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Case macache
iSimone MacaCase
I macachi sono gente strana e, pur amando il minimalismo stile Jonhatan Ive (oppure Dieter Rams se vogliamo proprio risalire a quello che considero il principale capostipite del design “meno; ma meglio” in campo tecnologico), amano circondare i loro Mac di accessori: magari pochi, ma buoni. L’accessorio che sicuramente non può mancare attorno al Mac di ogni macaco è la casa.
Appena un macaco compra casa, infatti, il primo pensiero (ok, “chissà quando finirò di pagare il mutuo” viene prima) corre a dove posizionare il Mac.
La scelta dipende da moltissimi fattori, dato che il computer è una macchina versatile che si presta a molti utilizzi.
Se l’utente lavora in casa, la scelta obbligata è lo studio. Così pure se si utilizza il Mac per fare musica il luogo adatto sarà appartato e andrà considerato ancor prima di comprare casa per non trovarsi poi a dover rimaneggiare pannelli isolanti improvvisati alle pareti.
Come diceva il simpatico Woz:
Il Macintosh è più di un computer. È uno stile di vita
ed è quindi normale che un macaco cerchi di inserire il suo Mac nell’ambiente domestico nel modo migliore possibile. Nel mio caso il Mac è entrato nella mia casa per rispondere alle semplici necessità di una normale famiglia.
Inizialmente pensai ad una sistemazione in un luogo ad-hoc, uno studio. La stanza c’era, appena sopra la rampa di scale che partono dal salotto, quindi anche facilmente accessibile, ma non abbastanza.
Dopo un’iniziale periodo di prova, anche mia moglie (all’inizio entusiasta di non avere un computer sempre tra i piedi perché proveniva da esperienze Pc-oriented) ha cominciato ad avvertire le prime difficoltà dettate dall’uso quotidiano del computer che imponeva un costante sali-scendi di gradini.
Decidemmo di spostarlo in cucina. Luogo insolito, penserete voi, ma con un bel gancio a muro l’iMac era diventato molto funzionale. Si gestivano le ricette, si usava per guardare un po’ di TV (non molta, ma la ricetta per gatti di Bigazzi è introvabile altrove
), i bimbi ci giocavano mentre li tenevamo facilmente sotto controllo (considerata la giovane età)… Insomma, era una sistemazione molto buona, che permetteva un uso conviviale, così come piace a me, del Mac. Quando dovevo usarlo per qualcosa di più, montaggi video, scrittura, ecc… i miei familiari erano sempre lì attorno, e la cosa mi rendeva sempre piuttosto felice e di buon umore.
iMac G5 in cucina sospeso con il gancio a muro.
Col tempo, però, anche questa disposizione cominciava a mostrare dei limiti; sì perché il Mac è diventato piano piano (ma neanche tanto piano) sempre più parte integrante dell’intrattenimento domestico. Con l’arrivo di un iPod cominciò a girare molta più musica in formato digitale anziché su vecchi e polverosi CD. Così pure per i film e le registrazioni di trasmissioni televisive, i podcast o le radio on-line. Per non parlare di tutte le foto da far vedere a parenti ed amici in visita, ormai di prassi custodite unicamente sul Mac, medesimo discorso per le riprese video.
Era arrivato il momento di promuovere il Mac in salotto! Il passaggio avvenne qualche anno fa, con il pensionamento del vecchio TV color. Si presentava la ghiotta occasione di allestire un nuovo sistema di intrattenimento.
Prima di tutto ho accostato all’iMac un sistema di diffusione sonora decente. Sintoamplificatore SONY 3000ES (un 5.1 da 150Watt per canale, direi molto buono), e un sistema di casse acustiche di base B&W (senza sub-woofer perché non lo sopporto, cioè in realtà l’ho acquistato ma poi l’ho scollegato subito, ora funziona da portariviste e fra poco non farà neppure più quello). Per il video, dato che con l’iMac un monitor ce l’ho già (non mi obbliga come il tanto sfruttato Mac Mini ad avere la TV principale sempre accesa anche quando non devo visionare materiale multimediale) ho optato per l’acquisto di un videoproiettore il Domino20 della Sim2, ditta italiana a quanto pare rinomata, che esporta tecnologia in tutto il mondo. Mi si racconta che dopo i videoproiettori della inglese Barco, tra i migliori al mondo ci siano proprio i made in Italy, e questa è stata una piacevole sorpresa (un po’ meno per il portafogli, ma la qualità è veramente elevata). Completano il set-up tutti i collegamenti del caso, quindi un lettore CD/DVD Denon di buona qualità. L’immancabile collegamento al segnale televisivo tramite un EyeTv 200, il decoder di SKY e un videoregistratore (che uso solo per convertire in digitale alcune vecchie VHS zeppe di ricordi dei tempi andati).
