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giu
2309

Memoria digitale

ilmacaco   ilMondo 


Qualche sera fa sono stato ad assistere a un concerto della mia ragazza presso il Teatro alla Scala, organizzato nell’ambito di un master che sta seguendo all’Accademia omonima. Non lo dico (soltanto) per fare lo sborone :P , ma anche, come sempre, per prendere spunto dall’esperienza vissuta per cogliere una piccola riflessione.

Il concerto era una sorta di “festa di laurea” per alcuni bravi cantanti, studenti dell’Accademia, e in galleria erano ospitati, gratuitamente, alcuni parenti e amici sia dei cantanti che dei professori d’orchestra. Naturalmente, essendo per tutti un’occasione unica ed emozionante (la Scala non è proprio l’ultimo dei teatrini), tutti cercavano di immortalare il momento, e il bellissimo spettacolo offerto dalla magnificenza progettata dal Piermarini, con qualunque mezzo disponibile, fotocamera o cellulare.

Problema: incredibilmente (ma non tanto, è abitudine comune), anche in questa occasione meno “mondana”, veniva fatta rispettare in modo ferreo la regola “niente fotografie”. Ho scritto in modo ferreo, ma avrei dovuto dire fastidioso. Infatti, le maschere, pur di far valere la loro autorità, non esitavano a infastidire il pubblico, per fermare l’ignobile gesto del bandito, reo di aver estratto l’arma del delitto senza nascondersi, con l’arroganza unica di chi si sente in mano un piccolo strumento di potere. Una di esse, addirittura, dopo avermi quasi schiacciato per poter raggiungere una ragazza che sedeva di fronte a me, se ne è andata sbuffando “oggi è proprio impossibile“.

Orbene, se già una regola simile è incomprensibile in un concerto normale (di cosa hanno paura, che la gente rivenda delle misere fotografie scattate con il cellulare da decine di metri di distanza dal palco?), assumeva proporzioni di epica arroganza in quella occasione, nella quale, come dicevo, era piuttosto ovvio che le persone volessero immortalare i loro fortunati amici sul palco.

Peraltro, il carattere patetico della vicenda era esaltato dal fatto che comunque, soprattutto dai palchi (chiusi, e quindi irraggiungibili dalle maschere), la gente comunque continuava a scattare fotografie. Alla vista di tutto ciò sono stato letteralmente posseduto (mi accade spesso :P ) da una riflessione: è giusto, che in un’epoca nella quale ormai immagini e video sono diventati patrimonio comune di qualunque individuo, e generano una memoria digitale di vita (quasi come teorizzato nel bellissimo film The Final Cut, con Robin Williams), regole draconiane e anacronistiche impediscano questa libertà? Intendiamoci, non sto parlando di legalità o illegalità. Un teatro, come una sala da concerto, è un luogo privato, e quindi nei limiti ovvi, gli amministratori possono imporre qualunque regola preferiscano. E’ giusto, però?

Al di là della ovvia tutela della privacy e della sicurezza personale e nazionale, sono ancora accettabili regole che impediscano a chiunque di salvare digitalmente i propri ricordi, in modo del tutto amatoriale e quindi senza nessun fine losco, ma solo per sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia?

Soprattutto, ha senso infastidire le persone con limitazioni ridicole, quando è chiaramente impossibile farle rispettare, perchè in un modo o nell’altro la tecnologia trova sempre il modo di superarle?

Il tema è spinoso, ma a mio parere la risposta è no, come peraltro spiega anche Jacques Attali sul numero 4 di Wired Italia ( punto 8 ). Se fossi un legislatore, sancirei per legge l’incostituzionalità di tali regole, con buona pace di chi si sente minacciato da un telefonino.

A meno di non voler arrivare all’assurdo di vietare l’ingresso a concerti e manifestazioni a chi possiede un cellulare, o magari un’ottima memoria fotografica…


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7 commenti a “Memoria digitale”

  1. Memoria digitale dice:

    [...] Memoria digitale martedì 23 giugno 2009 | Tratto da: http://www.ilmacaco.com/ [...]

  2. Riccardo dice:

    democrazia + intelligenza = libertà
    democrazia + ignoranza = arroganza

    E’ giusto non limitare l’uso dei “prendiimmagini” vari, ma a volte siamo troppo schiavi dell’immagine catturata da un pugno di byte piuttosto che da una romantica pellicola. Sempre meno ci affidiamo ai nostri pigri neuroni per mantenere la nostra intima memoria …
    Quando c’è libertà e scarseggia l’intelligenza ed il rispetto purtroppo ci sono abusi e si sconfina nell’arroganza.

    Ciao.

  3. Memoria digitale dice:

    [...] Articolo completo: http://www.ilmacaco.com/memoria-digitale/ [...]

  4. ilmacaco dice:

    @Riccardo: il nostro cervello, come dimostrano molti studi scientifici, è molto spesso fallace nei ricordi (per questo, per esempio, a fini di indagini poliziesche i “ricordi” dei testimoni sono spesso contrastanti e inutili). Certo, il ricordo delle sensazioni, delle emozioni, non potrà mai essere, almeno a breve, sostituito dalla tecnologia, ma una bella foto, o un video, sono un ottimo complemento della nostra memoria :)

    L’arroganza purtroppo è propria di qualunque situazione in cui persone piccole ottengono un potere piccolo, e lo esercitano con eccessivo godimento (anche se sembra il contrario)…

  5. diggita.it dice:

    Memoria digitale: regole e arroganza…

    Al di là della ovvia tutela della privacy e della sicurezza personale e nazionale, sono ancora accettabili regole che impediscano a chiunque di salvare digitalmente i propri ricordi, in modo del tutto amatoriale e quindi senza nessun fine losco, ma so…

  6. iSimone dice:

    Ok, si possono mettere il cuore in pace, come sempre quando tutti remano nella stessa direzione si va dalla parte giusta.
    Il problema non è quello della salvaguardia dei ricordi personali, ne quello di una ridicola tutela del diritto d’autore. Pago il biglietto? Fotografo e riprendo. Come per le trasmissioni televisive, posso registrare.
    L’unico motivo per il quale bisognerebbe regolamentare l’uso di apparecchiature per le registrazioni è quello di garantire la buona condotta dell’utilizzatore. Quando sono a teatro non sopporto la gente sulle poltroncine davanti alla mia che si sporge a destra e a sinistra pur di fare una foto, USA flash o apparecchi con cicalini elettronici… Già ora che ci sono pochi utilizzatori di questo tipo mi creano qualche fastidio, se ci mettiamo in tutti ad usare i dispositivi rischiamo pure di rovinare lo spettacolo a qualcuno che, giustamente, lo vorrebbe vivere in sovrumano silenzio e profondissima quiete. Per il resto via libera ai ricordi digitali!

  7. ilmacaco dice:

    @iSimone: certo, su questo aspetto sono d’accordo. Peraltro, il flash per esempio non serve a nulla in un teatro (e qui ci sta tutto un discorso sull’ignoranza tecnologica della gente).

    La buona condotta e il buon senso devono valere sempre: una volta ero a Minsk a vedere un balletto al teatro dove lavorava la mia ragazza. Vicino a me c’era un idiota che per tutto il balletto non ha fatto altro che fotografare e filmare, ovviamente senza togliere il bip bip, mostrando foto e video alla bellona di fianco. Purtroppo non conoscendo la lingua, non ho potuto dirgliene quattro come avrei fatto se fosse successo in Italia ;)

    Detto ciò, però, vietare di fare foto o video, se fatte in modo attento e rispettoso degli altri, dovrebbe essere…vietato :)

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