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Oggi è il Luna Day. Quarant’anni fa, due uomini, aiutati dall’enorme spinta di un razzo e di milioni di persone, mettevano piede per la prima volta su suolo extraterrestre.

Non è tanto per le ricadute scientifico-tecnologiche della missione, che vanno ricordati (come tutti gli altri astronauti, del passato e di oggi). La cosa più importante, è sapere che nessuna impresa è impossibile.

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Aspettando di tornarci, godiamoci il video dello sbarco appena restaurato, e ammiriamo il cielo sull’iPhone con i programmi SkyVoyager e SkyGazer, gratuiti solo per oggi (grazie a stradamax per la segnalazione) :)

Chiedete la luna :)

In questo periodo sto leggendo un bellissimo libro di Arthur C. Clarke, Preludio allo Spazio, pescato nella gustosissima serie Urania. Si racconta del “futuro” viaggio dalla Terra alla Luna, dalla prospettiva del dopoguerra, quindi molti anni prima dell’effettivo sbarco sul nostro satellite da parte dei coraggiosi astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin (oltre a tutti gli altri del programma Apollo).

Una riflessione mi ha colpito particolarmente: pensiamo che ci siano distanze incommensurabili, talmente grandi da non poter essere colmate, come quelle interstellari. Solo pochi secoli fa, però, un viaggio che a noi richiede poche ore, come quello da Milano a New York, avrebbe occupato settimane, se non mesi, della vita di un essere umano dell’epoca.

Anche una distanza piccola, come un viaggio all’interno del nostro paese, o tra due città vicine, era un’avventura.

Oggi, invece, non solo voliamo in meno di una giornata da una parte all’altra del globo, ma possiamo, almeno teoricamente, andare sulla Luna, a circa 385.000 Km di distanza, in soli tre giorni!

Chissà se tra cento o duecento anni le stelle ci sembreranno ancora così lontane…

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