E’ notizia di questi giorni che l’App Store ha raggiunto quota 170.000 (CENTOSETTANTAMILA!!!) applicazioni per iPhone e iPod Touch. Forse oggi non conviene più di tanto buttarcisi dentro (a meno che voi non abbiate idee originalissime) visto che, a mio avviso, non dà abbastanza spazio alle nuove applicazioni, alle offerte, ha troppe poche categorie e sottocategorie rispetto alla mole di app ed è quasi impossibile sfogliarlo come facevo i primi tempi quando c’erano 500 applicazioni…
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Recentemente, parlando con l’amico capobecchino, lui si lamentava del fatto che i designers, spesso, vogliono fare il lavoro dei programmatori, creando solo problemi. Purtroppo, a dimostrazione che il detto milanese Ofelé fa el to mesté (cioè “pasticcere, fa il tuo mestiere”) è sempre più attuale, è vero anche il contrario. Spesso programmatori anche molto bravi si sentono in grado di fare a meno di esperti di interfacce, generando dei mostri inutilizzabili.
So che voi macachi penserete subito “Windows”, ma ciò è vero in molti ambiti, non soltanto in casa Microsoft. Per esempio, qualche giorno fa mio padre mi ha chiesto di aiutarlo nell’apprendere il funzionamento del navigatore GPS installato sulla sua nuova Prius. Abituato alle interfacce semplicissime di Garmin e TomTom, mi sono accostato al sistema con tranquillità, ma alla fine era talmente poco intuitivo che ho dovuto leggere il manuale, fatto accadutomi soltanto in altri rarissimi casi, e comunque si trattava sempre di software avanzati, come Shake o Combustion.
Un programma o un apparecchio consumer, quindi per tutti, non può avere un’interfaccia complicata, che richiede un manuale di decine di pagine. Non nel 2009.
Quando designer e programmatori impareranno ad andare d’accordo? Al di fuori di Apple, si intende…
















