Torna dopo tanto tempo questa rubrica per segnalare una cosa a mio parere incredibile appena giunta davanti ai miei occhioni macachi.

Vorrei fare i complimenti più sinceri a Istituti Clinici di Perfezionamento per aver incluso insieme al referto di un esame dei miei genitori, invece delle classiche radiografie stampate, un paio di cd con le scansioni delle stesse ad alta risoluzione.

Piccolissimo particolare il cd si presentava in questo modo:


Già l’autorun.inf mi aveva reso molto sospettoso, ma l’incredulità è esplosa in una gioiosa incazzatura alla scoperta che le immagini non sono semplicemente incluse come file, ma come strani archivi visualizzabili tramite un programma annesso, guardacaso solo per Windows.
Lo stesso help del cd è in formato Microsoft, come dimostra questo screenshot:

Niente da dire, ottima idea, per il 1999. Purtroppo siamo nel 2010.


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24 commenti a “La Gogna – Istituti Clinici di Perfezionamento”

  1. iStopped dice:

    Oh è successo anche a me tranquillo. Ma vista la fetta di mercato tecnologica di Apple è incredibile che queste cose succedano ancora.
    Purtroppo siamo in Italia.

  2. Paolo dice:

    Prova con OsiriX
    http://www.osirix-viewer.com/

  3. ilmacaco dice:

    @Paolo: sì, conoscevo OsiriX, anche se in questo caso non l’ho provato, perché comunque ho Windows in casa. Il punto chiaramente è, però, il fatto che un ente fornisca ai pazienti del materiale sensibile con la presunzione che tutti usino un certo sistema, e che succeda ancora.

    E’ giusto fornire anche formati avanzati di visualizzazione, ma o includi software multipiattaforma per leggerli, oppure metti anche le immagini in tiff o quello che è 🙂

  4. Paolo dice:

    Nei file DICOM c’è molto più che una semplice immagine. Le informazioni contenute sono essenzialmente pensate per chi è in grado di capirle (i medici, sempre supponendo che siano tecnologicamente preparati…) e non per i pazienti.
    È certo però che mettere una copia delle immagini anche in file JPEG avrebbe fatto felici tutti senza eccessivi costi (processare quei file non è comunque una cosa banale).

  5. ilmacaco dice:

    Guarda, senza voler complicare troppo la vita ai “poveri” tecnici di questi istituti, la soluzione è molto semplice: un cd con quattro cartelline (WIN, MAC, LINUX, DATI).

    Nella cartella DATI ci metti i file DICOM. Nelle altre tre i rispettivi lettori per i tre principali sistemi operativi. Altrimenti ci metti solo i dati, e uno se lo va a cercare il lettore, ma a quel punto sul cd scrivi “solo per addetti ai lavori”, e non lo metti in una bella brochure che spiega che si può leggere su qualsiasi pc comodamente a casa tua.

    E’ chiaro che un paziente non ha un grande interesse ad andarsi a rivedere le lastre, e un medico probabilmente saprà districarsi se vuole, ma è una questione di rispetto. Informaticamente parlando, nel 2010 fare un cd espressamente windows-only (autorun, poco trasparente, software mono-piattaforma, help in formato windows e non leggibile ovunque, etc…) è piuttosto carente.

  6. iSimone dice:

    Ci sono passato anch’io… Risolto con due maledizioni e un virtualizzatore…
    Avrei gradito, come dice ilmacaco, una cartellina con le immagini accessibili da qualsiasi sistema.

