Qualche mese fa vi avevo parlato di Soocial, un servizio utile per la sincronizzazione dei contatti tra Mac e iCosi senza MobileMe.

Pur essendo comunque soddisfatto del software, oggi grazie al Mac App Store ho scoperto un’alternativa che considero migliore sotto diversi punti di vista: PhoneCopy.

L’applicazione è così semplice che non c’è molto da dire: sincronizza la rubrica tra molteplici dispositivi, tra cui anche Mac e iCosi. Naturalmente è utile anche come backup dei dati, che possono essere visualizzati sul web tramite un’interfaccia apposita.
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In questi giorni ho osservato affranto l’affiorare di un grosso problema per il mio vecchio amico iPhone 3G: inserendo qualsiasi tipo di cuffia nel jack audio superiore, il segnale in uscita risultava distorto, mancante di molte frequenze: come con quei filtri “karaoke” presenti in alcuni software e stereo, per intenderci.

Disperato, e pensando a un problema di contatti rovinati, ossidati, o cos’altro, non avevo sinceramente considerato la soluzione più semplice, suggeritami dall’amico Aldo.

Ebbene sì, ravanando attentamente con uno stuzzicadenti nel profondo foro, ne ho ricavato un bel po’ di lanugine, molto utile in questi primi freddi invernali. 😀

E vissero felici e con tanta buona musica. 😛

Anni fa, durante la presentazione di iTunes Music Store, Steve Jobs affermava che il modello vincente di vendita non era quello dello streaming, ma del download, perché la gente vuole possedere la musica, non sentirla in affitto.

In questi anni il successo economico del negozio Apple gli ha dato sicuramente ragione, ma vuoi per le ristrettezze economiche, vuoi per la maggior penetrazione di Internet e i dispositivi mobili nella nostra vita quotidiana, oggi il modello streaming si riaffaccia prepotentemente sul mercato: non a caso i soliti rumors impazzano anche riguardo a nuove idee in questo senso da parte di iTunes Store.

Tempo fa vi avevo presentato Grooveshark, un ottimo servizio che permette, gratuitamente o su abbonamento, di sfogliare e ascoltare un vasto catalogo musicale. Per alcune ragioni, però, tra le quali alcuni forti dubbi sulla liceità del loro sistema di approvvigionamento degli album, e la mancanza dell’applicazione iPhone, ho deciso di guardarmi nuovamente intorno in cerca di alternative. Ho approfondito anche brevemente servizi come Last.fm, Aupeo e similiari, arrivando però alla conclusione che il modello “decide lui cosa farmi ascoltare in base a quello che lui pensa siano le mie preferenze” non mi soddisfa sufficientemente.
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Da quando, come sapete, ho dovuto abbandonare MobileMe, sono sempre in cerca delle migliori soluzioni che compensino la mancanza dell’ottimo servizio integrato made in Cupertino.

Per quanto riguarda la sincronizzazione dei contatti tra Mac e iPhone “over the air”, premesso che non è poi così scomodo farlo quando si collega l’iCoso a iTunes per il backup, ho testato diverse alternative prima di arrivare a una conclusione: non esiste una soluzione “perfetta”.
Seguendo una strada a più tappe, però, ne ho trovata una abbastanza soddisfacente.

Naturalmente il primo servizio a passare sotto i miei occhioni macachi è stato Google Sync. Presente nativamente in Rubrica Indirizzi del nostro sistema operativo preferito, basta impostare nome e password per attivare la sincronizzazione.
Nonostante le premesse, però, nei test efffettuati ho ravvisato diversi problemi:

– frequenti duplicazioni casuali dei contatti: addirittura mi sono trovato una decina di voci quadruplicate!
– impossibilità di sincronizzare alcuni campi, come url e altre etichette personalizzate.

Tale soluzione, quindi, non raggiunge i miei standard minimi di macachità.
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Scrivo questo post per sapere cosa ne pensano i macachi riguardo un argomento che veramente non riesco a comprendere.

Sono un estimatore dei prodotti Apple non da tantissimo, ma nemmeno da poco, ed in questi anni ho imparato ad amare tutti i suoi prodotti nel bene e nel male. Purtroppo anche Apple fa cose non buone.

Detto questo l’oggetto in questione è l’iCoso col nome di iPhone e la sua anima, iOS. Tutti sappiamo che per quanto continui ad evolversi di stagione in stagione, l’iOS continua ad avere tante piccole mancanze che a volte hanno fatto perdere valore al nostro iCoso, ed è per questo che in molti hanno ovviato con il jailbreak (anche se per la maggior parte è usato per le app pirata). Anche io l’ho provato e poi tolto di mezzo, e non sto a giudicare chi ne fa uso. Del resto sto scrivendo tutto questo per arrivare ad un altro punto, ovvero la sostituzione di iOS con ANDROID.
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I più attenti fra voi l’avranno notato: è apparsa una nuova voce nel menu in alto! Cose, o “Cose macache” è una nuova sezione, per ora in beta in attesa di una soluzione tecnica più elegante di una semplice pagina, che raccoglie tutto il materiale made in Macaco, curato per la maggior parte dai macachi fokewulf e iSimone. 🙂

Oltre a banner,  sfondi e loghi ufficiali, vi regaliamo una prima chicca di quella che sarà una sorta di serie di disegni ispirati al logo e creati da iSimone: non potevamo iniziare da altri che dai primi due macachi, Steve Jobs e il mitico Woz!

Se avete richieste particolari non esitate a farcele, via mail o sul social (per esempio, dimensioni degli sfondi diverse da quelle già pubblicate), e fate pure girare tutto il materiale sulle vostre reti sociali, in modo da aiutarci a farci conoscere. 🙂

Chiunque volesse contribuire alla sezione può inviarci le sue creazioni che, dopo scimmiesca valutazione del Macaco-Team, saranno inserite tra le cose macache. 😀

Un po’ tutte le generazioni, arrivate ad una certa “venerabile” età, soffrono di nostalgia. È la vita. Ci si lamenta delle cose nel presente per poi passare il futuro a rimpiangerle. Insomma, succede che cose normali o apparentemente insignificanti, che diamo per scontate, finiscano poi per generare nostalgia e stringerci nella morsa dei ricordi.

Da un paio di mesi sperimento la vita senza iPhone. Uso un Nokia C5-00 e fischia che è quello che passa il convento (leggi il datore di lavoro).

Se fosse come è sempre accaduto di consueto, adesso mi dovrei trovare in un particolare momento di felicità. Il perché è presto detto: prima di iPhone, ho avuto diversi Nokia e “ritornare alle origini” avrebbe almeno dovuto suscitarmi un briciolo di piacevole nostalgia. Mi sarei dovuto crogiolare nel ricordo della mia gioventù divisa tra locali da ballo e cari vecchi cinema ancora monosala, ricordandomi di spegnere i cellulari finlandesi e mandando messaggini sottobanco quando ancora il T9 non esisteva, o quando il display era solo un piccolo quadratino monocromatico su cui annerivano tristissimi pixel.

Invece no. Niente. Nessun ricordo importante, nessuna lacrimuccia, nessuna emozione. Anzi, esattamente il contrario: pessimismo e fastidio.

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