Archivio ottobre 2009

buon_halloween

Felice Halloween a tutti i lettori del Macaco, ricordando, in questa giornata di festa “importata”, la comune derivazione di tutte le tradizioni che riguardano queste giornate di fine ottobre. Come cita il titolo, Samhain (la pagina è in inglese perchè, come al solito, è più completa di quella italiana).

E’ ora di iniziare a prepararsi per accogliere il generale Inverno che sta marciando verso di noi…e quale modo migliore, che un bel Mac che, come è noto, funziona anche da simpatica stufetta? 😀

Recentemente discutevo con un’amica dei blocchi operati sul firewall della sua rete aziendale, che le impediscono non solo di usare molti siti noti, ma neanche di collegarsi con Skype.

Ora, è chiaro il motivo per cui i datori di lavoro attuano queste censure: ci sono molti lavoratori che invece di compiere il proprio dovere, cazzeggiano su Internet scaldando il posto in attesa delle 18 (o, i più fortunati, delle 17). Cercherò, però, di ragionare su un piano astratto, e vi spiegherò perchè secondo me questo metodo di trattare i dipendenti è assurdo.

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Messaggio flash: credo proprio che Air Video sia candidato a diventare il prossimo “must have” su iPhone. Perchè? Scopritelo…un po’ di suspence, siamo quasi ad Halloween! 🙂

Ieri sera facendo zapping televisivo (attività che fortunatamente svolgo soltanto di rado ormai), sono disgraziatamente approdato su La7 mentre era in onda l’editoriale del loro TG, che mi obbliga a tornare su un argomento già dibattuto.

L’espressione che più si addice al mio stato d’animo è allibito. Una serie di vecchie banalità e fandonie su Internet e “il villaggio globale”, stupidaggini, se mi perdonate il giudizio così netto, del tipo “ma cosa serve parlare con una persona a 8000 Km di distanza se non conosci il tuo vicino”, et similia.

Un attacco incredibile, soprattutto perchè non arriva dal solito Emilio Fede, ma da una rete che ho sempre considerato l’unica, nel panorama generalista, a difendere ancora un po’ la cultura (dati i pochi, ma lodevoli programmi di divulgazione quali l’ottimo Atlantide).

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Come sapete, io sono il tipico caso di backup-ossessivo-compulsivo. Sono anche uno a cui piace spesso cambiare, come consiglia una famosa pubblicità: settimana scorsa, quindi, mi sono imbarcato in una significativa modifica del mio schema di backup. Volendo migliorare l’automatizzazione anche per quanto riguarda il portatile della mia ragazza, ho deciso di spostare i backup principali da hard disk locali a un bel disco connesso in rete via Airport.

Naturalmente, la prima scelta è caduta su testare Time Machine semplicemente spostandolo da una connessione locale alla base Airport Extreme…e qui è iniziato il tunnel vizioso. Ho scoperto infatti (l’acqua calda) che, sicuramente per ragioni tecniche validissime, TM effettua il backup in modo differente se il disco è in locale o in rete. Infatti, nel secondo caso, crea uno “smart bundle” (una specie di immagine disco) nel quale inserisce tutti i files del backup.

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Qualche sera fa sono stato a un concerto di live electronics, una specie di commistione artistica tra strumenti classici (voce, violino, trombone, etc…) ed elaborazioni audio elettroniche, che creavano panorami spesso cupi ma molto interessanti dal punto di vista dell’esperienza sonora.

Girandomi verso la postazione degli artisti elettronici, ho avuto l’ovvio, ma sempre confortante, piacere di vedere ben cinque macbook pro affiancare il mixer del regista, con la loro mela luminosa in bella vista.

Insomma uno dei pochi casi nei quali possiamo avere il 100% dell’utenza in sala, lasciatemi sognare 😀

In questi giorni le notizie nel mondo dell’elettronica si rincorrono e ci stupiscono, non starò a raccontare l’ultimo modello del Magic Mouse peraltro fantastico da utilizzare, ma cercherò di descrivere il fenomeno che i media italiani per lo più etichettano come la sfida tra Apple e Microsoft. Più nel dettaglio sto parlando della voglia e della curiosità di tantissime persone di trovare una soluzione ai propri problemi digitali o semplicemente di avere un’idea più chiara sulle possibilità che si hanno nell’utilizzo di un computer e di quale scegliere tra le varie piattaforme. Il fatto che mamma Apple faccia uscire delle nuove macchine il giorno prima che BigM presenti Windows Seven (mi raccomando va detto così altrimenti si offendono e ci comprano) è abbastanza significativo e gli addetti marketing di Apple sanno che catalizzeranno le attenzioni sull’evento e magari sfrutteranno il gran parlare che si genererà sulla presunta sfida che per alcuni esiste tra Apple e Microsoft. (altro…)

Qualche tempo fa vi avevo raccontato delle mie avventure di installazione di una stampante WiFi Epson, che richiedeva la noiosa installazione di una miriade di software per funzionare, in Leopard, anche solo per essere rilevata.

Stamattina ho avuto la necessità di stampare su quella stampante da un macbook sul quale non era ancora stata configurata, per mia dimenticanza. Seleziono stampa, e subito penso “oh no, ora non la vedrà neanche perchè non ho installato i drivers”.

Per curiosità clicco comunque sull’elenco stampanti. Vedo che nella lista c’è una strana “EPSONXXXX”, dove le x stanno a sostituire un codice numerico che ora non ricordo. La seleziono, sicuro che mi avrebbe chiesto i drivers, invece no, esce un popup con la scritta “Rilevo impostazioni stampante…”. Dopo qualche secondo la scritta cambia in “Configuro stampante…”.

Nel giro di 10 secondi la BX600FW era funzionante e stava eseguendo il suo compito. Certo, non avevo tutta la dotazione di software Epson, ma in fondo a me interessava solo stampare un testo.

Mi sono sentito di nuovo a casa, come al solito, quando collegando una stampante USB il Mac la rilevava automaticamente senza dire nulla. 🙂

Questo è il motivo numero 1.234.958 per passare a Snow Leopard. 😀

Oggi Apple ha presentato, tra le tante gustosissime novità, anche il Magic Mouse.

Ora, un problema si pone al macaco desideroso di provare le nuove tecnologie: Magic Mouse o Bamboo Pen&Touch?

magic-mouse-vs-bamboo

Fate il vostro gioco.

(nota: il sondaggio è virtuale, perchè non ho soldi per comprare nessuno dei due prodotti. Vorrei però sapere cosa acquistare stanotte quando sognerò di andare all’Apple Store di New York per regalarmi quello che mi pare e piace 😛 ).

No, non voglio parlarvi di qualche astronauta macaco che si è portato il melafonino nello spazio. Da seguace di NASA TV, apprezzo di aver scoperto su AppStore ben due applicazioni (dopo aver abbandonato TVU player) per vedere la popolare televisione dell’ente spaziale americano, che trasmette un sacco di cose interessanti per chi vorrebbe fuggire nello spazio come il sottoscritto.

Si tratta di Nasa News (€ 0,79) e SpaceGeek (€ 1,59).

A voi la scelta. 🙂

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