Archivio gennaio 2010

Oggi, che è sabato e potete rilassarvi…vi propongo una visione cinematografica impegnata, ma che vi assicuro vi arricchirà moltissimo. 🙂 Dopo quanto successo alla povera Haiti è tornato d’attualità, l’ho visto ieri sera con piacere a una conferenza di quartiere, il bellissimo documentario The Agronomist.

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Ok, è uscito l’iPad, finalmente si può parlare di qualcosa di concreto. E’ inutile che vi dica cos’è, com’è, che caratteristiche ha, l’avete sicuramente visto tutti, e chi non l’ha visto, il link come al solito è www.apple.it (o .com, se il sito italiano non fosse ancora aggiornato). 🙂

Vi dirò solo la mia impressione: per essere un tablet, secondo me è la miglior declinazione di tablet vista fin’ora. Ovvia e ottima la scelta di usare un OS derivato da quello iPhone, in luogo di un sistema standard, che sarebbe stato meno usabile su un dispositivo del genere. La dotazione è come sempre di alto livello, e sicuramente quindi sarà un bell’oggetto che piacerà ai cultori di questo tipo di dispositivi, anche se forse manca qualche dettaglio da “Mac”, come una webcam.

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Finalmente è giunto il grande giorno, quello tanto atteso dai rumoristi che quotidianamente ci sfrac…ehm, ci deliziano con le loro incredibili previsioni (del tipo “il tablet Apple, se uscirà, avrà il WiFi”).

Come sempre, in questi casi, la mia previsione è: intorno alle 19 ora italiana Jobs salirà sul palco e ci dirà cosa gli frulla per la testa.

Come un bambino prima di Natale, attendo con ansia quel momento; nel frattempo, occupo risorse mentali ed informatiche per qualcosa di meglio. 🙂

Buona giornata e buon evento a tutti. 🙂

Nuovo appuntamento con il nostro caro iBoh, oggi alle prese con presunti annunci che i macachi non vorrebbero mai sentire. 😛

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nota de ilmacaco: no, iBoh non è il prodotto Apple che sarà presentato mercoledì da Steve. E’ qualcosa che i rumoristi non possono immaginare. 😀

Non è una novità né una notizia, ma mi sembra giusto celebrare l’ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori di MacWorld Italia per iPhone, soprattutto nella visualizzazione degli articoli. 🙂 Mi piace l’idea di avere l’articolo sia in versione originale, per apprezzarne l’impaginazione, sia in versione testuale, per leggerlo comodamente sullo schermo del melafonino.

Quando un editore si muove bene, mi piace dirlo, e ribadirlo.

Mi capita ogni tanto, ma dovete scusarmi, di sentire la necessità di disquisire di argomenti non direttamente connessi al mondo Apple o alla tecnologia. Oggi per esempio vorrei aggiungere la mia piccola voce a un coro che ritengo importante e che vanta numerosi esponenti in Rete, come per esempio Leo Sorge su Magrathea (questo per dire che non sono l’unico a pensarla così 😀 ).

Come sapete, qualche mese fa ho terminato una fatica letteraria che avevo nel cassetto da tempo: scrivere un romanzo di fantascienza. Naturalmente, come è ovvio, mettere in fila parole e frasi di senso compiuto è la parte divertente del lavoro; succcessivamente, inizia la fase in cui il vostro manoscritto è pronto, piace a tutti quelli che lo leggono, ma nessuno è interessato a pubblicarvelo perchè, ovviamente, non siete uno scrittore famoso.

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Non so voi, ma io ricordo bene i pomeriggi passati, quando ero ragazzino, a giocare con gli amici e l’Amiga a tanti titoli tra cui il mitico Paperboy.

Non so voi, ma io mi divertivo un sacco, più che a centrare le cassette delle lettere come da istruzioni, a spaccare le finestre di tutto il quartiere. 😀

Non so voi, ma quando ho visto apparire Paperboy nell’AppStore di iPhone, l’ho scaricato subito. 🙂

Tremate, vicini! 😀

Per chi non seguisse le mirabolanti avventure di Meemi, eccovi due interessanti segnalazioni arrivatemi questa settimana.

L’amico vincenzodb mi ha fatto notare questa caratteristica presente nella versione server di OSX: Wiki. Mi sembra un’ottima risposta alla mia ricerca (al momento del tutto teorica) di un sistema di collaborazione e condivisione di gruppo online, integrata con Mac e iPhone. Appena avrò una macchina sulla quale provare OSX Server, la testerò sicuramente.

Se avessi uno studio, probabilmente farei un pensierino all’acquisto di un bel Mac Mini server… 🙂

L’amico novalis invece, come sempre ottimo pusher musicale, ci segnala il nuovo aggregatore di radio online RadioTuna, che mi sembra abbia un’ampia varietà di fonti, una buona qualità di riproduzione, e sia anche graficamente carino.

Buon fine settimana! 🙂

Proseguendo sulla strada della sincronizzazione “fai da te”, ho trovato un altro interessante sbocco della sottoscrizione all’eccellente SpiderOak.

Da tempo ho trasferito su un hard disk in rete locale tutta i miei file musicali, in modo da non occupare con ormai svariate decine di gigabytes il povero hard disk del mio MacBook Pro. Ho sempre trovato scomodo, però, il fatto di dover sincronizzare manualmente le librerie degli iTunes installati sui miei vari Mac, per avere su tutti il catalogo completo e ben organizzato (sebbene nella vita io sia abbastanza “confusionario”, o come preferisco dire io “creativo”, nel mondo digitale sono maniaco dell’ordine, come l’amico macaco fokewulf 😀 ).

Chiaramente esistono varie applicazioni che fanno questo lavoro di sincronizzazione automaticamente (SuperSync, Syncopation e TuneRanger, per citarne alcune che però non ho testato personalmente), e naturalmente si può fare anche tramite la programmazione, via Automator o via Terminale.

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Dopo aver acquistato il netbook, iniziando a vivere multipiattaforma, ho cercato a lungo un metodo per avere sincronizzati rubrica e calendari anche laddove non sia possibile utilizzare Mobile Me. Naturalmente, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata cercare qualcosa che sincronizzasse i due software con i corrispettivi di Google, che sono importati poi facilmente da molti software, o perlomeno utilizzabili online.

La prima soluzione trovata è stata quella di Spanning Sync. Il software funziona egregiamente, l’ho utilizzato senza problemi per tutto il periodo di trial, e fa esattamente quello che dice: mantiene sincronizzati rubrica e calendari tra il nostro (o i nostri) Mac e Google. Questo metodo naturalmente si può utilizzare anche come “sostituto parziale” del cloud di Mobile Me, sebbene il servizio di Apple offra anche altre caratteristiche.

Lo svantaggio di questa soluzione, però, è che è a pagamento, e le finanze attuali del Macaco non sono floride, per cui perché non provare a continuare ancora un po’ la ricerca, con il cuore comunque più leggero, per aver trovato almeno una strada percorribile?

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