Ovviamente il mio impianto Home Theatre comincia a sentire il peso degli anni, soprattutto da quando ha fatto capolino l’alta definizione per il video. I prodotti di buona qualità comunque tengono bene il passo e la visione rimane molto buona anche se qualitativamente peggiore rispetto a sistemi di alta qualità adatti ai nuovi standard. Questo per dire che, comunque, un buon investimento in termini di qualità rimane sempre valido anche quando la tecnologia cambia, cosa che succede di continuo, e quindi quando si operano scelte nel campo hi-fi, secondo me, la ricerca della massima qualità (prefissato un budget
) è un fine imprescindibile.
Il bello di questa composizione è che mi permette buona flessibilità. L’iMac è molto comodo per gestire tutte le attività di cui ho bisogno, l’ascolto della musica è estremamente appagante, la visione dei film pure. Quando ci stanchiamo del piccolo schermo, come spesso capita di sera o nei week-end, e ci vogliamo godere il grande schermo non c’è niente di più facile.
Per tutto il resto del tempo il Mac funziona da Mac, e quindi lo si può usare come un normalissimo computer. L’utilizzo di Skype per la videochiamata è particolarmente divertente perché mi permette di usarlo comodamente dal divano mentre i bimbi saltano qua e là in ordine sparso rendendo sempre le chiamate molto dinamiche. Anche vedere la videochiamata sullo schermo del proiettore fa un effetto piuttosto strano e futuristico…
I problemi che si incontrano nella realizzazione di questo tipo di installazioni sono di vario tipo: dalla cavetteria da reperire, alla gestione dei diversi formati video. Se non siete interessati alla descrizione tecnica, potete saltarla.
Ecco i principali problemi con i quali mi sono scontrato:
Uscita video dell’iMac.
L’uscita video dell’iMac si trova, come tutte le altre porte, sul retro e può essere utilizzata se si acquista dall’Apple Store un connettore miniDVI-DVI o miniDVI-VGA o miniDVI-PAL. Il mio video proiettore non supporta segnali digitali ma solo Cr/Y/Cb, PAL, o anche l’ingresso VGA. Il problema è il collegamento perché mentre un segnale PAL viaggia su un unico filo, il cavo VGA è molto ingombrante. Ho risolto convertendo il segnale VGA in RGB (esistono vari adattatori in commercio) e ho sfruttato questo per il collegamento al proiettore e sono bastai tre cavi schermati (gli stessi di cui avevo bisogno per collegare pure il DVD).
Alla fine tutti i cavi riescono a passare dal foro posteriore sul piedistallo
Con il connettore video attaccato l’iMac riconosce subito una periferica video collegata e commuta in modalità duplicazione monitor. Conviene disattivare la duplicazione monitor e ottenerne 2 distinti, è sufficiente armeggiare tra le preferenze di sistema alla voce monitor. Spostando la barra in alto nella raffigurazione dei due monitor su una delle due aree si sceglie quale sarà il monitor principale. Questa scelta è molto importante perché il monitor principale sarà quello su cui si avvierà Front Row (o altri software visualizzati a schermo pieno come QuickTime X o EyeTV) lasciando completamente nero l’altro. Attenzione: non spento, nero! Sì, perché il monitor integrato sull’iMac non si può spegnere a meno di non sospendere anche l’uscita video secondaria.
l’iMac (in basso a sinistra) con schermo completamente oscurato
Se al posto di usare una visualizzazione a schermo intero sul videoproiettore si decide per l’allargamento della finestra si potrà contemporaneamente utilizzare l’iMac sul suo monitor integrato per svolgere altre attività in pieno multitasking. Si renderà utile, una volta finito, un software che permette l’oscuramento dello schermo principale come, per esempio, il gratuito Shades.
iMac in funzione con riproduzione di materiale
multimediale sullo schermo secondario
Audio digitale.
