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Sconosciuti sociali
ilmacaco laRete
Proprio in questi giorni discutevo con l’amico Enrico, che ieri ho avuto il piacere finalmente di conoscere anche nella first life, delle caratteristiche che dovrebbe avere un social network e che FaceBook non ha.
La discussione è caduta su questo aspetto: FaceBook nasce per ritrovare gli amici, cioè persone che già conosci. Questa funzione, sicuramente, è svolta benissimo.
Io, però, come lui e molti altri, penso che Internet non debba (solo) aiutarti a mantenere le amicizie già esistenti (che, peraltro, a parte casi di lontananza forzata, si mantengono meglio dal vivo che mandandosi stupidi giochini), ma a conoscere gente nuova. Il potere della Rete è proprio quello di permetterti di parlare con persone che, nella cosiddetta vita reale, non avresti mai potuto neanche sognare di incontrare. Io forse sono un caso di estrema socialità online, ma in ogni caso è lampante come sia stupendamente fantasticoso poter parlare con gente in tutta Italia, in tutto il mondo, presto speriamo in tutto l’Universo, scambiare le proprie opinioni anche con persone culturalmente lontane da noi, esperienza che aiuta a crescere e ad uscire dal gretto provincialismo che purtroppo infesta le menti di molti.
Questa è la novità della Rete. Un vero social dovrebbe, a mio parere, favorire la conoscenza e i rapporti tra persone che non si conoscono, non al contrario chiudersi a persone che si frequentano già. Altrimenti è il solito vecchio errore: usare Internet come uno specchio della first life, e non come una rivoluzione che ti stravolge ogni prospettiva.
Voi cosa ne pensate?
















2 settembre 2009 alle 09:21
Penso che c’è molta verità in quello che hai scritto.
Personalmente ho sempre trovato FaceBook, o social network analoghi, una perdita di tempo. Va bene, resto in contatto con qualcuno, e allora? Posso farlo via mail senza neppure il fastidio e l’invadenza di tutti quei messaggi che ti arrivano sempre più spesso…
Però mi sono reso conto che esiste la possibilità di costruire un social network che dia modo di conoscere, veramente, altre persone. Su meemi effettivamente, già dopo poca frequenza, diventi amico di persone che non hai mai visto prima. Lo trovo strano, ma a me fa questo effetto. Sarei molto più pronto a correre in aiuto di un amico conosciuto su meemi piuttoscto che un vecchio conoscente di cui ho tenuto una sterile traccia su FaceBook. Senza parlare delle opportunità, non solo sociali ma anche lavorative, che possono uscire da nuovi incontri con nuove persone.
I social network fatti bene, come meemi, sono una manna.
2 settembre 2009 alle 09:53
Diciamo che FaceBook ha l’utilità di riunire alcuni servizi di condivisione che in sè non sono male. Tipo, se voglio condividere delle foto con gli amici, FaceBook ha la sua bella galleria, come Flickr ma in più puoi anche chattare, e fare altre cose. In sè non è sbagliato.
Però, come dici anche tu dalla tua esperienza, e non è un caso, il vero valore della Rete è ben altro che qualche bel servizio di condivisione, che si può realizzare benissimo anche con vecchi strumenti non sociali
E visto che quelli di FaceBook vogliono praticamente conquistare Internet e plasmarla a loro immagine, mi sembra che le basi di partenza siano scarsine
2 settembre 2009 alle 11:28
Mah, io dopo il periodo di entusiasmo iniziale per la “novità social”, in cui mi iscrivevo a destra e a manca alla ricerca di tutte le possibili varianti, ho abbassato decisamente il tiro.
Alla fine tutti i social sono diventati aggregatori di “Uà è già settembre” “Penso che mi farò un bel caffè” “Ho fatto il test su quanto so il piemontese” e via dicendo: tutti contenitori di contenuti vuoti che alla fine non spingono al dialogo e alla conoscenza come invece dovrebbero fare.
Il problema di Facebook credo sia il fatto che avendo a che fare con persone che già si conoscono magari non si dicono o fanno cose che gli altri non si aspettano da noi.
Cosa che invece non tocca minimamente altri social come Meemi o FF, in cui uno può essere genuinamente se stesso, senza problemi
Vabbè oggi ho i pensieri un po’ contorti…non riesco a spiegarmi molto bene
2 settembre 2009 alle 11:53
@Just: non sono tanto d’accordo, però, sull’inutilità di certi discorsi. Presi a se, è ovvio, ma ne parlavo ieri con Enrico, ti immagini una discussione tra amici in cui si dicono solo cose importanti e fondamentali? E’ impossibile
Senza contare che, te lo dico da creativo, spesso le idee migliori vengono dagli spunti più stupidi
2 settembre 2009 alle 12:12
Certo certo…ormai “mi conosci”
ti sembro il tipo che dice solo cose serie??