  7. Blog Personali : La Gogna – Istituti Clinici di Perfezionamento dice:

    […] Il Macaco Post Published: 20 dicembre 2010 Author: aggregatore Found in section: Blog Personali […]

  8. ZioFlat dice:

    Sono un medico radiologo e posso confermare che trovare un cd dicom multipiattaforma è cosa più unica che rara. Il che è paradossale perché tra l’altro OSIRIX è un software eccezionale, gratuito e potentissimo e non costerebbe nulla o quasi inserirlo nel cd. Spesso in compenso viene inclusa una struttura HTML per poter visualizzare le immagini in jpeg: il formato dicom, peró, serve sia perché insieme all’immagine sono “embeddati” i dati del paziente ed i parametri di esecuzione dell’esame, sia perché l’immagine jpeg è “fissa” nella sua visualizzazione, mentre il file dicom consente di variare la “finestra” di visualizzazione e, per esempio nel caso di una tc, studiare il polmone, l’osso o piuttosto il mediastino. Senza contare la possibilità di eseguire ricostruzioni O altri tipi di elaborazione. Purtroppo peró se tuttora esistono addirittura siti che non si visualizzano correttamente se usi Safari, casi come quello da te descritto sono il minimo che dobbiamo aspettarci.

  9. Tiziano Dal Betto dice:

    Avevo segnalato lo stesso problema a marzo 2008: http://tdalbet.altervista.org/La_casa_di_Tiziano_Dal_Betto/Il_Tiziano_Pensiero/Voci/2008/3/25_Alla_ASL_piacciono_solo_le_finestre.html

    Sarebbe stato sufficiente che avessero previsto un programma web-based (tipo applet java) per la consultazione, in questo modo sarebbe stato multipiattaforma senza alcun problema.

  10. ilmacaco dice:

    @ZioFlat: grazie della spiegazione. Sì, è questa semplicità di soluzione che rende inconcepibile la costante scelta a favore di un solo sistema. Il fatto che si usino sistemi informatici è sicuramente una bella cosa e immagino anche un utile supporto per voi medici. Basterebbe soltanto un pochino più di apertura mentale da parte di chi decide 🙂

    @Tiziano: vedo che in due anni le cose sono sempre ferme allo stesso punto…

  11. Tiziano Dal Betto dice:

    @ilmacaco: siamo in Italia. O le cose restano come stanno, o peggiorano. Nessuna nuova, buona nuova 🙁

  12. dataghoul dice:

    “siamo in italia”…

    bella frase, ma che cosa significa?

    significa forse che gli amministratori della cosa pubblica che voi avete eletto sono degli incapaci, degli incompetenti, dei malandrini, oppure, più semplicemente, sono estimatori di un sistema operativo diverso da quello che piace a voi (bisogna pensare anche questo visto che, come più d’uno ha affermato, “siamo in italia”)?

    mandateli a casa allora, oppure vi sentite cittadini italiani solo quando undici cerebrolesi (ma milionari) in mutande vincono i mondiali di calcio?

  13. Tiziano Dal Betto dice:

    @dataghoul: sapessi da quanto tempo sto cercando di mandarli a casa…

  14. Isimone dice:

    “siamo in Italia” sottintende una serie di luoghi comuni che, piano piano, stanno generando arretratezza.
    Classe politica? È solo lo specchio della società.

    Per il resto, tornando on-topic, ritengo che questo sia solo uno dei tanti esempi in cui piattaforme minori vengono completamente dimenticate. Fortunatamente, in generale, la tendenza non è più questa, tranne che per alcuni recidivi che si trovano in ogni settore. Verranno assorbiti, occorre tempo. Dopotutto il progresso passa anche attraverso l’interoperabilità e il progresso non si ferma per colpa di chi non lo considera, al massimo rallenta di un poco.

  15. Tiziano Dal Betto dice:

    Luoghi comuni? Non sono d’accordo, tuttavia non è questa la sede giusta per parlare di tali argomenti, quindi lascio cadere il discorso.

    Tornando a parlare di Mac, aggiungo solo che forse le cose potrebbero cambiare per il meglio in un futuro che spero non essere troppo lontano in quanto l’introduzione di iPad in alcuni ospedali illuminati potrebbe portare ad un aumento di interesse per la piattaforma Apple e quindi a rivedere alcune politiche attualmente in essere.

