No, non vi preoccupate, non vi parlerò di calcio come tutti in questo periodo di Europei.

Lo stadio di cui vi voglio parlare è un luogo molto lontano dall’Italia, ad Atlanta, nello stato americano della Georgia. Un edificio accessibile a pochi, dove tra gli altri server vive una famiglia molto numerosa di…Mac Mini.

Voglio presentarvi MacStadium.

Qualche settimana fa mi aggiravo oziosamente tra le offerte di colocation basate sul piccolo mostriciattolo Apple, che nelle sue più recenti iterazioni, sebbene non paragonabile a uno dei compianti XServe, con qualche piccola aggiunta ha tutto il necessario per diventare un buon server per chi non abbia esigenze eccessivamente elevate. Il concetto di colocation è semplice: tu spedisci il tuo Mac Mini a un provider che lo installa nella propria “farm” insieme ad altri server, dotandolo di un sistema di alimentazione adatto, con gruppo di continuità et similia, e di una connessione iperveloce alla Rete con indirizzo statico, due aspetti che sarebbe estremamente complesso e costoso replicare in proprio.

In alternativa, se non si ha un proprio Mac Mini, è possibile acquistarlo direttamente dalle società che offrono questi servizi.

Sono queste due uniche alternative che, fino ad ora, hanno sempre ucciso sul nascere ogni mia velleità di provare questo tipo di soluzione: infatti a meno di non avere esigenze specifiche, l’idea di investire sull’unghia centinaia di euro in un colpo solo per acquistare il Mini, o per spedirne uno (con i prezzi proibitivi dei corrieri) è chiaramente molto poco sensata, per quanto riguarda le mie necessità e risorse. (altro…)

Spesso si tende a sostituire la tecnologia freneticamente, perché vecchio è brutto, nell’informatica spicciola. Per andare un po’ controcorrente archeomacachicamente parlando, qualche tempo fa ho deciso di recuperare dallo scatolone in cui era finito un vecchio PowerBook G4 Titanium inutilizzato per problemi al monitor e all’alimentatore.

Risolti questi ultimi con il classico metodo “smanetta e scotcha”, con un po’ di fortuna il vecchio amico si è acceso, permettendomi di reinstallare Tiger da zero: il massimo per il tipo di hardware in oggetto, almeno senza magheggi eccessivi.

(altro…)

Il Macaco usa la Forza di WordPress. Template originale d Nofie Iman, ormai pesantemente modificato da Daniele Savi. Il logo nella testata è di Simone Basso.
Il Macaco è pubblicato sotto licenza Creative Commons.