Quante volte però su Meemi le discussioni “serie” partono da sciocchezze (oppure discussioni serie finiscono in sciocchezze) però almeno c’è scritto qualcosa!
Invece vedo su FB (faccio questo esempio perchè è il più lampante, non perché abbia qualcosa contro FB):
“Ciccio formaggio ha fatto il test su “Quanto conosci te stesso?” e il risultato è molto”
e sotto
“Uà bravo ciccio”
“Sei un grande”
“Ah ah e poi non conosci gli altri”
oppure
“X ha aperto il biscotto della fortuna: “curati questa notte!”"
e sotto
“Ahaha così ti impari”
“:P”
Cioè è vero che solo contenuti seri non vanno bene, però….
Ps
Gli esempi sono presi dalla prima pagina del mio profilo di FB, ho cambiato solo i nomi
2 settembre 2009 alle 12:16
Su questo ti quoto perfettamente
Il problema è che FB non è strutturato per essere un luogo di discussione, così come non è strutturato per essere un posto dove conoscere gente nuova (io cestino sempre le richieste di “amicizia” da parte di gente che non conosco, su FB).
Per questo secondo me ha poco futuro
2 settembre 2009 alle 12:20
Parole sagge. La mia esperienza è limitata, nata con un sito per chitarristi Accordo.it che a tutti gli effetti, partendo come forum, è divenuto un punto di incontro, scambio e nuove amicizie, poi consolidate in serate reali tra chitarre, corde e birra. Certo è di settore, ma questo permette già di partire da argomenti comuni.
Fenomeni come Facebook sono decisamente importanti, ma credo che poi prendano troppo la mano ed invadano prepotentemente ed in maniera subdola la vita reale.
Ciao.
2 settembre 2009 alle 12:27
@Riccardo: prova a fare un salto su Meemi
Io però, come forse avrai già letto, non concordo sulle etichette di “vita reale”. Per me non c’è differenza tra le persone con cui parlo on line e quelle off line. Anzi, spesso c’è differenza: sono stati molto più interessanti gli incontri fatti online, per ora
Quando si riesce ad aprirsi totalmente a questa innovazione portata dalla Rete (che non si può fare, si intenda, con FaceBook), si capisce veramente qual è il suo valore, che è immenso e che mi fa essere felice di essere nato in quest’epoca e non in una qualunque delle precedenti
3 settembre 2009 alle 07:42
[...] Sconosciuti sociali mercoledì 2 settembre 2009 | Tratto da: http://www.ilmacaco.com/ Nessun commento [...]
3 settembre 2009 alle 09:54
@ilmacaco: grazie per la segnalazione di Meemi!
Mi era ben chiaro il tuo concetto che condivido completamente. Non parlavo di “vita reale” ma di consolidamento nella vita “fisica”, che “chitarristicamente” parlando, si traduce nella allegra baraonda di una jam session ed il tintinnio delle bottiglie di birra
Tanto per la cronaca, mia moglie ed io ci siamo conosciuti su internet …
3 settembre 2009 alle 10:02
@Riccardo:
anche la mia attuale fidanzata e io
3 settembre 2009 alle 11:16
O mamma… adesso ho capito cosa ci fate su internet… tutto a scopo di interesse… ma non c’è più nessuno che le ragazze le conosce alla buona vecchia maniera?
3 settembre 2009 alle 11:50
@iSimone: eheh, siamo strani lo sai
Scherzi a parte, io personalmente reputo la Rete un modo molto più interessante per il “primo approcio”, perchè prescinde dall’aspetto fisico e va direttamente al “sodo” delle persone.
E’ ovvio che su Internet è anche molto più facile mentire, ma le menzogne si scoprono subito, appena ci si conosce fisicamente. Di contro, credo che se uno è sincero, la verità sul proprio essere esca molto più facilmente che negli incontri “nella first life”, proprio perchè si superano più facilmente inibizioni e timidezze, almeno questa è la mia esperienza.
Se poi aggiungi che non sono un amante di grandi gruppi di amici, locali e discoteche…
3 settembre 2009 alle 12:14
Il tuo ragionamento fila, la mia era solo una battuta.
“Se poi aggiungi che non sono un amante di grandi gruppi di amici, locali e discoteche…”
A ma nemmeno io… come siamo asociali!!
Ai miei tempi, comunque, quando internet non c’era, si cuccava molto ovunque… non solo nelle cripte-discoteche… io ero più tipo da cinema…
3 settembre 2009 alle 12:17
So che era una battuta
Io non sono mai stato bravo nel primo approccio con gli sconosciuti, nella first life, dovunque fosse
3 settembre 2009 alle 12:40
Anche io e la mia fidanzata ci siamo conosciuti grazie alla Rete
E come voi, odio le grandi compagnie, le discoteche e via dicendo…
Adesso ci accusano anche di essere asociali su meemi
3 settembre 2009 alle 15:40
Beh, potremmo fare una grande compagnia formata da quelli che odiano le grandi compagnie