Il Mac trasmette il sonoro all’amplificatore mediante la porta digitale ottica. Questo grantisce un ottima qualità ma non permette più il controllo del volume generale in OS X che rimane sempre al massimo.
L’ho preferita comunque, in ogni caso non sono tipo che vive con il telecomando in mano alzando e abbassando freneticamente. Scelgo un livello appropriato e fino a fine film quello rimane. Se però questo rappresenta un problema ci sono almeno tre soluzioni: intervenire sul volume tramite l’amplificatore (ma con il suo telecomando, e io odio i troppi telecomandi), ritornare al collegamento con cavo analogico (perdendo un po’ di qualità e la cosa si avverte maggiormente in termini di surround), oppure usare un software di riproduzione (non FrontRow) che non intervenga sul volume principale ma abbia una propria regolazione.
Front Row
Essendo un affezionato macaco, il software di Apple mi piace molto, sempre semplice e minimalista. A volte anche troppo. Così guardandosi in giro si trovano soluzioni molto flessibili e personalizzabili di software da media-center, come il validissimo e gratuito Plex che ho utilizzato a lungo e consiglio agli utenti più esigenti, veramente ben fatto e ampiamente personalizzabile. Tuttavia, per le mie esigenze, torna più comodo proprio Front Row, con qualche piccola aggiunta di plug-in come Understudy e peyetv.
Menù principale di Front Row con i Plug-in
Stoccaggio del materiale multimediale
È abbastanza logico immaginare che, dopo un certo periodo, il disco fisso del Mac tenda a saturarsi di trasmissioni televisive, film, musica, foto, ecc… Per risolvere il problema ho acquistato un disco esterno da 1,5 TB, oltre a quello per i backup (e siamo già a due HD esterni, vanno via come il pane
). Su questo disco ho spostato l’intera cartella “iTunes Media”. Fine dei problemi. Basta fare il copia incolla, eliminare la vecchia, e modificare le preferenze di iTunes specificando la nuova sede.
Trovo iTunes comodissimo per gestire musica e video. In un certo senso mi obbliga a cercare di tenere il più in ordine possibile la libreria e questo, tutto sommato, è un bene. L’aspetto più fastidioso è rappresentato dai pochi formati video supportati, il che obbliga a frequenti conversioni soprattutto per quanto riguarda i numerosi film in DivX o AVI o altri formati diffusi nel mondo del file sharing. È comunque un lavoro che ritengo utile svolgere, per centralizzare tutto il materiale video su quell’unico contenitore e, inoltre, al bisogno mi permette di trasferire il materiale anche su iPhone o di averlo già disponibile nel caso di futuri acquisti (tradotto: “mi piacerebbe tanto una AppleTV da piazzare in una seconda stanza, ma anche un iPad”).
Software per la ricodifica ce ne sono parecchi da ffmpegX, VLC media player (che oltre a fungere da visualizzatore pressoché universale può anche salvare file in vari formati) oppure iSquint, così come pure QuickTime, che riesce agevolmente, e anche rapidamente, a convertire alcuni tipi di AVI che, invece, iTunes non riesce a digerire.
La visualizzazione della cartella “Filmati” all’interno di Front Row è spesso fonte di problemi causati, presumo, soprattutto da incompatibilità tra codec e capita che la navigazione su questa cartella comporti il blocco improvviso del programma. Per chi è interessato, se ne discute anche su il Macaco Answers.
iPhone
La dock per iPhone è stata acquistata inizialmente per motivi di sincronizzazione e ricarica, ma col tempo ho aggiunto anche il cavo di collegamento all’amplificatore (dato che c’ero…). Capita, infatti, che nei week-end io mi cimenti nella difficile arte del montaggio video e utilizzi l’iMac in cuffia, delegando all’iPhone il compito di suonare le playlist dei giorni di festa per allietare il resto della famiglia (nonché per impegnare i pargoli nel ballo anziché lasciarli liberi di chiedere al sottoscritto di usare il computer). La qualità audio non è molto buona, ma sicuramente adatta allo scopo.
