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lug
309

Chiedo scusa preventivamente se utilizzo il blog per comunicare qualcosa di diverso dai soliti argomenti tecnologici.

Volevo raccontarvi una storia. La protagonista è una ragazza, bielorussa, che vive in una splendida città dell’ex unione sovietica, Minsk. Questa ragazza, un bel giorno decide di lasciare, seppur a malincuore, il suo paese e i suoi cari, per venire in Italia, per imparare e per condividere con noi la sua professionalità di musicista. Si prepara quindi durante molti mesi, passati tra carte, documenti, test, esami e varie procedure burocratiche, e finalmente dopo tanta attesa ottiene il visto d’ingresso per motivi di studio.

Conosce già bene l’Italia, è stata qui diverse volte, e parla bene l’italiano, quindi supera, nei mesi successivi all’arrivo, con grande forza e aiutata dalle persone che la ospitano tutte le difficoltà di integrazione che caratterizzano i primi mesi in cui ci si trova in un paese nuovo, con una cultura e dei costumi differenti dai propri.

Nonostante i problemi, e la scuola italiana che frequenta che si rivela essere non certo all’altezza, riceve molte soddisfazioni, e molte conferme del suo livello professionale, dalle collaborazioni con una bella orchestra da camera fino a quelle con l’Accademia della Scala, nell’ambito di un master per il quale è stata selezionata. La crisi economica si fa sentire, come per tutti, ma si va avanti pensando positivo.

Ieri, 2 Luglio 2009, la bella notizia: il governo italiano ha deciso, adducendo motivazioni confuse, di aumentare improvvisamente il costo del permesso di soggiorno con un contributo “da 80 fino a 200 €”. Nel migliore dei casi, un aumento, (attualmente si paga circa 40 € di tasse più 30 € di assicurata, che non è detto non sarà aggiunta comunque) nel peggiore un bel salasso, dato che è un documento da rinnovare ogni anno, e che tra l’altro sta aspettando da nove mesi, neanche fosse un bambino (evidentemente le stampanti dell’amministrazione pubblica italiana sono molto lente).

Un bel segnale di accoglienza.

Incidentalmente, si da il caso che io sia molto innamorato di quella ragazza, quindi indovinate cosa provo per chiunque abbia progettato questa macchinazione?

Bravi, avete indovinato.

Grazie.


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12 commenti a “Il giorno del ringraziamento”

  1. iSimone dice:

    Non posso che essere solidale con chi si troverà a dover sborsare il “malloppo” (ho usato un termine da rapina nel selvaggio west): purtroppo si stanno attuando misure sempre più discriminanti nei confronti degli immigrati.
    La panzana che voleva posti riservati nelle “diligenze” poi… non vale neppure la pena commentare.
    Ovviamente questo non sembra aver niente a che vedere con la tecnologia, però anche Apple si ricorda sempre di chi ha cambiato in meglio questo modo ottuso di guardare al mondo:
    http://www.apple.com/hotnews/articles/2005/10/rosaparks/

  2. ilmacaco dice:

    Grazie. Non è tanto poi quello che viene realmente legiferato, ma il “clima”, che mi preoccupa. Non sono tra quelli (a parte scherzando) che preannuncia il ritorno di un “regime” (anche perchè un regime vero c’è, per esempio, in Bielorussia, ed è tutt’altra cosa). Però non mi piacciono certe “sparate”, o panzane come dici tu, che non hanno poi effetti dal punto di vista legislativo, ma rischiano di avere effetti sull’opinione pubblica.

    Quando uscì per la prima volta la notizia della “tassa sui permessi di soggiorno”, qualche mese fa, la media dei commenti sulla Rete, per esempio sul forum de “Il Corriere” (non certo un giornale di destra!), era

    “Bene! Finalmente anche sti ‘zzo di immigrati pagano qualcosa come noi italiani, invece di prendersi tutto a sbafo!”.

    Non mi fa paura quello che dicono i politici, fanno il loro mestiere. Mi fa paura l’ignoranza di certa gente.

