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“Domenica andiamo all’IKEA?”
Il panico in stile Migone attanaglierebbe qualsiasi macaco.
Oltre a quello che il comico (mai come in questo caso “messia”) profetizza so già che all’interno del megastore del design a basso costo troverò una schiera di Dell buttati qua e là nei vari allestimenti solo per dare un tono all’arredo, mischiati con qualche sporadico Vaio… no, IKEA non fa per me.
Eppure qualcosa da Macaco ci deve pur essere, perché spesso sento una pallida attrazione anche per il logo giallo/blu. Sarà per i prezzi a volte effettivamente convenienti? Sarà colpa della parola “design”? Sarà per le polpette? Sarà perché fuori fa caldo e il locale è climatizzato? In ogni caso tutti questi considerevoli vantaggi non valgono la candela e, anche se ho bisogno di acquistare una cucina per arredare un piccolo appartamento, sfrutto la tecnologia e la testa, prima di mettermi nel traffico e recarmi in pellegrinaggio al tempio del design per tutti.
Il sito, mi era capitato più volte di visitarlo, è ben realizzato. Ecco forse cos’è… IKEA e Apple alla fine sono due enormi società accomunate dalla cura per i dettagli. In particolare, credo, l’attenzione per la comunicazione al cliente. Basta dare un’occhiata ai rispettivi siti Internet.
Ci si trova subito a proprio agio, sono di veloce consultazione con una barra in alto sempre bene in vista che conduce ovunque si voglia andare nel sito. La comunicazione avviene in modo semplice e diretto, le informazioni sono facilmente reperibili anche in un listino molto vasto come quello della compagnia svedese. C’è però un aspetto che favorisce Apple: dal punto di vista della comunicazione trasversale da sito internet a negozi reali Apple ha la capacità di creare il “profumo dell’informazione”.
L’organizzazione dello store on-line riproduce esattamente l’organizzazione di un Apple Store e questo serve a far sentire a casa propria l’acquirente che visita il sito e poi il negozio, o viceversa. C’è continuità comunicativa tra mondo digitale e mondo reale. Se si entra in un Apple Store (un negozio fisico, reale) i prodotti sono organizzati secondo la stessa logica coerente che ritroviamo nello Store on-line. Se si è visitato prima la pagina internet si avrà una immediata familiarità anche con il negozio fisico. IKEA, invece, nei propri negozi organizza i prodotti in esposizione secondo la stessa logica ma obbliga a dei percorsi fissi, obbligati e questo crea, a mio avviso, l’effetto 1984. Questo non accade con il loro sito internet che permette di saltare da un reparto all’altro con estrema facilità. La tecnica comunicativa dei due colossi è esame di un’analisi da parte di Davide Potente ed Erika Salvini nel cui lavoro “Architettura dell’informazione integrata per Apple e Ikea” viene evidenziato il rapporto con il concetto di informazione trasversale tra mondo digitale (o della carta stampata per il catalogo IKEA) e mondo reale.
Quindi, ricapitolando, diciamo che apprezzo lo stile comunicativo di IKEA, a volte apprezzo pure i loro prodotti, continuo però a sentirmi estraneo ai loro negozi fisici (in particolar modo alle polpette). Proseguo quindi la spedizione cibernetica e mi imbatto nella meravigliosa possibilità di progettare la mia cucina in “cinque semplici passi”. Perfetto, parto subito. Al punto tre appare questa schermata:

Il virtual planner di Ikea non è compatibile con Mac OS X
Sulla prima la prendo un po’ male. Poi virtualizzo Windows XP con l’ottimo prodotto Open Source della Sun e procedo come niente fosse (i passi però non sono più cinque…).
Ovviamente IKEA non è un servizio pubblico e non ha alcun obbligo di mettere a disposizione il servizio per qualsiasi piattaforma informatica esistente, tuttavia non guasterebbe all’immagine del colosso del design alla portata di tutti (e anche gli utenti di Mac OS X fanno parte di quel “tutti”) adattarsi ai tempi e prendere coscienza del fatto che Mac OS X rappresenta un segmento importante di utilizzatori.
L’unica magra consolazione è che almeno hanno segnalato in modo chiaro, specifico e corretto che il loro programma non è per noi: almeno sanno che esistiamo.
