Nondimeno è già capitato di ospitare amici che possedevano iPod (più tempo passa più mi rendo conto di quanti ne siano stati venduti) contenenti delle foto ed il fatto di poterle trasmettere su grande schermo semplicemente inserendo il loro iPod sulla mia Universal Dock è stato di grande effetto. Per la riproduzione video, invece siamo messi malino… se funziona ancora decentemente su TV di piccola dimensione, quando si passa alla riproduzione su schermi di più di 100” di diagonale gli artefatti cominciano ad essere invadenti ed invalidano la piacevolezza della visione (detto in parole povere fa piuttosto schifo).
Apple Remote
Il telecomando Apple, io ho ancora il modello vecchio (quello bianco), ha il vantaggio fantastico di poter essere usato al buio, tanto sono due bottoni messi in croce, anzi in tondo
. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che, a volte, due bottoni sono pochi. Ecco però spuntare dalla tasca la soluzione: iPhone. Installata l’applicazione Rowmote Pro il melafonino simula un Apple Remote con la possibilità di adattarsi alle applicazioni sullo schermo e, all’occorrenza, si trasforma pure in un pad per gestire mouse e tastiera virtuale. Mi permette di gestire tutto quello che può capitare sul Mac seduto (sarebbe meglio dire stravaccato) sul divano ed è visibile pure al buio. L’applicazione è a pagamento, ne esistono pure di gratuite che svolgono più o meno funzioni simili. C’è solo da trovare la più adatta secondo il gusto personale.
Mobilia
Qui si entra nel campo dell’arredamento e sono sicuro che molti di voi saranno più esperti (o avranno partner molto più esperti) di me a riguardo. Credo comunque che non sarà difficile proporre l’acquisto di un nuovo componente d’arredo che ben si sposi con le forme del vostro iMac e del resto dell’impianto Home Theatre. Io ho optato per un mobile semplice e molto capiente. Non immaginate nemmeno quante cose girano attorno al Mac dopo un po’ di tempo e non si sa mai dove metterle. Praticando dei fori sul retro del mobile ho fatto confluire cavi USB e FW dentro al mobiletto stesso per il collegamento con videocamera e fotocamera. Chiuse le porte rimangono in bella vista solo l’iMac, i diffusori in tinta con il mobile e il discreto videoproiettore a soffitto. È stato solo quando ho acquistato il mobile che mi sono reso conto di quanto più semplice sia l’accostamento dei nuovi Mac in alluminio al resto dell’arredamento piuttosto dei vecchi, ma sempre belli, iMac bianco Apple. Completano l’allestimento la poltroncina che serve quando c’è da stazionare a lungo davanti al Mac, che attende in religioso silenzio accostata alla vetrata, fingendosi una postazione per la lettura di produzioni cartacee ormai dal sapore obsoleto. Esagero? Vedremo, io credo che i tablet stile iPad e gli ebook reader soppianteranno le riviste e i libri come è avvenuto con la musica digitale nei confronti dei CD.
e quando dico capiente, intendo dire molto capiente
Il problema di questa postazione è che, alla fine, il Mac è sempre occupato da qualcuno che ci sta facendo qualcosa. È lì, sempre a portata di mano, e questo è un motivo sufficiente perché quando qualcuno ci passa davanti senta il bisogno di cliccarci sopra. Un’occhiata alla dashboard, una spulciata ai blog. Un giochino di due minuti. Rivedere un filmato. Ricette, mail, scannerizzare un documento, una stampa al volo, un po’ di musica, un cartone animato… È il Mac più usato in casa e molto del successo è dovuto, oltre che alla straordinaria semplicità e stabilità di OS X, anche alla posizione strategica scelta.
