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Proprio ieri l’amico stradamax chiedeva informazioni su come poter muovere i suoi primi passi su WordPress senza dover acquistare uno spazio hosting con database annesso, così da provare il cammello prima di mostrare i soldi. :D

Ovviamente ci sono degli hosting gratuiti in rete, ma un modo a mio parere comodo ed efficace è quello di sfruttare le potenzialità di webserver già incluse in di OSX, con un piccolo aiutino “macacoso”: MAMP.

Acronimo di Macintosh, Apache, MySQL e PHP (gli ultimi tre componenti fondamentali di ogni buon server web), questo software permette appunto di attivare alcune funzionalità già presenti nel nostro sistema operativo un completo server in locale, in modo semplice e senza smanettamenti, e poter testare tutti gli script che vogliamo, come WordPress appunto. :)

Dopo aver scaricato e installato il software, come di consueto (in questo caso la versione gratuita, non la PRO), lanciatelo e apparirà questa simpatica schermata.

Attendete che i pallini nella sezione “Stato” diventino verdi, e il vostro server sarà automagicamente pronto. Macacoso vero? :P

Contemporaneamente il programma lancerà nel vostro browser predefinito la Home Page, che vi permette di configurare alcune importanti impostazioni, e di verificare il funzionamento del sistema.

È possibile naturalmente modificare questo comportamento nelle preferenze, deselezionando l’opzione “Apri la Home Page all’avvio”. Ora, tecnicamente parlando, il vostro webserver è pronto, non dovrete far altro che copiare i files del vostro sito nella directory visualizzata nella sezione “Apache” delle preferenze, come da figura

quindi digitare nel browser l’indirizzo http://localhost:8888, che permette di accedere al vostro server. Ricordatevi il termine “localhost”, che identifica il computer locale, cioè quello per esempio dove è installato uno script, perché è un nome che ricorre continuamente quando si gestisce software per il web. :)

Sebbene, però, il server sia già attivo e funzionante, per installare uno script come WordPress manca ancora una semplice operazione: la creazione di un database MySQL, cioè per semplificare una “memoria” dove sono salvati tutti i dati che un software web usa, come per esempio gli articoli di un blog, gli utenti che possono accedere, i commenti, etc…

Tornate sulla Home Page di MAMP, cliccando sull’apposito tasto se l’avete chiusa. Da lì, cliccate sul pulsante “phpMyAdmin”, in alto (anche questo un termine standard che ricorrerà sempre, a prescindere dal tipo di software che troverete installato nell’hosting che sceglierete in futuro).

Nella schermata che vi si presenta, inserite un nome a vostro piacimento, per esempio “blog”, nella casella “Crea un nuovo database”, lasciando inalterate le altre impostazioni, e cliccate su “Crea”. Se tutto va bene, il sistema vi risponderà che “Il database è stato creato”. A questo punto, guardate le varie opzioni in alto, e cliccate su “Privilegi”. Nella schermata successiva, cliccate su “Aggiungi nuovo utente”.

Vi apparirà un modulo all’apparenza complicato, ma in realtà banale, una volta capite le semplici istruzioni per compilarlo.

Nella prima sezione, digitate un nome utente a piacere, il famoso “localhost” nel campo host e una password. Potete anche farla generare a phpMyAdmin, in ogni caso l’importante è che sia complessa, poiché il database è il cuore del vostro sito, e accedendo ad esso un malintenzionato può fare tutto quello che desidera (e non sempre è quello che desiderate voi, a meno che non sia un malintenzionato dal cuore buono :P ).

Lasciate la seconda sezione così com’è, controllando solo che il nome del database nella riga “Grant all privileges…”, sia quello che avete appena creato.

La terza sezione, invece, è importante, ma per superarla dovrete semplicemente cliccare su “Seleziona tutti”, in modo che il vostro utente abbia tutti i permessi di agire nel database.

A questo punto cliccate su “Esegui”, in fondo, e il nuovo utente verrà aggiunto. Con questi dati (nome del database, localhost, nome utente e password del database) potrete facilmente soddisfare le richieste di qualsiasi script web da installare, come WordPress.

Copiate quindi lo script desiderato nella cartella di MAMP suddetta (per esempio /Applications/MAMP/htdocs), lanciate localhost:8888 nel browser e seguite i semplici passi per l’installazione.

Complimenti, avete mosso i vostri primi passi nello websmanettamento. :D


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6 commenti a “Webbare il locale prima di soggiornarvi”

  1. Joel dice:

    Oddio meemi e dintorni mi perseguita! mi è arrivato un pingback da questa pagina:

    http://www.liquida.it/notizie/internet/2010/03/03/8381662/server-web-php-blog/

    e la “discussione” indovina chi l’ha iniziata?

    CONVERSAZIONE INIZIATA DA 1 ORA | DAL BLOG: IL MACACO

    il web è proprio piccolo :P

  2. ferocesalatino dice:

    ottimo!! appena avrò un po’ di tempo per smanettare magari…

  3. MacMomo dice:

    @ilmacaco:
    Leggo “questo software permette appunto di attivare alcune funzionalità già presenti nel nostro sistema operativo, in modo semplice e senza smanettamenti”.
    In realtà MAMP non attiva i servizi già presenti nel sistema operativo, ma ha i suoi personali.
    E quando si attiva vengono lanciati i suoi binari, non quelli di sistema.
    Apache infatti usa la porta 8888 e non la classica 80, cosicché se nel sistema sia già attivo Apache, questo non vada ad interferire col suo funzionamento.
    La comodità sta proprio in questo.
    Non si deve configurare niente, perché è già configurato per funzionare, e non c’è il rischio/problema di andare a modificare configurazioni di sistema.

  4. ilmacaco dice:

    @Joel: eheh :)

    @MacMomo: ti ringrazio per la precisazione, ho corretto l’articolo :) Scusate l’imprecisione :)

  5. stradamax dice:

    Arrivo con po’ di ritardo su questa utile e graditissima guida, che altro aggiungere se non un GRAZIE ;)

    Spero di ritagliarmi in questo weekend un’ora per smanettare un po’ :)

  6. Un cervello in casa | Il Macaco dice:

    [...] il sistema funziona grazie al webserver MAMP, così come vi raccontavo tempo fa, e nonostante le scarse risorse del vecchio PowerBook ha una discreta velocità, accontentandosi di [...]

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