10 giugno 2009 alle 10:58
Bell’articolo, anche se il sito Apple rimane sempre il massimo del riferimento su come fare un sito moderno, veloce, diretto e soprattutto semplice (al contrario di tutte quelle schifezze sparaflashose che fanno i webdesigner fighetti
). La home page di IKEA secondo me soffre della malattia del “mettiamo un sacco di cose per attrarre il cliente”, che alla fine generano solo confusione…comunque diciamo che è sopra la media di molte altre aziende anche più grandi.
Per quanto riguarda l’IKEA come negozio…mi spiace ma io l’adoro
Soprattutto le polpette
Però concordo con te: l’organizzazione del negozio è draconiana…ok è stata pensata apposta, ma ogni volta dover fare tutto il giro è un delirio…capisco il buon Migone
Il software che non funziona è sempre la solita vecchia storia…”costa troppo e lo facciamo solo per la maggioranza”. Già sentita
Evidentemente portare un software su Mac costa loro di più che perdere clienti (molti credo…a livello mondiale…).
10 giugno 2009 alle 11:25
La home di IKEA è un po’ confusa, però è merito anche del grande numero di prodotti da presentare…

Sul fatto del software per OS X, non credo che perderanno clienti comunque. Quindi ci dobbiamo rassegnare, è più una questione di principio.
Per quanto riguarda il negozio… lo adori? Credo che tu sia in buona compagnia, conosco molte persone che ci si trovano come a casa… io, personalmente, divento pazzo quando ci entro, sarà perché devo mettermi ad inseguire i bimbi che, inevitabilmente, tirano come matti per recarsi nella zona dei giochi per bambini e prima di arrivarci bisogna fare tutto il giro, ma questa è un’altra storia…
Per quanto riguarda le famigerate polpette… chiaramente è una questione di gusti.
10 giugno 2009 alle 14:32
Adoro il negozio in quanto espressione di un mondo al contempo esotico e del tutto occidentale. E’ un mondo al completo, ci puoi mangiare addirittura (e portarti a casa un pezzo del loro paese, con Ikea Food).
Che piaccia o meno poi è soggettivo, così come le polpette, però la forza di IKEA non sta soltanto nei prezzi bassi…
Però io lo avrei organizzato in modo diverso. Così com’è hai ragione tu, ci si diventa pazzi. Sia perchè è enorme da visitare, sia perchè le offerte sono così ben posizionate che alla fine ti porti a casa sempre più di quanto pensavi
Però, in fondo, è quello che vogliono
10 giugno 2009 alle 15:19
@ilmacaco
Su una cosa concordo in particolare: la forza di IKEA non sta soltanto nei prezzi bassi.
Non è il mio campo, quello dell’arredamento, però sanno vendere bene i loro prodotti che, comunque e tutto sommato, hanno un bel carattere.
Per l’organizzazione degli spazi sarebbe sicuramente preferibile una migliore, ma indubbiamente quella attuale obbliga maggiormente l’acquisto.
Comunque, con questo articolo, ci tenevo soprattutto ad evidenziare come la comunicazione sia fondamentale quando entrano in campo grosse aziende, e come, seppure in maniera diversa, le due aziende facciano, a loro modo, scuola in questo senso. Tra le due, da buon macaco, mi colpisce senza dubbio la comunicazione trasversale di Apple. A Cupertino sono dei geni anche su queste cose.
10 giugno 2009 alle 18:09
evidenziare come la comunicazione sia fondamentale quando entrano in campo grosse aziende
E’ vero…e in realtà è importante anche per le medie, e spesso anche per le piccole.
Il problema è che spesso i “manager” non lo capiscono…(a volte neanche quello di aziende medio/grandi).
Rimanendo sul Web, per esempio, avere un sito fatto da qualcuno che conosca i concetti base di comunicazione, e non da uno che si è arrangiato webdesigner perchè ha scaricato la CS4 pirata, è fondamentale nel 2009. E via dicendo…
Vaglielo a spiegare
12 giugno 2009 alle 22:52
Purtroppo non sono un amante apple per svariate ragioni e conosco poco le loro logiche sia di esposizione che di vendita, posso solo dire essendo obiettivi che ci sa fare, basta guardare la mole di vendita.
Se un brando vende vuol dire che la sua comunicazione è ottima e ci sa fare e penso che su questo nessuno può dir nulla.
Apple ed Ikea sono 2 colossi che si occupano di contenuti totalmente diverso e servono un pubblico totalmente diverso, quindi è anche giusto che entrambi differenzino i loro store.
A mio parere entrambi hanno visto giusto sulla loro organizzazione, Apple sa a chi vendere e come venderglielo, sa che l’omino che compra è più portato ad acquistare se, come tu sottolinei, trova una certa familiarità con lo store on line (perchè abituato) e lo store reale.
Ikea d’altro canto fonda il suo core business sui prezzi bassi, quindi è normale che ti obblighi a fare un percorso … molto lungo … perchè su questo percorso ce sta il suo business, le offerte e le miriadi di cose che ti porti via e che non avevi proprio pensato di comprare.
Entrambi sono colossi ed entrambi sono ottime marche che sanno vendere e sanno fare il proprio mestiere ed i propri prodotti
13 giugno 2009 alle 00:08
@capobecchino
Ciao e grazie della visita.
Sono d’accordo con te al 100%. Personalmente gradirei più “libertà” nello store IKEA (così come proposto nell’analisi di Salvini-Potente) ma indubbiamente vendono di più così com’è. Basta che mi metto a pensare a quanti pot-pourri si è comprata una mia amica senza averne alcun bisogno.