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Mi piace condividere con voi alcune considerazioni riguardo questo linguaggio che secondo me e’ contraddistinto da una storia strana.
Il mio ingresso in Internet risale al periodo in cui dovevi comporre quel lungo numero di telefono che iniziava con 702…e sperare che la mammina non tirasse su la cornetta sul piu’ bello.
Da lì a poco buttai giu’ il primo sito su quello spazio gratuito che era digilander, dove non esisteva il concetto di pagine interattive e dinamiche. La cosa piu’ virtuosa che potevi fare per darti delle arie con gli amici era il rollover delle immagini, ovvero fare dei pulsanti che quando ci passavi su col mouse ti davano l’impressione che si pigiassero sul serio.
Fare siti del genere era un reato, non venivi preso sul serio, era sinonimo di “giochino”, le cose serie erano in Times New Roman, non Arial o Tahoma.
Pensiamo cosa e’ diventato il web oggi…il linguaggio HTML e’ quasi passato in secondo piano (e non sono convinto del quasi).
Nel 1999 ci si e’ messa la Microsoft che con il suo ActiveX XML HTTP Object (meglio conosciuto come Ajax) ha cambiato le carte in tavola senza saperlo. La tecnologia e’ nata nel ‘99…ma ha avuto il boom a livello globale con l’avvento di Google Suggest. In poche parole e’ grazie ad Ajax che ci godiamo siti come Facebook, Twitter dove appena inizi a scrivere qualcosa ti propongono una lista di possibili risultati, oppure continuare a chattare col il nostro amico di FB durante le ore di lavoro senza che la pagina venga ricaricata di continuo.
…sembrano cavolate ma e’ stata una svolta epocale!!!
Tornando al titolo del post.
Mocha: leggo dalla pagina di Wikipedia che il primo nome di questo linguaggio fu Mocha.
Cappuccino: e questo cosa c’entra? Vediamo…chi si diletta a seguire le news di web design puo’ essere inciampato come me in questo interessante e promettente progetto open-source.
Si tratta di una nuova tecnologia che ti permette di scrivere applicazioni web con un grado talmente alto di interattivita’ da farle sembrare programmi tradizionali. Per convincerci di questo basta provare 280slides, una WebApp per farsi presentazioni tipo Keynote e condividerle con altri. Non la usero’ mai, pero’ mi ha dato l’idea di cosa puo’ fare Cappuccino.
Il tutto programmando in un linguaggio denominato Objective-J, del tutto simile ad Objective-C (linguaggio su cui si basa la quasi totalita’ delle applicazioni per Mac OSX).
- Tu scrivi la tua web app in Objective-J
- Il framework Cappuccino la traduce in men che non si dica in JavaScript ottimizzato
- Il tuo browser ti mostra il risultato come normale pagina web con tutte le cose al giusto posto senza che tu abbia scritto una e una sola riga di HTML e CSS…FANTASTICO!!! E poi dicevano che JavaScript era un giochino
Non entro nel dettaglio, invito chi e’ interessato a leggersi queste pagine e provare le demo.
Per la cronaca i ragazzini al capo di Cappuccino lavoravano in Apple ed ora hanno fondato l’azienda 280North, se date un’occhiata a questa mappa vi renderete conto che non hanno poi avuto tutta sta gran fantasia per decidere il nome della societa’.
















22 aprile 2009 alle 09:27
Se poi usi Espresso (www.macrabbit.com/espresso) allora hai la “colazione” web al completo
22 aprile 2009 alle 09:50
Non sapevo che Ajax fosse un “parto” di Micro$oft
Si impara sempre qualcosa.
Come dicevo in un altro articolo, tutte tecnologie bellissime, ma da usare con giudizio, come spesso non accade
22 aprile 2009 alle 10:37
[...] Original Link: http://www.ilmacaco.com/javascript-da-mocha-a-cappuccino/ [...]
22 aprile 2009 alle 12:32
Questo cappuccino sembra davvero una figata.
Ho dato un’occhiata veloce ed davvero molto simile all’uso di Obj-C con Cocoa.
Grazie della dritta.
22 aprile 2009 alle 22:19
@ilmacaco: “tutte tecnologie bellissime, ma da usare con giudizio” = less is more