  3. Paolone972 dice:

    Ogni procedimento amministrativo ha dei costi per la PA. Una parte viene coperta dalle tasse ed una parte grazie al pagamento di chi richiede il servizio. Infatti non sarebbe giusto che tutti pagassero anche per servizi che non vengono utilizzati. Non parlo degli ospedali o servizi pubblici essenziali, ma di licenze, permessi, autorizzazioni che giustamente verranno pagati da chi li richiede.
    Poi sulle somme richieste possiamo discutere se siano giuste o eccessive. Nel resto d’europa sono anche più alte di 200 €.
    La tanto acclamata Spagna (oltre a respingere i migranti con l’esercito a fucilate, ricordo i 20 morti del 2005/06) fa pagare molto il suo equivalente del permesso di soggiorno.
    Purtroppo quella della tassa alta è un mezzo usato per limitate le domande.
    Lo stesso accade per la giustizia (in Italia con la g minuscola) dove per iniziare un giudizio lo stato chiede una tassa variabile da 30 a 2.000€ o poi se hai ottenuto ragione per eseguire la sentenza ne chiede un’altra in percentuale sul valore.

  4. ilmacaco dice:

    @Paolone: mi dispiace dirtelo, ma il tuo discorso è lo stesso qualunquistico sentito sui vari forum.

    Ti ripeto che già prima il permesso di soggiorno aveva un costo, non era gratuito, ed era anche abbastanza elevato (anche se pari ad altre procedure, per esempio il rinnovo della patente). Aumentarlo in questo periodo di crisi, colpendo persone che “by design” non sono certo in situazioni privilegiate, non ha senso. Punto.

    L’idea che poi questo riduca i flussi migratori, e combatta la clandestinità, è, perdonami, leggermente azzardata.

    Inutile poi fare confronti con altri paesi, dove le condizioni possono essere, e sono, completamente diverse.

    In ogni caso, la mia non era una polemica politica, come scritto anche su Meemi: solo la denuncia di una situazione di disagio.

  5. Paolo972 dice:

    Non è politica, tutte le PA spendendo malissimo i nostri soldi e ricorrono a balzelli di vario tipo così da poter strapagare consulenti incapaci, acquistare forniture di pessima qualità ecc
    la marca sul passaporto per poter uscire dall’italia, il bollo auto, il passo carrabile, l’insegna della propria attività, il bollo sul cartello affittasi o vendesi, la tassa sui pozzi, la siae sui cd/dvd iPod e tante altre che adesso non ricordo.
    c’è un comune italiano che ha messo una tassa sulla pioggia: per ogni giorno di pioggia nelle bollette dell’acqua viene pagato un tot quale contributo allo smaltimento delle acque piovane.
    Volevo solo dire che purtroppo tutti paghiamo per avere un qualcosa che spesso ci dovrebbe spettare di diritto o comunque un prezzo sproporzionato.
    io stesso nella mia città pago 50€ l’anno per il noleggio obbligatorio del telepass per accedere alla ZTL dove lavoro.
    sono sicuro che non è facendo pagare salato il permesso si limitino i flussi migratori ma si cerca di trarne profitto.
    non voglio giustificare questi comportamenti ma solo segnalare che succede tutti i giorni.

  6. ilmacaco dice:

    Il fatto che noi italiani abbiamo un sacco di tasse, spesso “ingiustificate” o esagerate, è indubbio, soprattutto in relazione ai servizi che ci “tornano indietro”. Spesso è colpa della “mala amministrazione”, spesso anche di quelli che le tasse non le pagano.

    Qui però stiamo parlando di un decreto “sicurezza”, nel quale è stato introdotto un aumento consistente di un balzello che già era, mi sembra, sufficiente (70 euro per fare una stampata…soprattutto per il permesso per motivi di studio, che è automatico una volta verificata l’iscrizione regolare all’università, ma chissà perchè ci vuole un anno…), a una fascia di persone già in difficoltà e che nulla c’entrano con il decreto stesso.