L’altro iMac è in uno studio. Almeno era uno studio. Perché col passare del tempo si è trasformato in una stanza da gioco per i bimbi… già, sono stato sfrattato… Soprattutto successivamente all’incidente raccontato tempo fa. Ora il vecchio iMac G5 funziona da intrattenimento per bambini. Ci sono installati software di età appropriata (magari in futuro farò una recensione di software di questo tipo se qualcuno è interessato), è inibito l’accesso ad Internet (se serve la rete usano il Mac in salotto, maggiormente sotto controllo). Per ora che la maggiore ha solo sei anni è sufficiente. È bello lasciare i bambini liberi di fare esperienza con il computer, loro si divertono e, con un Mac, sto tranquillo anch’io. Problemi non ce ne sono mai, al limite Time Machine è pronto al salvataggio. A proposito di Time Machine, io uso un disco in rete per i backup di entrambe i computer. Funziona senza problemi tranne per il fatto che, quando ho dovuto ripristinare 250 GB in seguito alla sostituzione del disco fisso, ci ha messo un sacco di tempo. Per il resto è consigliato, soprattutto se nel vostro parco Mac c’è pure un portatile che va e viene e spesso ci si può dimenticare di allacciare il disco per i backup.
Quel che resta dello… studio
La nuova Airport di cui vi raccontavo, copre tutta la casa e mette in comunicazione i due Mac senza problemi anche se sono disposti su tre piani (iMac piano terra, Airport piano primo, iMac G5 piano secondo).
Finale a sorpresa
Mi piacerebbe, a partire da questo articolo, iniziare a raccogliere un po’ di esperienze macache. Riguardo alle vostre abitudini d’uso in casa con il vostro Mac. Le vostre postazioni, in pratica; ma anche l’utilizzo abituale o predominante. Dal confronto di situazioni diverse si possono ricavare idee che possono essere preziose per tutti. Mandateci pure le foto, se volete, delle vostre scrivanie (non virtuali
) corredate o meno da brevi descrizioni, le pubblicheremo qui su ilmacaco.com con i nostri (spero simpatici) commenti.

























15 marzo 2010 alle 09:38
Come ti ho scritto quando ho letto la bozza, invidia ESAGERATA per il tuo setup!
Complimenti
15 marzo 2010 alle 09:43
complimenti , non ci sono altre parole da dire
15 marzo 2010 alle 10:15
@ilmacaco e @stefitiz
Beh, grazie… In sostanza sono dei buoni componenti di un qualsiasi impianto HT con al centro un iMac… e cercando di mantenere il tutto più “minimalista” possibile.
15 marzo 2010 alle 10:52
bel set-up.
Vorrei inviare la mia appena, ho tempo la metto giù e ve la invio.
spero nn dispiaccia, ma ho altri computer che nn sono mac in casa, quindi per descrivere la mia disposizione potrò nominarli e descrivere anche quelli?
15 marzo 2010 alle 11:12
perchè il mio commento di prima rimane in moderazione?
15 marzo 2010 alle 11:40
@dany90: sì certamente, non siamo razzisti nei confronti degli altri computer
Il tuo commento era in moderazione perché il moderatore era a far la spesa
Ma viene moderato solo il primo commento per ogni utente (a meno che non cambi i dati), quelli successivi vengono passati automaticamente, almeno quando wordpress non fa le bizze
15 marzo 2010 alle 11:45
Già forse è la prima volta che commento nel blog, anche se è da un pò lo leggo!
Dai al più presto mandero la ma configurazine…
15 marzo 2010 alle 11:48
@dany90
Manda tutto quello che vuoi… Come è nello spirito dell’iniziativa, ben vengano idee diverse.
15 marzo 2010 alle 12:35
ah e @iSimone: complimenti per l’idea del Finder come pecetta di censura
15 marzo 2010 alle 15:16
@ilmacaco
Grazie… dillo a mio figlio che si sta lamentando perché l’ho cancellato…
15 marzo 2010 alle 21:04
inviato la mail con pacchettino zippato, spero si capisca il tutto…
15 marzo 2010 alle 23:58
Leggo e rileggo da oggi pomeriggio questo articolo e non trovo mai il giusto spunto per fare complimenti e congratulazioni per la magnifica organizzazione.
Il giorno in cui avrò anch’io una sistemazione stabile non mancherò di far tesoro della tue soluzioni.
Grazie!
16 marzo 2010 alle 09:01
iSimone sei organizzatissimo… OK! raccolgo l’invito e descriverò la mia Macaco house!