  16. Tiziano Dal Betto dice:

    Scusate il doppio post. Ovviamente la speranza è che a breve un disco con una radiografia sia consultabile indipendentemente dal sistema operativo, non con limitazione a Mac (oltre a WIndows, sottinteso).

  17. Isimone dice:

    Ed è pure la mia speranza… Già vedo che molti si pongono il problema, è solo una questione di tempo di adeguamento. Non è tanto importante che ci sia o meno per Mac, i cugini di Linux hanno lo stesso problema e neppure loro sono quattro gatti, è proprio l’idea alla base della condivisione dei dati che deve cambiare. E per cambiare le idee ci vuole tempo, oltre alle persone (come noi) che si lamentano 😀 facendo notare le cose che non vanno.

    Sull’Italia penso di aver capito quello che intendevi e sono pure d’accordo, ma andrebbe approfondito. 🙂 Se vuoi ci litighiamo sopra un’altra volta, ok? 😀

  18. Nemuriko dice:

    ti stavo rispondendo come ti ha scritto ZioFlat (il radiologo) visto che è anche il mio campo (dal lato RIS e ora anche DICOM). 😉

    Normalmente su quei cd ci va il programma per aprire le immagini DICOM (di cui chiaramente ci andrebbe anche il costo di licenza) . Per Mac come ti han già detto c’è Osirix che è open source (mi pare), se il cd è fatto bene, quindi con la DICOMdir, qualsiasi DICOMviewer te lo dovrebbe aprire.

    Inoltre si suppone che quel CD sia letto da personale qualificato, esattamente come la vecchia lastra: il medico curante dovrebbe essere già in grado di aprirlo.

    PS (Rejected): il 90%+ del mercato è Win e da che mondo è mondo la frase “su qualunque PC” non include il Mac visto che gli utenti della Mela sono tutto fuorchè “PC”, giusto? 😀 Inoltre ti deve essere garantita la possibilità di disporre dei tuoi dati, ma nessuno è tenuto a darti gli strumenti per farlo, nemmeno se son gratuiti. Volendo ben vedere su molti CD che accompagnano hardware e software si trovano manuali in formato PDF e l’Acrobat Reader solamente per Windows: non è la stessa cosa?

  19. ilmacaco dice:

    Non è la stessa cosa, perché stiamo parlando di dati medici e non di una scheda grafica. L’obiezione sul fatto che il cd sia solo per addetti ai lavori che sanno già tutto non sta in piedi imho, perché altrimenti non ci sarebbe bisogno di mettere alcun programma e alcuna spiegazione: infatti un medico avrà già sicuramente installato sul proprio computer tutto il necessario, o sa benissimo dove procurarselo.

    Mettere dentro un programma in più (o un help in chiaro – non solo per windows – con le indicazioni per la leggibilità su Mac e Linux) non costa nulla, e non farlo è imho sinonimo di arroganza e ignoranza, nel 2010(11). Naturalmente è solo una questione di principio, è chiaro che la leggibilità dei dati è garantita e ci mancherebbe altro 😀

    Fare un disco in autorun solo per win, con software solo per win e con un help leggibile solo da win, per me è un messaggio chiaro. 🙂

    Per il resto, ti rispondo scherzosamente alla cosa dei PDF: non è la stessa cosa, perché un pdf su Mac si legge nativamente e quindi non ho bisogno dell’Acrobat Reader 😉 😀

  20. jp dice:

    No, calma. Ti danno il CD perchè tu lo possa conservare e consegnare al medico di turno se e quando serve. In altre parole, le immagini DICOM sono grandi e se vai in un ospedale o da un medico che non ti conosce, il CD con le immagini è molto comodo.

    Ribadisco: il formato DICOM è standard, esistono soluzioni gratuite per poter leggere le immagini e nessuno obbliga nessuno a darti anche un viewer ma solamente i dati. Se poi chi crea il CD, per evitarsi grane con gli utonti-medi, allega anche un viewer per un SO, questo va interpretato come gentilezza e non come discriminazione digitale.