    Ricordo che stiamo parlando di persone che vengono in Italia onestamente, rispettando i flussi e tutte le procedure burocratiche, e che portano al nostro paese ricchezza, prima di tutto culturale, e poi anche economica: studiano (pagando le nostre scuole e i nostri servizi), lavorano (producendo e pagando le tasse), etc…

    Concordo con te che queste cose succedono, purtroppo, tutti i giorni…ma questo non significa che sia giusto :) Vivendo già una situazione di disagio per colpa della crisi (entrambi abbiamo poco lavoro, ma lo stato e il supermercato i soldi ce li chiedono lo stesso), non è piacevole, tutto qua. Uno a un certo punto si incazza.

  7. stradamax dice:

    forse @Paolo972 reclamava una priorità nel criticare tutti quei balzelli (fra questi ricordo che qualche governante addirittura ebbe la brillante idea di ripristinare la tassa di successione) che *volenti o nolenti* siamo ogni giorno costretti a pagare, allo stesso tempo comprendo che quello descritto nel post ti tocca molto da vicino e allora capisco la tua legittima incazzatura!

  8. ilmacaco dice:

    @stradamax: ma infatti, come scrivevo, non dico che gli italiani non siano vessati dai balzelli, anche se parte della colpa è degli italiani che le tasse non le pagano, e dovremmo incazzarci tutti con questa gentaglia, piuttosto che ritenerli dei “furbi”, o emularli (ne conosco personalmente, e ogni volta mi incazzo :P ).

    Io stesso, per esempio, sono alle prese con i famosi “studi di settore”, e come scrivevo in altra sede il commercialista mi aveva addirittura richiesto di pagare 1500 euro di tasse in più! perchè l’anno scorso ho guadagnato meno di quello che il fisco pensa dovrei aver guadagnato. E so benissimo che questa “genialata” è stata introdotta dalla sinistra, quindi non ne faccio un discorso di parte politica ;)

    Per il resto, non credo sia giusto fare la “classifica dei poveri”, soprattutto quando parliamo (per fortuna non è il nostro caso, perchè fortunatamente ho dei genitori che ci aiutano) magari di famiglie intere di immigrati che certo non stanno meglio di noi italiani.

    Credo che quando si parla di un argomento, bisognerebbe imparare a restare focalizzati su di esso: sento spesso dire, da una parte e l’altra, quando si fa una critica, “eh ma quest’altra cosa allora…”. Io ho detto che aumentare le tasse agli immigrati, in questo momento, è assurdo. Che ci siano cose più o meno o altrettanto assurde, è purtroppo vero :)

  9. ilmacaco dice:

    peraltro, aggiungerei che gli immigrati, pur non avendo la cittadinanza, vivono in Italia, e quindi la maggior parte dei balzelli li pagano anche loro ;)

  10. Riccardo dice:

    La mia famiglia ha una stretta e profonda amicizia con una famiglia ucraina e quindi hai tutta la mia solidarietà in questo “sfogo” legittimo che rende “il Macaco” ancora di più punto di incontro e non arido “tecnoblog”.

    Mi fermo quì altrimenti scivolerei pericolosamente in una riflessione politica e non credo sia il caso, visto la legge sull’editoria e sul web (obbligo della rettifica) che dovrebbe essere passata e contenuta proprio nel “decreto sicurezza” che contiene anche l’aumento di questa gabella.

    Un abbraccio solidale. Riccardo.

  11. ilmacaco dice:

    @Riccardo: grazie :)

    (per quanto riguarda la nuova, le passate, e le future leggi che inquinano il web: che vadano a quel paese ;) ok, rettifico, li amo tutti. ihihih :P )

  12. Paolone972 dice:

    Non volevo scatenare una polemica politica. non si tratta di italiani e stranieri, anche la tua ragazza se vuole andare a pesca deve pagare la licenza, era solo per dire che purtroppo tutti ogni giorno sono costretti a pagare per avere qualcosa che gli spetterebbe di diritto.
    nella mia famiglia ci siamo fatti in 4 per regolarizzare una signora albanese davvero brava e seria, abbiamo pagato noi tutte le marche, i bollettini ecc, abbiamo fatto noi le file col lei perché non parlava bene la lingua e non capiva le richieste dei funzionari. per arrotondare questa signora fa la sarta e non avendo i soldi ho preso un finanziamento a nome mio perchè così si poteva pagare a rate una macchina da cucire perché lei non aveva garanzie da dare alla finanziaria.

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