Archivio maggio 2010

Sono davanti ad un foglio bianco; ma mai come ora un foglio bianco è stato maggiormente fonte di ispirazione e creatività! Sì, perché il foglio bianco, è disegnato pixel dopo pixel sullo schermo del mio iPad nuovo fiammante una volta avviato Pages.

La pagina è bianca, bianchissima, ma non mette alcun timore, anzi! L’ampia tastiera landscape ammicca ai polpastrelli nervosi. Così cominciano a fluire “toccanti” pensieri che prendono forma in maniera ordinata, pulita, candida. Si comincia ad avere l’impressione che la carta sia ormai un’esperienza arcaica, povera, sorpassata e abbia i giorni contati. Finalmente. La lettura diventa quasi una nuova esperienza sensoriale. Non sto esagerando e non sto prendendo in giro nessuno. Queste cose, prima di oggi, le ho solo sognate.

il mio iPad appena fuori dalla scatola, in fase di avvio.

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Ci sono aggiornamenti sulla vicenda, in calce all’articolo.

Oggi vi racconterò una storia di tale fantasia tale da aver impegnato tutte le mie doti di scrittore per essere immaginata.

Poniamo il caso che un lettore di Wikipedia, sfogliandone le pagine, si accorga che manca la voce relativa a Meemi, il noto social network italiano ormai in forte crescita.

Facciamo finta che questa persona, esperta nell’uso dei wiki, decida di creare egli stesso una pagina, e inizi ad abbozzarne una struttura di massima, inserendo le prime informazioni.

Ed ecco che la trama si dipana, leggera e sorprendente: l’antagonista, il cattivo, che chiameremo con un nome a caso, per esempio Valerio79, nota gli sforzi del nostro eroe e decide che devono essere vanificati, in nome della salvezza di Mordor (uhm…questo nome credo sia già stato usato).
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Sono felice cliente Digidesign da diversi anni con una bella scheda audio cicciosa (la Digi 002 rack, 02R), fuori produzione dall’uscita della serie 003.

Che sia l’ora di aggiornarmi visto che nell’aria si mormora di nuove uscite a causa del definitivo inglobamento di Digidesign all’interno di Avid?

L’uscita di nuovi prodotti farebbe scendere inevitabilmente il valore dei modelli precedenti. Tenevo anche in considerazione la possibilità di “tradire” Digi passando a Logic, il noto sequencer di Apple (nato da Emagic).

La 02R è in effetti sovradimensionata per il mio utilizzo casalingo, molti più ingressi e uscite di quelli a me necessari, quindi pensavo di restringere la scelta tra schede piu’ piccole come Mbox 2 ProApogee Duet, fermo restando l’utilizzo del bus Firewire perche’ come noto piu’ prestante dell’USB2 in questo campo.

Ricercando pareri in giro per la rete sono incappato in un articolo che  rispondeva proprio alle mie domande, ovvero un confronto A-B tra le due schede basato sui fatti e non solo apparenze o sentito dire.
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Ho sempre amato l’approccio distraction-free alla scrittura, in ricordo forse di quando non usavo un computer, ma una vecchia macchina da scrivere: mi libera dal giogo di tutte quelle icone e cosecheappaionoesimuovono sullo schermo tipiche dei moderni sistemi operativi. Per tale motivo ho sempre usato il noto WriteRoom, nonostante i danni quasi irreparabili causati durante la stesura di Hope. Per i due o tre che non lo conoscessero, permette di isolarsi completamente su uno schermo nero o di un qualsivoglia colore mentre si trasferiscono su bit i propri pensieri.

Da quando ho il netbook, contrariamente a quanto molti affermano, mi piace molto usarlo per scrivere, proprio per le sue caratteristiche di portabilità che mi permettono di buttar giù idee in qualsiasi momento e posizione (tranne quelle di un ben noto libro orientale 😀 ).
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Essendo universalmente noto che sui computer Apple non si può giocare, ho voluto provare la versione per Mac, recentemente rilasciata, del famoso negozio digitale Steam.