16 marzo 2010 alle 09:04
Ok ho capito, apro la categoria apposita
16 marzo 2010 alle 09:14
@Fokewulf
Grazie per l’organizzatissimo
Come dicevo sopra, adoro il “minimalismo” e si accompagna sicuramente al concetto di ordine.
Attendo la tua casa (abbiamo già avuto un preview in occasione di un tuo vecchio acquisto se ben ricordo
).
@stradamax
C’è sempre chi sa fare meglio. Già sono arrivate alcune foto (e approfitto per ringraziare dany90
) molto interessanti.
Grazie anche a te, felice di essere utile.
È proprio questa l’idea: si vedono le sistemazioni degli altri così si prende spunto (dire copiare è brutto) per le proprie.
16 marzo 2010 alle 09:15
@ilmacaco
Apri, apri… però vogliamo vedere anche la tua di postazione…
16 marzo 2010 alle 09:19
@iSimone mi sono reso conto che le foto nn sono venute molto bene, l’ho fatte con l’iPhone 3gs; dimmi se vanno bene altrimenti sta’ sera le rifaccio con la digitale.
16 marzo 2010 alle 09:31
@dany90
Mi pareva andassero bene; più tardi controllo meglio e, in caso, ti faccio sapere.
16 marzo 2010 alle 10:07
@iSimone: ne avevo già dato un’anticipazione schematica un anno fa in questo articolo: http://www.ilmacaco.com/i-miei-tessssori/
Comunque sicuramente ve ne racconterò la storia presto, aderendo alla tua iniziativa
16 marzo 2010 alle 10:15
@ilmacaco
me l’ero persa… cavolo… hai un sacco di Mac!
16 marzo 2010 alle 10:19
Eh, non tutti miei ma della famigghia diciamo
16 marzo 2010 alle 10:24
@dany90: sì, se non è un problema, sarebbe meglio averle fatte con la digitale
Con calma, non c’è bisogno di correre, tanto inizieremo a pubblicare le cose tra qualche giorno
16 marzo 2010 alle 10:31
già immaginavo, le faccio appena possibile. diciamo che le foto dell’iphone nn sono molto definite, e in particolare se c’è molta luce, risultano con un sacco di rumore…
16 marzo 2010 alle 12:26
Come ti capisco
http://isdc.tumblr.com/post/452063832/arreda
16 marzo 2010 alle 16:24
Vedo che ci capiamo, MacAnatomist
Complimenti anche per la tu postazione. Vero che la cucina è un buon posto?
16 marzo 2010 alle 16:30
@iSimone
Si, è ottimo anche perchè è contigua alla zona giorno: radio, podcast e altro sono immediatamente fruibili.
Ad ogni modo, io ho ordinato un rivestimento per l’iMac: di solito mia moglie non cucina a vapore, ma non si sa mai, specie d’estate
16 marzo 2010 alle 16:44
@MacAnatomist
Quando il mio ce l’avevo in cucina era lontano dai fornelli quindi il problema vapore non ce l’avevo, anche perché era fissato con un bel gancio a muro e lo potevo spostare di parecchio (arrivava più o meno dove ci sono la sveglia e il portalettere sopra il muretto in mosaico se guardi la prima foto).
Avevo protetto la tastiera con il copri tastiera in silicone, trovato sull’Apple Store sempre.
Tu che rivestimento hai trovato?
16 marzo 2010 alle 16:54
@iSimone
In teoria pure il mio iMac non dovrebbe avere problemi, però ho deciso di comperarla lo stesso prima che fosse introvabile.
Non ricordo la marca, ma dovrebbe essere praticamente questa:
http://www.csctoronto.com/store/product_info.php?manufacturers_id=150&products_id=6575&osCsid=72f8e122a3b4897e68a62f5c91348502
La vedo a prendere domani
16 marzo 2010 alle 17:17
Ah, sì… ho capito quali… esteticamente non mi piacciono tanto… però sono utili…
17 marzo 2010 alle 09:48
Pure io non ne vado pazzo, ma era una preoccupazione (ormai superata) di mia moglie e, visto il passare del tempo, per 20€ non volevo correre il rischio che andasse fuori produzione
19 marzo 2010 alle 08:48
@iSDC o MacAnatomist
Ripeto, sono utili… fatto bene