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mar
2109

Leggo spesso sulla Rete, quando Apple non aggiorna il suo parco macchine ogni due mesi, commenti sul genere “il Mac Pro è vecchio, andrebbe aggiornato, i PC vengono aggiornati più velocemente”, “Oh ma i portatili sono già 5 mesi che sono usciti, quando li aggiornano???”.

Al di là del puro discorso di marketing, per cui ogni aggiornamento è un annuncio, e ogni annuncio è pubblicità in più, mi sorge una considerazione: Apple, da sempre, soprattutto quando aveva un’architettura differente dall’x86, ci ha abituato a macchine durevoli, costruite appositamente per essere dei buoni investimenti. Anche se in generale un computer dopo pochi mesi dall’uscita è già considerato obsoleto, la tipica mentalità del mac-user è sempre stata quella dello sfruttamento massimo delle proprie risorse, non dell’aggiornamento continuo, più tipica del mondo smanettone-pc. 

Il concetto è che, a parte ambiti particolari dove aggiornare le prestazioni pure continuamente è necessario, aggiornare un prodotto frequentemente significa semplicemente aumentare leggermente le prestazioni, inserendo l’ultima versione di un chip, o cose simili.

Le persone comuni, soprattutto i professionisti, traggono un maggior vantaggio da una macchina stabile, solida, comoda da usare (ricordate che il maggior collo di bottiglia di un computer è l’essere umano che lo usa), piuttosto che da continui aggiornamenti che fanno risparmiare uno o due secondi. E’ inoltre ovvio che anche una società come Apple, sempre in prima linea nell’innovare, non può far uscire un aggiornamento importante (un nuovo tipo di interfaccia, una nuova tecnologia di visualizzazione, etc…) ogni pochi mesi: oltre che impossibile tecnologicamente, sarebbe un suicidio commerciale.

Nonostante ultimamente, con una certa omogeinizzazione della componentistica di base (ma non, ovviamente, della qualità di assemblaggio, che incide molto sulle prestazioni e sulla stabilità di un sistema), questo discorso si sia un po’ affievolito rispetto ai tempi gloriosi del PowerBook G4 (che era, sì, un caso esagerato di vecchiaia, ma in ogni caso io preferivo di gran lunga un G4 piuttosto che un pc anche molto più potente), il succo del discorso rimane invariato.

Io stesso, attualmente, lavoro senza problemi con un MacBook Pro che ha ormai un paio di anni, e non sento assolutamente il bisogno di cambiarlo con i nuovi modelli. Il desiderio sì, è ovvio, è connaturato nella mia natura di Apple-spendaccione, ma desiderio e necessità, per fortuna, sono due cose differenti.

Quindi, perchè dobbiamo continuare a sentire persone che si lamentano se Apple non perde tempo ad aggiornare ogni due mesi i propri prodotti, concentrando magari le risorse su altre questioni più importanti?

 


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6 commenti a “La necessità di rinnovare”

  1. Ruperto dice:

    Purtroppo mi sembra che il fenomeno sia abbastanza generalizzato: ormai anche le fotocamere reflex (digitali) hanno una vita media di pochissimi anni ( e non parliamo delle compatte). La mia ormai e’ un policarbonato vecchio, ma ci credi che ancora ha delle funzioni di cui ignoravo l’esistenza? Voglio dire, prima di affermare che un oggetto e’ vecchio-obsoleto-superato siamo sicuri di averlo sfruttato al 100% delle sue potenzialita’?

    Dice: “Ah! Ma il prossimo portatile Apple avra’ il processore a curvatura e il display olfattivo!”
    E poi ti chiede come funziona Time Machine: “Ma che &%&%$! USALO!”

    L’ iMac che sto usando adesso ha 4 anni, e’ ancora un’ottima macchina e ha tutto quello che serve per le mie necessita’ computereccie: un giorno forse lo cambiero’, comunque non prima di averlo utilizzato al massimo delle sue possibilita’… :)

  2. ilmacaco dice:

    Infatti. Anche nel software, dove sempre più spesso escono “nuove versioni”, che costano come, o più, delle precedenti, fanno più o meno le stesse cose (spostando qualche icona, ovviamente…qualcuno ha detto Adobe? ;) ), e ovviamente frotte di entusiasti si affrettano a…scaricarle! :D (per questo non concordo con le case quando dicono che la pirateria è un danno…in realtà, il 90% di quelli che si scaricano tutti questi millemila software, non li comprerebbero mai.).

    Con questo non voglio dire che sono contro il progresso tecnico informatico ed elettronico: tutt’altro, è incredibile come la potenza delle nostre macchine ogni anno abbatta sempre più barriere. (per esempio, ogni tanto mi guardo un concerto online dei Berliner Philarmoniker, e ho provato sul vecchio iBook G4 di mio padre, il servizio non funziona…quindi sono contento di avere un mac più veloce).

    Però, in fondo, le vere rivoluzioni sono quelle che ci permettono di fare cose nuove, o le stesse cose in modo diverso, più efficiente. Per esempio, poter tenere nella tasca un aggeggio che fa più cose di un supercomputer di molti anni fa. Non aprire photoshop più velocemente (ammesso che sia possibile, eheh! :D ).

  3. PicciMario dice:

    Concordo.. ho comprato il mio macbook 13′ (il primo lanciato con processore intel) una settimana dopo lo storico lancio, nel 2005.. Nonostante il ben noto problema delle plastiche ingiallite, e la batteria cambiata in garanzia dopo 6 mesi per un difetto noto, con un upgrade di disco e un giga di ram in più è ancora combattivo dopo quasi tre anni di vita.. Certo, i nuovi macbook unibody sono belli da far paura, e se avessi soldi che mi avanzano me ne comprerei subito uno; ma sapere che il mio piccolo dopo 3 anni è ancora in pista e magari può durarne altrettanti mi dà una sensazione che nessun pc potrebbe mai darmi :-) grazie Apple :-D

  4. luca dice:

    A casa ho un G5, modello base, monoprocessore, acquistato nel settembre 2003 (più o meno). Nella sua configurazione hardware originale, funziona che è una meraviglia, anche dopo aver installato Leopard. Spesso ho attive fino a dieci applicazioni e non fa una piega.
    I pc assemblati che uso a scuola, dopo il terzo programma aperto, si bloccano.
    E sono di gran lunga più recenti del mio mac.
    Ciao e complimenti per il blog. :-)

  5. ilmacaco dice:

    @luca Pensa che io a volte lavoro con Final Cut ancora su un vecchio PowerMac Dual G4 867 MHz (ricordo che lo acquistai usato facendomi prestare i soldi da mia sorella!), che si comporta ancora egregiamente… :-) Grazie a te e a Mario per la visita :-)

  6. fokewulf dice:

    Mi trovo d’accordo con linea dell’articolo. Infatti decisi di passare ad Apple per questo fatto, perchè molti mi dicevano che le macchine Apple duravano nel tempo.
    E i fatti gli hanno dato ragione; posseggo un iMac early 2006, con ancora “solo” il CoreDuo da 20″ ed è il mio compagno di lavori grafici e video (uso Final Cut Express 4!!) senza ancora dare segni di vera “stanchezza” hardware. Devo dire che mi senti più libero!! Think Different!

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