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Non abbiate paura
ilmacaco laRete
Ieri sera facendo zapping televisivo (attività che fortunatamente svolgo soltanto di rado ormai), sono disgraziatamente approdato su La7 mentre era in onda l’editoriale del loro TG, che mi obbliga a tornare su un argomento già dibattuto.
L’espressione che più si addice al mio stato d’animo è allibito. Una serie di vecchie banalità e fandonie su Internet e “il villaggio globale”, stupidaggini, se mi perdonate il giudizio così netto, del tipo “ma cosa serve parlare con una persona a 8000 Km di distanza se non conosci il tuo vicino”, et similia.
Un attacco incredibile, soprattutto perchè non arriva dal solito Emilio Fede, ma da una rete che ho sempre considerato l’unica, nel panorama generalista, a difendere ancora un po’ la cultura (dati i pochi, ma lodevoli programmi di divulgazione quali l’ottimo Atlantide).
Mi viene quindi un conato di parole: urge rammentare a questi scribacchini disperati che l’importanza e la bellezza della Rete vanno al di là degli strumenti che si trovano in essa, siano essi social, chat o siti vecchio stampo. Al di là del fatto che, come nella realtà, vi si trovino anche “pericoli” dai quali basta difendersi con un può di buon senso e addestramento.
La rivoluzione della Rete è nella sua filosofia. Un pensiero che, se fosse abbracciato pienamente, permetterebbe di superare le diversità, le divisioni, gli stupidi battibecchi che appestano il mondo reale.
Perchè la Rete è unità nelle differenze, un metamondo dove tutti possono confrontarsi con gli altri, a prescindere dai pregiudizi, dove la condivisione globale diventa realtà.
Tutto questo porterà a grandi cambiamenti, e nei prossimi decenni, rivoluzionerà l’umanità, migliorandola, che lo vogliate o no.
Secondo me vi conviene volerlo
















28 ottobre 2009 alle 17:07
Se proprio vogliamo scarnificare la questione all’essenziale, il bello della rete è proprio che mentre tu hai qualcosa da dire , io, che potrei essere dall’altro capo del mondo, potrei avere qualcosa da condividere con te a prescindere dalle convinzioni, condizioni di vita ecc.. Questa mi sembra una cosa grande!! Trovo risibili questi luoghi comuni che cominciano a farsi largo. La rete sta già portando a grandi cambiamenti, basti ad esempio il movimento dei giovani iraniani, o dei cinesi che proprio nella super controllata e censurata rete riescono a farci conoscere cose che non riusciremo mai a sapere. Pienamente d’accordo con le tue affermazioni.
28 ottobre 2009 alle 18:50
I potenti hanno timore della libertà e della democrazia sia che siano politici che hanno tentato di imbrigliare la rete con alcune banali leggi leggi, ai giornalisti che hanno il potere di “sparare sentenze” senza avere, in pratica, l’obbligo morale o legale di rettifica.
Considero la rete è un universo reale, perché alla fine ciò che si muovono sono le idee ed i sentimenti delle persone.
29 ottobre 2009 alle 07:55
“Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. (Howard Beale)” – citazione dal film Quinto potere.
Povera vecchia guardia… Gli ultimi colpi di un tubo catodico rimasto ai tempi del bianco e nero… Permettere la comunicazione tra gruppi di persone è sempre stato l’inizio di una rivoluzione; speriamo che questa si porti via l’oligarchia del quinto potere…
Che dite, ho esagerato?
29 ottobre 2009 alle 15:03
@iSimone: quello che dici è solo auspicabile…