E’ ancora fresca la notizia dell’inesorabile discesa della quota di IE sotto al 50%, con Firefox e gli altri browser alternativi che continuano a erodere la popolarità del navigatore made in Redmond.

Alcuni sviluppatori, però, sembrano non essersi ancora risvegliati nel nuovo mondo. Questa mattina, cercando di visualizzare il modulo per l’iscrizione all’audizione per professori d’orchestra, nella pagina delle offerte di lavoro della Fondazione Arena di Verona, il risultato visualizzato indifferentemente da Safari, Chrome o Firefox, era questo:

Una bella pagina bianca con un messaggio che onestamente non vedevo da molto tempo (e credevo di non dover vedere più).
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Torna dopo tanto tempo l’amico iBoh, che non è d’accordo sull’ultima trovata di Google. Non prendetevela con me, ambasciator non porta pena! 😀

Anni fa, durante la presentazione di iTunes Music Store, Steve Jobs affermava che il modello vincente di vendita non era quello dello streaming, ma del download, perché la gente vuole possedere la musica, non sentirla in affitto.

In questi anni il successo economico del negozio Apple gli ha dato sicuramente ragione, ma vuoi per le ristrettezze economiche, vuoi per la maggior penetrazione di Internet e i dispositivi mobili nella nostra vita quotidiana, oggi il modello streaming si riaffaccia prepotentemente sul mercato: non a caso i soliti rumors impazzano anche riguardo a nuove idee in questo senso da parte di iTunes Store.

Tempo fa vi avevo presentato Grooveshark, un ottimo servizio che permette, gratuitamente o su abbonamento, di sfogliare e ascoltare un vasto catalogo musicale. Per alcune ragioni, però, tra le quali alcuni forti dubbi sulla liceità del loro sistema di approvvigionamento degli album, e la mancanza dell’applicazione iPhone, ho deciso di guardarmi nuovamente intorno in cerca di alternative. Ho approfondito anche brevemente servizi come Last.fm, Aupeo e similiari, arrivando però alla conclusione che il modello “decide lui cosa farmi ascoltare in base a quello che lui pensa siano le mie preferenze” non mi soddisfa sufficientemente.
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Da molto ormai, come sapete, ho adottato la soluzione di usare Chrome come browser principale, per via di alcune peculiarità che lo rendono, a mio parere, più comodo rispetto a Safari: le estensioni, per esempio.

Oltre a queste, però, c’erano anche un paio di piccoli motivi che mi tenevano lontano da Safari, nonostante Chrome soffra ancora di notevoli problemi di stabilità (per esempio non sono mai riuscito a usarlo con WordPress, e ultimamente mi dà molti problemi con il plugin flash).

Visto che Apple ha finalmente deciso di implementare le comode estensioni anche nella sua creatura, in questi giorni di mondiali sudafricani ho pensato di tornare alle origini e tentare di nuovo l’approccio con il browser di mamma macaca (chiunque noti la fantasmagorica battuta tra safari e africa, si merita un pugno di ringraziamento, io me lo tiro da solo 😀 ).
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Stamattina ho passato una buona mezz’ora a litigare con Chrome e la sua barra “Google Translate”, che continuava a propormi traduzioni indesiderate. Avendo installato precedentemente l’estensione apposita, poi disattivata, ho pensato a un baco della stessa, e non riuscivo a venirne a capo.

Finché, a caso come al solito, mi sono accorto di questa aggiunta, nelle opzioni, che sono sicuro non ci fosse l’ultima volta che avevo aperto la scheda “Roba da smanettoni”. 😀

L’ho disattivata immediatamente, come potete notare. 😀

Forse sono l’ultimo a notarlo, ma vedo con piacere che finalmente anche la versione ufficiale di Google Chrome per Mac comprende il supporto alle estensioni. Posso passare stabilmente da Chromium a Chrome. 😀

Noto anche, sfortunatamente, che i problemi tra Chrome e WordPress, lungi da essere risolti, sono addirittura aumentati, ma confido che prima o poi Google, tra un buzz e l’altro, li risolva. 😉

Nel frattempo, c’è sempre la nostra “roccia” Safari a salvarci. 😀

Nuova puntata di iBoh, dedicata a Google e ai rapporti con Apple 🙂

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(cliccate sulla figura per leggerla a una dimensione umana 😛 )

Chiunque di voi, anche per sbaglio, si sara’ imbattuto almeno una volta in un sito dove venivano mostrate le immagini in maniera MOLTO eye candy.

La prima volta sono rimasto di stucco nell’osservare questo bellissimo effetto (conosciuto come Fancy Zoom).

Il giochino consiste nell’ingrandire con fluidita’ una thumbnail (immagine miniatura), all’interno della stessa pagina, contornandola da un effetto ombra (drop shadow) e magari un bel pulsante di chiusura.

L’esempio piu’ bello che ho visto finora, neanche a farlo apposta, e’ sul sito Apple (sara’ per l’ombra enorme in stile Leopard?)

Il pioniere di tutto questo sembra essere uno dei fondatori di Panic, una nota software house che basa il suo business interamente su Mac (devo aver letto da qualche parte ma non ricordo piu’ dove, che la grafica delle finestre delle preferenze  in Leopard e’ opera di questi ragazzi).

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Il Macaco usa la Forza di WordPress. Template originale d Nofie Iman, ormai pesantemente modificato da Daniele Savi. Il logo nella testata è di Simone Basso.

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