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Ultimamente quando si parla di mappe si pensa subito a Google Maps, o ai navigatori GPS.
Invece, questa volta il titolo si riferisce a un altro tipo di mappe: quelle mentali. Quando sviluppo un nuovo progetto, mi piace molto organizzare le idee in modo creativo, per seguire il flusso di pensieri, senza costringerli in schemi limitanti. Il nostro cervello non organizza le informazioni in un elenco, ma con una serie di relazioni, che sono visualizzabili più propriamente con le famose mind maps, o mappe mentali appunto.
Qualche tempo fa, cercando tutt’altro, mi sono imbattuto in un bel progetto opensource, XMind, che mi stuzzica soprattutto perchè è multipiattaforma. Al di là del fatto che alcune funzioni (come lo sharing privato) sono disponibili solo nella versione a pagamento, il solo fatto di essere disponibile per vari sistemi operativi permette di usarlo in ambienti di lavoro misti, che è un gran vantaggio.
Perchè, soprattutto tra liberi professionisti, prima o poi si è costretti a lavorare con un windowsauro (scusa socia!), o un linuxaro.
Qui alcuni esempi di cosa possono fare le mappe mentali
Io lo provo, e voi?















