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Un macaco fuori dai confini
ilmacaco ilMondo
Qualche giorno fa, complice il mio compleanno, sono finalmente riuscito a mettere le mani su un netbook, un bell’Asus eeePC. Non vi tedierò con inutili specifiche tecniche, anche perchè non sono un grande esperto di questo tipo di prodotti.
L’impressione di questi giorni d’uso è sicuramente di un oggetto di incredibile versatilità, seppur nella sua limitatezza e con le magagne derivanti dall’essere un prodotto low cost. Ogni giorno che passa mi vengono in mente sempre più idee su come usare un portatile che sta nel mio borsello (l’ultima, per esempio, è di sostituire molto più efficacemente la funzione del mio vecchio iPod come “archivio fotografico temporaneo” durante i miei giri in cerca di buoni scatti con l’amata D80
).
Naturalmente, essendo un macaco, la condizione indispensabile per riuscire a utilizzare il mio eeePC è stata quella di rimuovere immediatamente il preinstallato Windows Xp (e gli schifosi adesivi sul frontale!) e rivolgermi al mondo più affine al nostro, cioè quello di Linux. Nei mesi precedenti avevo già fatto un po’ di test “virtualizzati”, e quindi mi sono diretto quasi a colpo sicuro verso la distribuzione che più incontrava i miei gusti, cioè Linux Mint.
Dopo qualche giorno di intenso utilizzo (la mia ragazza forse sarà indispettita dal vedermi sempre con in mano il bianco oggettino
), posso dire che Mint è senza ombra di dubbio il mio secondo sistema operativo preferito, grazie anche ad alcune semplici modifiche come l’utilizzo di Docky, un comodo dock simile a quello di OSX, e al prezioso aiuto di esperti come dottorblaster.
Anzi, sebbene come impressione generale non raggiunga le vette di cura dei dettagli e “stabilità” di OSX, in alcuni ambiti lo trovo addirittura superiore. In particolare mi è piaciuto molto scoprire che la gestione dello stand-by funziona bene come sul Mac, cosa che mi permette di mantenere anche sul netbook le mie abitudini d’uso.
La mia macachità si è poi ringalluzzita quando, a dispetto delle previsioni, ho trovato un semplice script per abilitare il tethering bluetooth di iPhone proprio come su OSX.
Insomma, diciamo che l’accoppiata netbook+linux supera ampiamente le aspettative di oggetto versatile ma senza pretese di perfezione.
Chiudo con una curiosità legata al mio modello specifico: la collocazione del cavetto di collegamento a un monitor esterno VGA è decisamente…Apple Style.
Una nuova avventura ha inizio!





















8 dicembre 2009 alle 12:51
Da lettore affezionato ma linuxaro fino al midollo non posso per compiacermi per questo passo… e ringrazio per la segnalazione dello script del tethering, lo proverò appena arrivo a casa.
E’ bello vedere che esiste gente in grado di analizzare un prodotto software senza tanti preconcetti di marchio… a volte mi sento un po’ isolato, da questo punto di vista!
8 dicembre 2009 alle 13:01
non ti riconosco piu’, che vargogna. Potevi comprare un MacBook Air non sta roba…yabo’.
8 dicembre 2009 alle 14:08
@cialz: mi serviva un netbook, un bel portatile mac ce l’ho già
comunque è un regalo
@Belinde: ti ringrazio dell’apprezzamento. Come sai, il mio pensiero è che ovviamente mi piacciono i prodotti Apple, altrimenti non sarei macaco, ma non ho problemi a criticarne eventuali difetti o a compiacermi dei pregi di altri prodotti
Poi io sono stato linuxxaro per un po’ di anni, e quindi è un mondo che conosco anche se non sono un esperto…e per questo spesso mi dispiace vedere le “guerre” che si fanno tra utenti linux e utenti mac per motivi di filosofia. E’ ovvio che Apple abbia fatto delle scelte spesso distanti da ciò che muove gli appasionati di linux, ma io penso che le scelte individuali non debbano essere motivo di guerre, mentre mi piace prendere il meglio da entrambi i mondi, che tecnicamente sono molto vicini.
