciando questo fattore, pur importante, il software in quanto tale è piuttosto imbarazzante. Un problema su tutti: scorrendo le vignette, spesso alcuni “fumetti” risultano illeggibili, perchè non entrano in nessun riquadro visualizzato. Inoltre, le stesse vignette a volte sono a pieno schermo, a volte no, in una fastidiosa successione di testo grande e minuscolo.

Morale della favola: ci si aspetterebbe ben altro, dalle risorse di Disney. Sembra quasi che gli editori non abbiano grande interesse a far sfondare i formati elettronici…

In queste agognate feste, innevate per alcuni, calde per altri, anche tutti i macachi vi vogliono augurare momenti di felicità a conclusione di un anno non per tutti così solare.

A tutti, macachi, pinguini e anche windowsauri, che l’anno nuovo vi porti soprattutto felicità e serenità, oltre a un ingrediente che ritengo sempre molto importante, anche un po’ di semplicità.

E ricordatevi, se riceverete un Mac in regalo, di non abbandonarlo subito dopo le feste. Un Mac è per sempre. 😀

pupazzonatale

AUGURI!

(e ringraziate che vi ho risparmiato i vari plugin natalizi di WordPress :D)

Approfitto della cosiddetta Emergenza Neve per divagare e raccontarvi un piccolo aneddoto, parlando sempre di tecnologia. 🙂

Un paio di anni fa, durante uno dei miei viaggi a Minsk, città natale, come sapete, della mia fidanzata, ero vicino alla stazione ferroviaria quando un rumore infernale mi desta improvvisamente dai miei sogni fotografici.

Mi volto verso il fondo della via, e noto uno strano mostro meccanico cavalcare verso di me, incurante degli ostacoli, fossero essi biologici o automobilistici.

Mi allontano un po’ dal ciglio della strada e osservo il macchinario, degno di un libro di Stephen King, transitarmi di fronte, fortunatamente non interessato a fagocitare me, bensì la sporcizia sul manto di asfalto.

Infatti, e qui svelerò l’arcano che vi sta sicuramente tenendo incollati allo schermo con il fiato sospeso, il mostro altro non era che un automezzo per la pulizia della strada che, tramite spazzole, prolunghe e getti, riusciva tranquillamente a pulire in ogni angolo, anche sotto le automobili parcheggiate.

Quando vi lamentate dell’inefficienza nell’affrontare situazioni disagevoli, ma comuni d’inverno, come una nevicata, ricordatevi che qui nella mia amata Milano, nel primo mondo, vige ancora la rimozione forzata quando viene effettuata la semplice pulizia stradale.

Credo non serva aggiungere altro. 😀

E’ quasi Natale, c’è tanta bella neve, e iBoh si trova alle prese con un personaggio molto particolare…

iboh0006

Mi capita spesso, quando discuto con persone di nuove tecnologie (Mac, netbook, iphone, ebook, …) di arrivare a sentire considerazioni del tipo “ma va, è una cazzata”, oppure “non serve a nulla”, o ancora “costa troppo per quello che fa”.

So che non sono argomentazioni particolarmente argute, ma il meglio viene dopo. Di solito a quel punto chiedo: “ma lo hai provato?”, e la risposta è quasi sempre “No”, seguita dal semplice ribadire delle tesi soprastanti.

Considero tutte le opinioni legittime, se argomentate, anche se contrarie alle mie.

Anche se mi dicono “Windows è meglio di OSX”.

Vi chiedo gentilmente, però, almeno di provare ciò di cui parlate. Prima, possibilmente. 😀

Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato, che permette comodità inimmaginabili solo pochi anni fa. Purtroppo, le possibilità tecnologiche non vanno di pari passo con la diffusione delle stesse nella popolazione. Spesso, soprattutto nel nostro paese, si trovano persone, e purtroppo anche istituzioni, che non usano sistemi moderni ma banali come, per esempio, la posta elettronica, per motivi del tutto inspiegabili.

La riflessione più comune è: “beh, problemi loro, rimangono indietro e avranno difficoltà ad integrarsi nel mondo moderno”. Questo è vero, ma è vero anche che la presenza di individui o gruppi che rifiutano l’uso di mezzi moderni provoca di riflesso disagi anche in chi ne usufruisce quotidianamente.

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