Sia l’applicazione, che permette di visualizzare il sito e installare automaticamente i giochi, che la varietà di titoli fanno ben sperare per la nostra piattaforma preferita. Alcuni sono addirittura offerti a prezzi simili a quelli di AppStore per iPhone.

Per esempio, chi come me ama gli RPG, non potrà resistere a Torchlight disponibile per pochi giorni a soli €7.99, o chi adora i puzzle game apprezzerà QuantZ a soli €2.70.

Insomma, non resta che divertirsi. Su Mac. 😀

Avendo finalmente scovato su AppStore una buona versione per iPhone, ho deciso di convertirmi da 1Password a KeePassX.

I motivi sono tanti, primo fra tutti il fatto di poterlo usare anche sul netbook, soprattutto ora che da un po’ di tempo la versione “Anywhere” di 1Password non mi funziona più correttamente, per chissà quale motivo.

Naturalmente come programma in sé è inferiore a quello di Agile Web, ha meno funzionalità, mancando per esempio dell’autofill nel browser (che comunque sinceramente non usavo molto). Nonostante ciò, sia per la gratuità, che per il motivo di cui sopra, ho deciso di fare il salto.

L’applicazione per iPhone è MyKeePass, che per ora mi sembra ben fatta e non mi fa rimpiangere la versione mobile di 1Password.

Completato il trasferimento di tutti i dati, non mi resta che provarlo un po’. 🙂

Anche stavolta Jobs è salvo. 😀

La vignetta, che potrebbe risultare un po’ criptica a chi non segue certe polemiche, prende ispirazione dall’ennesimo bla bla sui presunti difetti di iPad e su come bisognerebbe comunicare a Steve Jobs la propria opinione. Dopo aver visitato ieri per altri motivi il sito del mio operatore telefonico, che già pubblicizza ovviamente piani tariffari con sim apposita per il nuovo gioiellino Apple, non ho saputo trattenermi da dar voce a quel satiro di iBoh. 😀

La tecnologia non si ferma davanti ai coltelli da macellaio. 😉

Come già ampiamente documentato su queste pagine, io tengo molto ai backup. Per diversi mesi, oltre a Time Machine e a un’ulteriore copia di sicurezza per i dati di lavoro, ho utilizzato anche SpiderOak, un servizio di backup online dove i miei vari Mac riversavano alcuni dei dati più importanti presenti sui dischi fissi.

Complici alcuni problemi di SpiderOak riscontrati negli ultimi tempi (eccessiva “voracità” di memoria che rallentava vistosamente il sistema), e soprattutto la nascita del mio nuovo/vecchio cervellone, ho deciso di modificare un po’ questo schema, per alleggerire il carico delle singole macchine.

L’idea è semplice: invece di inviare singolarmente i propri dati in Rete al servizio di backup online, i vari Mac eseguono la copia dei files più importanti su un disco di rete locale, connesso ad Airport; è poi The Brain stesso a occuparsi dell’invio di tutti i dati allo storage via Internet.
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Visto che in Rete ci sono blogstar e macellai che, per citare il buon Lux, non danno giudizi sul piatto fumante in tavola, ma leggendo la ricetta, volevo lanciare un nuovo gioco primaverile, limitatamente a questo post:

Spara anche tu la tua sentenza senza senso!

Comincio io: Windows fa schifo perché non ci girano i programmi Apple!

Buona domenica e buon divertimento. 😀

Durante le lavorazioni per un nuovo ampliamento di The Brain, del quale vi parlerò nei prossimi giorni, mi sono imbattuto in un programma che può essere utile, in certi casi.

Si chiama iChoose e non fa altro che inserire un menu tra le icone nella barra di OSX che potete riempire di link a preferiti, applicazioni, files, etc…

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