    Cioè io ti do il programma per Windows (probabilmente perchè negli ospedali si usa solo quello, ma è un’altra storia) e nel 90%+ dei casi ci ho pure preso. Capito?

    L’autorun c’è perchè non ci sono alternative multipiattaforma standard.

    Mi aspettavo la tua obiezione e ti rispondo rapidamente: il PDF è un formato aperto nelle specifiche ma tuttora semi-proprietario legalmente. Ti mettono il viewer sui CD perchè è l’unico SO che per motivi commerciali e politici interni a MS non è in grado di leggerli nativamente (Office a parte). Il formato DICOM, a differenza di un PDF, è un formato iperspecialistico standard e nessuno fra Linux, Windows e MacOSX è in grado di leggerlo direttamente. Inserire un viewer per Windows è favorire il 90% del mercato che ad occhio e croce significa coprire il 99.999% dei medici che poi lo useranno davvero.

    Mi spiace dirlo, ma la tutela delle minoranze a livello digitale non esiste e credo sia inutile strapparsi i capelli su queste cose… ^^’

    Ciau! 😀

  21. ilmacaco dice:

    Capisco il tuo ragionamento, ed è in parte condivisibile, ma per me vale un principio più generale. Non condivido la tua ultima frase, ma sono d’accordo che non sia il caso di strapparsi i capelli 😀

    ciau 🙂

  22. jp dice:

    Il fatto che non la condividi (e per quanto riguarda, non la condividerei nemmeno io), non significa che purtroppo non sia così. Quale legge impone il rispetto di un SO al posto di un altro? Non si riesce nemmeno a limitare l’impatto del vero “digital divide” che avanza, figuriamoci imporre qualcosa che sia ragionevolmente multipiattaforma…

    D’altro canto non si può nemmeno pretendere o imporre che qualunque formato sia leggibile in qualunque SO, altrimenti sarebbe un suicidio…

    Se parli di documenti puoi ragionevolmente pretendere che invece di un .doc/.docx ti diano un altro formato più universale e possibilmente non chiuso e proprietario. Di alternative ce ne sono, così come di programmi per poter leggere questo o quel formato. Ma nel caso di DICOM le alternative sono veramente poche. Ringraziamo piuttosto che esista OSIRIS/OsiriX! 😀

    Inoltre, come di dice in questi casi, “nessuno ti vieta di fare le cose da solo“: se l’aiuto che gentilmente han provato a darti (viewer per Windows) non si adatta al tuo caso, puoi fare da solo frattanto che ti hanno dato i dati da leggere.

    Suona brutta come cosa (è un “arrangiati!” detto in modo diplomatico) ma se rifletti capita ogni giorno e non solo nel magico mondo dei computer. Sbaglio?

    Ciau! ^^

  23. ilmacaco dice:

    Non sbagli ma il fatto che un principio che io ritengo giusto non sia generalmente seguito nella realtà (e lo ben so, è esperienza comune), non significa che io non continui a ritenerlo giusto e ad evidenziare quando ritengo che qualcuno sbagli. Non “per legge” chiaramente, non ho scritto che hanno fatto qualcosa di illegale 😀

    😉

  24. jp dice:

    Capisco il tuo ragionamento. A suo tempo lo facevo anche io con Linux al posto di MacOSX. Tuttavia ho capito che quello che è giusto per me può benissimo non esserlo per il resto del mondo oppure quest’ultimo non percepisce l’importanza della cosa e la snobba.

    Per dire, trovo molto più grave che la Rai trasmetta usando Silverlight invece di Flash. All’atto pratico sono simili ma un filmato in Flash lo vedo ovunque, Silverlight (Moonlight) su Linux mi dà dei problemi e mi costringe a riavviare in Windows. Dopo un po’ però mi rendo conto che se il problema si risolve solamente riavviando un PC, tutto sommato non è quel grosso problema.

    Probabilmente sono diventato più pragmatico nel corso del tempo… 😀

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