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2812

Uno stadio per macachi

danosavi   laRete, Mac 


No, non vi preoccupate, non vi parlerò di calcio come tutti in questo periodo di Europei.

Lo stadio di cui vi voglio parlare è un luogo molto lontano dall’Italia, ad Atlanta, nello stato americano della Georgia. Un edificio accessibile a pochi, dove tra gli altri server vive una famiglia molto numerosa di…Mac Mini.

Voglio presentarvi MacStadium.

Qualche settimana fa mi aggiravo oziosamente tra le offerte di colocation basate sul piccolo mostriciattolo Apple, che nelle sue più recenti iterazioni, sebbene non paragonabile a uno dei compianti XServe, con qualche piccola aggiunta ha tutto il necessario per diventare un buon server per chi non abbia esigenze eccessivamente elevate. Il concetto di colocation è semplice: tu spedisci il tuo Mac Mini a un provider che lo installa nella propria “farm” insieme ad altri server, dotandolo di un sistema di alimentazione adatto, con gruppo di continuità et similia, e di una connessione iperveloce alla Rete con indirizzo statico, due aspetti che sarebbe estremamente complesso e costoso replicare in proprio.

In alternativa, se non si ha un proprio Mac Mini, è possibile acquistarlo direttamente dalle società che offrono questi servizi.

Sono queste due uniche alternative che, fino ad ora, hanno sempre ucciso sul nascere ogni mia velleità di provare questo tipo di soluzione: infatti a meno di non avere esigenze specifiche, l’idea di investire sull’unghia centinaia di euro in un colpo solo per acquistare il Mini, o per spedirne uno (con i prezzi proibitivi dei corrieri) è chiaramente molto poco sensata, per quanto riguarda le mie necessità e risorse.

Qui sta la piccola “novità” di MacStadium rispetto ai concorrenti: a un prezzo decisamente ragionevole (25$ al mese) offre il noleggio di un Mac Mini, che viene installato e configurato in poche ore ed è completamente a disposizione del cliente, esattamente come tutti i “server dedicati”. Ci si può collegare tramite Screen Sharing o via terminale con ssh, installare quello che si vuole, addirittura cambiare sistema operativo. La macchina è quindi “tua” a tutti gli effetti, senza intermediari, ovviamente finché paghi il noleggio (o decidi di acquistarla definitivamente). Un comodato mensile potrebbe sembrare un investimento peggiore rispetto all’acquisto, visto che al termine del contratto il computer non ti rimane, ma la comodità di pagare il servizio a piccole rate perfettamente assorbibili nelle normali spese mensili fa pendere la bilancia, almeno nel mio caso, verso un giudizio positivo. Inoltre, con questo sistema, in qualsiasi momento è possibile passare a un eventuale nuovo modello, senza dover investire altre centinaia di euro.

Oltre al prezzo del Mac, bisogna ovviamente aggiungere un pacchetto che comprende l’accesso alla server farm e la banda, nel taglio da me scelto altri 25$, per un totale quindi di 50$ al mese, un costo decisamente più basso rispetto ai normali server dedicati.

Dove sta la fregatura, vi chiederete? Beh, non c’è, ma bisogna essere consapevoli che si tratta di un servizio “no frills”, quindi a un prezzo contenuto corrisponde anche l’assenza di molte caratteristiche comuni nei webserver. La macchina viene fornita così com’è, connessa direttamente a Internet, senza firewall hardware, senza servizi preconfigurati, senza i noti “pannelli” tipo cPanel per la configurazione remota, senza backup, etc…

Tutte queste cose si possono ottenere, ma con pacchetti aggiuntivi o installazioni ad hoc da pagare a parte. Se però, come me, vi serve semplicemente per gestire alcuni siti e servizi base (che elencherò successivamente), e per sperimentare e imparare, trovo che MacStadium sia un ottimo compromesso.

Le prestazioni, che ho potuto testare nelle scorse settimane, sono più che sufficienti per le mie esigenze. Il controllo remoto via ScreenSharing è comodo e sembra quasi di utilizzare una postazione in rete locale, e come webserver è paragonabile a livello di performance al mio attuale MacHighway, considerando che anche in questo caso il server risiede fisicamente negli USA, quindi non proprio dietro l’angolo.

Inoltre, ho avuto modo di mettere alla prova più volte anche il servizio di assistenza, che ha sempre risposto velocemente (anche nel fine settimana) e con competenza e cordialità. Vi basti sapere che, dopo averli aiutati nel debug di un problema di localizzazione del loro sito (legato al sistema di pagamento, sono il primo cliente italiano), mi hanno regalato ben due mesi di credito, pari a 100$. Un atteggiamento che non può che aggiungere peso al piatto della bilancia che pende verso l’impressione positiva, in un panorama di servizi che non sempre trattano così bene i propri clienti.