Discorso diverso, invece, per mamma MS (anche se poi, alla fine, ogni tanto windows lo uso dai…pur rimanendo basito della sua arretratezza
)
8 dicembre 2009 alle 14:31
che vargogna…che vargogna…che vargogna…guerra a ilmacaco…guerra a ilmacaco…guerra a ilmacaco…
8 dicembre 2009 alle 15:34
I NetBook sono un mercato tanto interessante quanto controverso.
Ho avuto un eeePC 900 (praticamente uno dei primi) rivenduto dopo non troppo tempo perché effettivamente non sapevo che farmene visto che gran parte delle mie applicazioni girano su Mac.
Tuttavia era mooooolto interessante come prodotto.
La tastiera non era bella e nemmeno il trackpad ma vedo che i nuovi prodotti sono migliorati notevolmente.
Quello che mancava era un OS decente (al tempo). Mi ricordo che con Ubuntu Remix (mi sembra si chiamasse così) non mi trovavo male.
Non capisco perché Apple non si sia buttata in questo settore.
Io un’idea me la sono fatta: sta cercando un prodotto quando più “universale” per soddisfare quanta più gente possibile.
Il problema dei netbook è che non sono notebook ma la gente a volte li prende per quello e praticamente o piacciono o si odiano.
I prodotti Apple, per come Apple li imposta, devono piacere e basta.
Quindi Apple secondo me sta cercando il giusto mix per fare un prodotto che piace e basta.
Tirare fuori un prodotto che piace solo ad una fetta di persone, la restante fetta potrebbe poi parlare male di Apple e rovinare il nome e l’immagine dell’azienda (cosa a cui Apple tiene tantissimo).
Basta vedere quanta gente rivende i netbook dopo poco, tantissimi, ma anche basta vedere in un’università qualsiasi quanti ragazzi usano un netbook. In Bicocca (dove sono io) non esagero con il dire che quasi metà dei portatili sono netbook! A volte si fa anche fatica a vederli da quanto sono piccoli (rispetto ai mastodontici pc 15″ che si fanno notare) ma ci sono e visualizzano pagine web, slide PowerPoint delle lezioni, PDF.
8 dicembre 2009 alle 15:45
@pepo: il fatto che la gente non capisca i netbook è il classico problema della tecnologia. Il problema è che la gente compra le cose senza informarsi. Io sono contento del mio eeePC proprio perchè è così. Piccolo, ma soprattutto poco costoso. Questo ovviamente porta a dei compromessi, ma non importa perchè fanno parte del gioco. Per esempio io non capisco i netbook costosi: sono senza senso, perchè continuano a non essere notebook (troppo piccoli e troppo poco potenti) e perdono l’essenza low cost del netbook, che ti permette di portartelo in giro senza pensarci troppo. Per la serie: se porto in giro il macbook pro che mi è costato 2500 euro e mi si spacca, mi suicido
Fatte queste premesse, il perchè Apple fa bene a non entrare nel mercato dei netbook l’ho spiegato qualche post fa. Ovviamente è una mia opinione personale e posso tranquillamente sbagliarmi, ma secondo me se Apple facesse un netbook sarebbe necessariamente troppo curato, e quindi troppo costoso. Se invece facesse un prodotto low cost e poco curato, svaluterebbe l’intera linea dei Mac. E’ lo stesso motivo per cui non fa un “macbook” a 500 euro, quando potrebbe benissimo farlo
Detto ciò, io sono contentissimo di questo eeePC. E’ veramente versatile, abbastanza comodo, ovviamente non può essere comodo come un vero notebook ma basta saperlo
E per quanto mi riguarda Mint è veramente un gran bel sistema operativo, non “semplice” come OSX, ma comunque abbastanza “out of the box” per essere usato senza troppi problemi. Poi a me piace anche smanettare, e quindi mi va bene anche se c’è da farlo, affidandomi ai consigli di chi ne sa di più
Più avanti, ovviamente, arriveranno anche sistemi ad-hoc, ma per ora li ho trovati ancora troppo acerbi (come moblin, molto carino ma troppo limitato)
8 dicembre 2009 alle 18:18
l’accoppiata di Linux e Netbook è sicuramente un ottimo metodo, a basso costo (o medio-basso, comunque) per avere sempre con sé una macchina, leggera ed estremamente portatile, per un utilizzo “generalista”: navigazione, posta, suite di programmi “da ufficio” e, perchè no, anche per lo svago, con qualche filmatio e qualche gioco leggero.
