Addio Steve.

Non ti conoscevo, non ero tuo amico, parente o collaboratore, ma sono triste.

Non sono triste perché non ti conoscevo, ma perché ti conoscevo. C’eri tu nei miei Mac, nell’iPhone, nell’iPad. C’eri tu anche in un piccolo mouse o in un’asettica base Airport.

Tu eri l’idea dietro l’innovazione, la follia del saper dire di no, il cuore e il pensiero.

Tu eri Mozart nella sua musica, e oggi il mondo ha perso Mozart. Di nuovo, troppo presto.

Sono triste, ma anche felice, perché tu sei rimasto con noi, in Apple e nelle idee con le quali hai cambiato il mondo. Questo mondo che ora è malato, come eri tu, ma forse grazie a tutti i folli visionari come te, ha in sé il germe per rinascere.

Ciao, Steve.

 

Guarisci presto, ti aspettiamo! 🙂

Si sa, quando si ha davvero tanto tempo (non è il mio caso), vengono in mente le idee più inutili umanamente concepibili.

Vi pongo quindi una domanda: “Ultimamente vi è mai capitato di leggere le brevissime risposte inviate dall’iCeo con il suo iPad o iPhone?”
Se la vostra risposta è sì, da oggi “There’s an App for that”!

Qualche simpatico programmatore ha creato questa inutile, ma sicuramente divertente, applicazione che consente di scrivere a Steve e di ricevere una sua finta risposta.
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Caro Steve Jobs,

sono un macaco dai tempi dell’iMac G4, uno dei più bei computer della storia dell’informatica, e volevo portarla a conoscenza della mia soddisfazione nell’uso di iPhone. Sì perché l’iPhone, il mio iPhone, si è dimostrato molto robusto.

Un anno fa circa, mentre lo usavo come livella per fissare una mensola sono caduto dalla scala: un bel volo! Cadendo, purtroppo, stavo per sbattere la testa pure contro lo spigolo di un mobile, ma mi sono riparato con la mano che brandiva iPhone… Io non mi sono fatto niente, ma come può vedere l’iPhone riporta i segni di quella ingiuriosa caduta.

Non ci crederà Signor Jobs, ma il Vostro apparecchio funziona ancora perfettamente!
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Girovagando su Youtube (potrei passarci una vita), ho trovato un video molto simpatico che ci spiega alcuni punti salienti su come zio Steve riesce ad affascinare il pubblico nei suoi leggendari keynote.

I macachi più affezionati probabilmente li conoscono già, ma è utile un ripasso, soprattutto per chi per lavoro deve affrontare gli stessi problemi. 🙂

Al consueto evento organizzato da Apple per presentare la propria line-up di prodotti consumer per il periodo invernale/natalizio, era presente Steve Jobs. Come da programma ampiamente anticipato da Apple ancora all’inizio dell’anno in corso.

Io adoro Steve Jobs, per un sacco di motivi. Forse il più importante è proprio perché è una persona caparbia, che non molla mai.

L’evento è passato in secondo piano quando ho visto lui sul palco. Le novità erano belle e importanti; ma vedere il caro “vecchio” Steve dominare nuovamente la scena, questa volta, è valso più di mille novità.

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SCENA UNICA. Interno, giorno.

Casa di Bambino 1.

E’ Natale e Bambino 1 e Bambino 2 discutono dei regali di Natale appena ricevuti.

B1

– Sono deluso. Non ho trovato nessuna novità questo Natale… –

B2

– Perchè? Ti hanno regalato delle belle cose. Hai avuto il nuovo trenino, e anche un aggiornamento della tua trottola… –

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La nuova capsula da 2Tb…no, i nuovi server: peccato non hai vinto. Ritenta e sarai più fortunato?

L’iPhone ti massaggia: ehi, Rocco, no, non in quel senso!!! Lascia stare il mio iPhone!

Steve di peluche: peccato, avrei preferito il Ballmer che urla. Come antifurto.

L’iPod nuovo della regina: per fortuna non le ha regalato un iPhone, povera vecchietta!

Crichton vivrà ancora per un po’: avrei voluto che vivesse per sempre…

Il bollino blu: mettete un bollino nei vostri cannoni…

Sciacalli post-terremoto: fate schifo. Vi riempirei di virus, ma non informatici. Quelli veri.

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