Per ammortizzare meglio la spesa, bassa in confronto alle alternative, ma comunque rilevante, ho deciso di assorbire diversi servizi a pagamento che ho utilizzato finora, sostituendoli con versioni “in proprio”, per esempio:

- l’hosting precedente, ovviamente, trasferendo tutti i siti che gestisco (compreso Il Macaco, che quindi girerà su un hadware che più macacoso non si può!);
- un simili-dropbox (attualmente usavo SafeSync, che offre 50 GB a circa 7 euro al mese), gestito in locale con i 500GB di spazio disco del Mac Mini e usando Cubby per la sincronizzazione peer to peer;
- CrashPlan Plus, grazie all’ottima funzione presente nella versione gratuita, che permette di effettuare il backup su un altro computer con CrashPlan installato. Di fatto quindi il Mac Mini diventa la mia personale Crashplan Central;
- Evernote Premium, sostituito in maniera abbastanza efficace con un’installazione personalizzata di WordPress;
- la VPN, che usavo come collegamento sicuro da mobile e per gestire alcuni siti USA-only.

Abbattendo questi e altri costi, arrivo praticamente a spendere solo pochi euro più di prima, avendo però in cambio un sistema molto più versatile, ed espandibile in futuro con altri servizi che mi venissero in mente.

A tutto ciò ho in seguito deciso di aggiungere la spesa una tantum per l’acquisto di Lion Server (per gestire con facilità soprattutto il mail server per alcuni indirizzi email che finora usavo su MacHighway) e quella di ulteriori 10$/mese per avere un disco esterno FireWire 800 da 1TB, che uso per gli indispensabili backup con Time Machine  e per avere una copia del sistema aggiornata (con Carbon Copy Cloner) utile per ripristinare velocemente il sistema in caso di rottura del disco interno. Quest’ultimo costo è decisamente sovradimensionato, e non è offerta l’opzione di acquisto che sicuramente in questo caso sarebbe più conveniente, ma come sapete risparmiare qualche decina di euro all’anno e non fare i backup è veramente una pessima idea.

In conclusione, se avete esigenze simili alle mie e se soprattutto, come me, avete voglia di sperimentare e imparare qualcosa della gestione di un server macaco senza spese eccessive, MacStadium è un’ottima soluzione. Ringrazio infine l’amico cataldoc che, come sempre, nella sua infinta disponibilità, mi ha aiutato a superare alcuni ostacoli che, date le mie scarse competenze di sistemista, si erano puntualmente presentati durante le mie prove.

Il trasferimento del Macaco avverrà nelle prossime settimane, non appena avrò completato ulteriori test per avere la certezza che tutto funzioni a dovere.


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10 commenti a “Uno stadio per macachi”

  1. dataghoul dice:

    Non hai menzionato un fatto interessante: poiché il server è fisicamente ubicato negli Stati Uniti, si trova al riparo da eventuali tentativi di sequestro orditi da qualche italico magistrato di 93 anni che è convinto che internet sia uno strumento di Satana. ;)

  2. kOoLiNuS dice:

    però ha tutto ‘scansionato’ legalmente dalle forze dell’ordine statunitense :-D

    a parte questa nota, sono curioso di vedere come ‘performa’ il tutto quando sarai pronto. complimenti per il setup e la voglia di fare, comunque!
    :-D

  3. danosavi dice:

    Eheh, e poi possono sempre blacklistare il server come hanno fatto per tpb e gli altri, omg! :-D :-D

    Comunque, battute a parte, anche io sono curioso di vedere come performa. Per ora ho notato che Lion Server è enormemente esoso di RAM, ma i siti che ho già trasferito vanno più o meno come prima. Mi piacerebbe avere un software di test “oggettivo”, ma non ne conosco. Poi sì più che per la necessità, l’ho fatto per il gusto di imparare a gestirlo, d perché anche se ormai i servizi cloud sono molteplici e spesso gratis, il gusto di avere il più possibile le cose “in proprio” mi ha sempre affascinato. :) non per un discorso di privacy, anche perché al di là del fatto che ho criptato una sezione apposita che uso come archivio personale, i dipendenti dell’host se volessero sicuramente potrebbero accedere ai dati, ma più per il piacere di fare le cose da se, quando è possibile e pur restando macaco :-P

  4. kOoLiNuS dice:

    Cosa stai utilizzando per il monitoraggio delle risorse di sistema?

  5. danosavi dice:

    Questo: http://mobilepcmonitor.com/

    Lo uso già da un po’ sul backup-server che ho a casa, funziona abbastanza bene e ti avvisa se la macchina va offline con una notifica push, anche se la versione per windows è molto più completa e permette di impostare innumerevoli allarmi. Poi Lion Server ha suoi strumenti utili come Server Admin e gli allarmi inclusi.

  6. dataghoul dice:

    @koolinus: bisogna scegliere il male minore! :)

  7. kOoLiNuS dice:

    ma per tenere due siti piccoli in hosting quanto vuoi? :-D

  8. danosavi dice:

    Finché sono in fase di test non è possibile anche perché non è tutto a posto, ma sai che in realtà stavamo parlando inter nos di autofinanziare la promozione del sito offrendo qualche servizio ai macachi in cambio di donazioni di modesta entità…ma è un discorso ancora prematuro :)

  9. fokewulf dice:

    Ecco, che si delinea la prima “fattoria” di siti macachi :D

  10. danosavi dice:

    Trattandosi di scimmie, più uno zoo :mrgreen:

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