8 dicembre 2009 alle 18:28
Infatti. Ci ho già visto due film anche se non è come vederli al cinema
E in generale, l’ho preso per scrivere, scrivere e scrivere…ho già installato PyRoom
9 dicembre 2009 alle 07:25
incuriosito da questo post, ho scaricato e provato velocemente Linux Mint, il cui sviluppo non seguivo più da tempo: devo dire che quasta release 8 mi è parsa veramente ottima!
9 dicembre 2009 alle 08:46
Non nego che facciano gola anche a me i famigerati netbook.
Ho una domanda, da curioso del settore. Lo schermo? Non è troppo piccolo e scomodo anche solo per la videoscrittura? È luminoso? Ben leggibile?
9 dicembre 2009 alle 12:15
@dataghoul: e con docky e gnome do (che fa una ricerca in stile quicksilver, anche se un po’ meno potente di QS e Spotlight), è ancora meglio
@iSimone: Beh, allora, premetto che naturalmente non è come lavorare su un 30″
Però sinceramente sono positivamente sorpreso dal fatto che pur con dimensioni così ridotte non trovo enormi difficoltà nella leggibilità. Certo la risoluzione è un po’ bassa, quindi non permette grandi cose, ma diciamo che per scrivere mi sembra appropriato, soprattutto grazie al fatto che ormai tutti i programmi consentono la visualizzazione a pieno schermo, che fa risparmiare spazio.
Certo, queste son considerazioni fatte da un giovane con ancora la vista a posto…non consiglierei l’acquisto a un anziano
9 dicembre 2009 alle 13:09
@iSimone: nella mia esperienza (ho avuto modo di provarne diversi, da 9″, 10″ e 1,6″), gli schermi rimangono troppo piccoli, almeno per me, per un utilizzo prolungato, specialmente in funzione di elaborazionedi testo.
Per me, il minimo per poter lavorarci sopra a lungo continuativamente rimane un 13″.
9 dicembre 2009 alle 13:10
mi riferivo, naturalmente, ad uno schermo da 11,6″; mi è rimasto un “1″ nella tastiera…
9 dicembre 2009 alle 13:15
naturalmente io per scrivere intendevo scrivere. Per l’elaborazione, è meglio, se non necessario, uno schermo normale, ma per scrivere e basta, buttar giù idee, appunti, bozze, mi pare più che sufficiente…naturalmente sempre per periodi limitati, non ci lavorerei su 6 ore di fila
9 dicembre 2009 alle 14:07
@iSimone: tanto per capirci, il mio che è 10″ (di più non lo considero netbook, perchè perde le caratteristiche di super-portabilità), a schermo intero ha più o meno le dimensioni di un foglio A4. Piccolo, se devi fare grafica o impaginazione, ma per me sufficiente per buttare giù idee dovunque sono o per bloggare e cose del genere. Devo ancora testare la scrittura di qualcosa di più impegnativo, ma con PyRoom (l’equivalente di WriteRoom per linux) credo non avrei problemi
9 dicembre 2009 alle 14:09
la tastiera invece è direi molto buona, alla fine è larga praticamente quanto quella del mio macbook pro 15″, i tasti sono standard. manca un po’ lo spazio per l’appoggio dei polsi, ma ci si abitua…
9 dicembre 2009 alle 15:41
Capito, molto gentili, grazie.
@ilmacaco: ah, e complimenti per quelle due foto in cima all’articolo, molto belle.