IL MACACO: SOLO PER VERI MACACHI!
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Nelle scorse settimane ho avuto più volte problemi legati al file sparsebundle che Time Machine crea quando lavora su un disco in rete. In pratica è una speciale immagine disco che viene creata sul supporto di backup e montata sul Mac ogni volta che si esegue la copia di sicurezza. Lo svantaggio è che se questa immagine si corrompe, tutti i dati sono persi, come se fosse rovinato il disco.

Il motivo della corruzione non mi è ancora ben chiaro, forse dipende dal fatto che ho iniziato a usare il disco di backup anche con un altro software per fare copie di sicurezza del PowerBook sul quale è montato Tiger, che non offre Time Machine. In ogni caso, ho provato più volte a riparare lo sparsebundle usando Utility Disco, ma senza successo.

Fortunatamente poi ho trovato questa guida, che voglio condividere con voi, e tradurre per i non anglofoni e i meno esperti.
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Se potessi chiedere regali ad Apple per questo nuovo anno, tra le mille cose che mi vengono in mente, due in particolare hanno attraversato i miei pensieri in questi giorni.

1) Un sistema di aggiornamento software centralizzato. Lo strumento di aggiornamento presente in MacOSX è molto comodo, ma funziona solo con il software di sistema, e con i programmi Apple. Naturalmente ogni software moderno ha la sua procedura di update automatico, ma sarebbe bellissimo se Apple in questo caso “copiasse” da Linux. Tale sistema infatti adotta il metodo delle “repository”: per farla breve, mi scuso con gli esperti per la superficialità, ogni software installa l’indirizzo del suo “server” in un elenco che poi viene utilizzato da un’applicazione apposita per verificare e installare eventuali nuovi aggiornamenti, di qualunque programma presente.

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Come sapete, io sono il tipico caso di backup-ossessivo-compulsivo. Sono anche uno a cui piace spesso cambiare, come consiglia una famosa pubblicità: settimana scorsa, quindi, mi sono imbarcato in una significativa modifica del mio schema di backup. Volendo migliorare l’automatizzazione anche per quanto riguarda il portatile della mia ragazza, ho deciso di spostare i backup principali da hard disk locali a un bel disco connesso in rete via Airport.

Naturalmente, la prima scelta è caduta su testare Time Machine semplicemente spostandolo da una connessione locale alla base Airport Extreme…e qui è iniziato il tunnel vizioso. Ho scoperto infatti (l’acqua calda) che, sicuramente per ragioni tecniche validissime, TM effettua il backup in modo differente se il disco è in locale o in rete. Infatti, nel secondo caso, crea uno “smart bundle” (una specie di immagine disco) nel quale inserisce tutti i files del backup.

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Storia di un backup ossessivo compulsivo :)

Tanto, tanto tempo fa non effettuavo backup. Sono sempre stato un macaco pigro, lo ammetto, e seppur ogni tanto il terrore di perdere dati mi sfiorasse, la pigrizia prendeva subito il sopravvento. Sbagliavo, lo so.

Poi, un bel giorno, mi chiama un mio caro amico, dicendomi “ehi, aiutami, il disco fisso dove tenevo tutti i dati importanti è morto, come faccio?”. Anche lui è un macaco pigro, che non effettuava backup.

(fortunatamente siamo riusciti a recuperare tutto, ma questa è un’altra storia).

La strizza presa quel giorno per empatia mi ha convinto ad entrare nel tunnel del backup regolare. A quei tempi non esisteva ancora Time Machine, per cui la mia scelta cadde sull’ottimo SmartBackup.

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Ricordate le mie ultime vicessitudini con Time Machine? Vi aggiorno: sono ancora in panne, ma…

Inizialmente davo colpa a un problema hardware sul disco utilizzato, ma c’e’ un paio di cose che iniziano a far cadere questa convinzione.

In primis l’aver copiato manualmente senza nessun problema circa 80 GB di file sul disco incriminato. Il disco e’ da 160GB quindi per lo meno ho avuto il 50% di probabilita’ di andare a scrivere su settori danneggiati (se ve ne fossero), e siccome sono solitamente sfortunato la consclusione viene da se.

In secundis ho iniziato a comunicare i miei problemi al servizio bug reporting di Apple, raggiungibile tramite questo link. E’ dal mio primo report che mi stanno addosso chiedendomi continui file di log perche’ non riescono ancora a capire cosa sia la causa del problema. Agli ingegneri ho comunicato tutto quello che sto dicendo a voi, quindi il loro silenzio sui problemi hardware mi solleva e preoccupa allo stesso tempo.

Mi sento sollevato soprattutto nel portafoglio (in tempi di risparmio per l’iTelefono) visto che se mi va bene non devo acquistare un nuovo disco; preoccupato perche’ chissa’ che diavolo di incompatibilita’ ha il mio sistema, e se cosi’ fosse di questa sventura non dovranno venire a sapere nulla i miei amici Windosiani, sarei deriso a vita.

Quello che so ora e’ di essere felice di scambiare qualche parola con persone che lavorano in quel di Cupertino per una giusta causa!

Mi chiedo, come si comporterebbero a Redmond?

Time Machine ON

Da quanto tempo e’ uscito Mac OSX 10.5 Leopard? Da un totale!!!

Mi accingo solo ora a provare Time Machine. Quello che mi ha frenato in tutti questi mesi e’ senz’altro l’abitudine ad archiviarmi i files sensibili manualmente, facendo la cernita come gli operatori delle linee di produzione della polpa di pomodoro, sempre col rischio di lasciarsi sfuggire un file/pomodoro importante.

Ho da sempre due dischi esterni: un LaCie (che chiamo LA) da 320GB relegato all’audio e un Maxxtor (che chiamo MA) da 160GB per documenti e programmi.

Oggi colto da una strana voglia di fare ordine ho fatto un DVD repulisti per eliminare circa 4 GB di roba vecchia da MA. Poi nell’ordinare ho deciso di mettere disordine dentro il LA copiandoci tutta la porcheria (importante) presente in MA.

Cosi’ facendo mi son trovato 160GB liberi che posso dedicare a Time Machine. Il mio MacBook Pro ha un disco di 120GB quindi per un po’ dovrei essere a posto.

Ok, adesso metto lo switch di Time Machine su ON e poi vi faccio sapere se ne e’ valsa la pena di fare questo disordine.

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