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Minestre riscaldate
ilmacaco laRete
L’aaaaltro giorno (cit.), non su Goooogle ma su Rai3, ascoltavo nell’interessante programma “Tv Talk” un’analisi di una tizia della quale non ho percepito il nome, che si lanciava in lodi di format come quelli di FlopTV, che propongono “finalmente contenuti di qualità, invece che le cose su Youtube prodotte dagli utenti”.
Naturalmente il fatto che i produttori sbarchino sulla Rete (abbandonando amenità come il satellite o il digitale terrestre, si spera presto…) non può che essere un bene, e questa è la giusta premessa.
Pensano davvero, però, quegli illustri analisti, che la vera innovazione sia trasmettere via Internet contenuti prodotti dagli stessi personaggi che fanno la tv (o il cinema), nello stesso modo, con gli stessi linguaggi, con le uniche licenze di alimentare la scurrilità o inserire maggiori scene di sesso?
Io penso che Internet cambierà, stia già cambiando, il modo di fruire del tempo libero. I contenuti, naturalmente, rimarranno, ma saranno solo una parte, una piccola parte. La vera innovazione, come direbbe Martin Mystere, è altrove.
















7 ottobre 2009 alle 09:19
Sì, ma dove?
Dare una risposta concreta, sia a livello di contenuti che di tecnica di fruizione, equivale a dominare la scena delle comunicazioni nel futuro prossimo… Stiamo parlando di cose grosse, se ho capito quello che intendi.
Sostituire la vecchia TV è un processo già avviato ma non definito. Concordo sul fatto di dover cercare un linguaggio nuovo, più adatto al nuovo mezzo, forse la chiave va cercata nell’interattività, non lo so… Di sicuro credo che un cambiamento a breve ci sarà e spero che si porti via il vecchio modo di fare TV.
Integrare e incanalare i flussi multimediali in social network è una possibilità. Non mi occupo di comunicazione ma credo che non sia semplice trovare un format “vendibile” in questo senso.
Idee?
7 ottobre 2009 alle 09:53
E’ difficile dirlo, ma sicuramente così come la TV ha prodotto nuovi linguaggi rispetto a teatro e cinema, anche Internet lo farà. Io però non mi riferivo a questo, bensì al fatto che la Rete sta proponendo altri modi d’uso del proprio tempo, non solo a fini “utili”, ma anche a fini di svago.
Per esempio, capita spesso di passare una serata su un social network, ormai, invece che davanti alla tv. Oppure in multitasking. Il semplice fatto di prendere un video e sbatterlo in rete, non è di per se un innovazione, così come la strombazzavano
Inoltre, non mi era piaciuto il tono di “disprezzo” riferendosi ai contenuti pubblicati dagli utenti su siti come Youtube. E’ vero, c’è tanta fuffa, ma ci sono anche veri e propri capolavori, che non vedremmo mai sui network (a meno che non li rubino da youtube, appunto
).
Poi io sono il primo che vorrebbe che i grossi produttori sbarcassero in Rete…come Discovery Channel per esempio
Tanto per fare un esempio, un uso “innovativo” della Rete, come lo intendo io, è ciò che fanno i Berliner, trasmettendo live e registrati i loro concerti, online, a un prezzo modesto. Invece di fare un accordo con Sky, per dire, hanno fatto la scelta giusta, oltre che più democratica
In questo caso non è il contenuto, ma il metodo che porta una novità.
8 ottobre 2009 alle 06:06
[...] Minestre riscaldate mercoledì 7 ottobre 2009 | Tratto da: http://www.ilmacaco.com/ Nessun commento [...]