IL MACACO: SOLO PER VERI MACACHI!
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Archivio categoria ‘laRete’

Ho letto spesso in giro per la Rete discussioni sulla qualità dei prodotti basate soltanto sul numero di utenti che li usano. Questo è sempre stato un ottimo non-argomento nella guerra mac vs pc, e lo è di nuovo, ancora più apparentemente a ragione, nella storia dei servizi web2.0.

L’obiezione che sento più fare, sostenendo un amico che, come ho già avuto il piacere di scrivere diverse volte, sta conducendo per mano a grandi passi la sua web-creatura, è “se non ha un milione di utenti, un social non serve, perché non ci sono i miei amici”.

(continua…)

Ieri ho ricevuto la risposta del servizio clienti di SpiderOak relativa a un piccolo problema tecnico: da un paio di giorni infatti non riuscivo a connettermi ai loro server, né dai Mac né dal netbook linux. La signorina del supporto clienti, molto gentile (nonostante le mie accuse infondate di lentezza dovute al cavolo di filtro spam di Google che si era mangiato la prima risposta – ormai lo fa sempre più spesso…!) mi suggeriva alcuni test da effettuare per verificare il problema mentre loro controllavano i propri server.

Visto che ero stanco, non avevo voglia, sono macaco, etc…, mi son detto “ok, rimando a domani mattina le prove, tanto non è drammatico”.

Stamattina, apro il client per le verifiche, e noto che tutto ha ripreso a funzionare perfettamente. Da solo.

Olè!

Non so se fosse un problema dei server, o magari di Tiscali (possibilissimo). In ogni caso, è proprio vero che il tempo cura tutte le ferite. :D

Per chi non seguisse le mirabolanti avventure di Meemi, eccovi due interessanti segnalazioni arrivatemi questa settimana.

L’amico vincenzodb mi ha fatto notare questa caratteristica presente nella versione server di OSX: Wiki. Mi sembra un’ottima risposta alla mia ricerca (al momento del tutto teorica) di un sistema di collaborazione e condivisione di gruppo online, integrata con Mac e iPhone. Appena avrò una macchina sulla quale provare OSX Server, la testerò sicuramente.

Se avessi uno studio, probabilmente farei un pensierino all’acquisto di un bel Mac Mini server… :)

L’amico novalis invece, come sempre ottimo pusher musicale, ci segnala il nuovo aggregatore di radio online RadioTuna, che mi sembra abbia un’ampia varietà di fonti, una buona qualità di riproduzione, e sia anche graficamente carino.

Buon fine settimana! :)

Sul Macaco, lo sapete, non parliamo solo di Mac. Oggi, come è noto, è S.Ambrogio, festa patronale di Milano. Come da tradizione, questa è la data scelta per la famosa “prima della Scala”, che inaugura il cartellone del teatro meneghino. Occasione,  purtroppo, utile più a politici e donne di varia natura e svariate forme per mostrarsi che a celebrare la grande musica.

Qualche giorno fa, durante un bellissimo speciale di Fabio Fazio, ho però sentito discorsi molto interessanti riguardanti la volontà di sdoganare questo evento anche al pubblico “popolare” e giovane, mediante alcune iniziative anche legate alle moderne tecnologie.

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Ieri sera sono stato a un piccolo concerto gratuito in una chiesa di Milano. A un certo punto, leggendo l’elenco dei compositori in programma, noto vicino alla data di morte di Marco Enrico Bossi la dicitura “oceano Atlantico”. Incuriosito, estraggo in un momento di pausa l’iPhone e scopro su Wikipedia che l’organista italiano morì di ictus durante una traversata in nave verso gli Stati Uniti. Già che ci sono, soddisfo la mia curiosità anche sul funzionamento dello strumento che l’abile musicista Alessio Corti sta suonando.

Non c’entra direttamente Apple, naturalmente, ma a me la possibilità di accedere a qualunque informazione esattamente nel momento in cui ci serve mette sempre i brividi.

Di gioia. :-D

Ieri sera facendo zapping televisivo (attività che fortunatamente svolgo soltanto di rado ormai), sono disgraziatamente approdato su La7 mentre era in onda l’editoriale del loro TG, che mi obbliga a tornare su un argomento già dibattuto.

L’espressione che più si addice al mio stato d’animo è allibito. Una serie di vecchie banalità e fandonie su Internet e “il villaggio globale”, stupidaggini, se mi perdonate il giudizio così netto, del tipo “ma cosa serve parlare con una persona a 8000 Km di distanza se non conosci il tuo vicino”, et similia.

Un attacco incredibile, soprattutto perchè non arriva dal solito Emilio Fede, ma da una rete che ho sempre considerato l’unica, nel panorama generalista, a difendere ancora un po’ la cultura (dati i pochi, ma lodevoli programmi di divulgazione quali l’ottimo Atlantide).

(continua…)

L’aaaaltro giorno (cit.), non su Goooogle ma su Rai3, ascoltavo nell’interessante programma “Tv Talk” un’analisi di una tizia della quale non ho percepito il nome, che si lanciava in lodi di format come quelli di FlopTV, che propongono “finalmente contenuti di qualità, invece che le cose su Youtube prodotte dagli utenti”.

Naturalmente il fatto che i produttori sbarchino sulla Rete (abbandonando amenità come il satellite o il digitale terrestre, si spera presto…) non può che essere un bene, e questa è la giusta premessa.

Pensano davvero, però, quegli illustri analisti, che la vera innovazione sia trasmettere via Internet contenuti prodotti dagli stessi personaggi che fanno la tv (o il cinema), nello stesso modo, con gli stessi linguaggi, con le uniche licenze di alimentare la scurrilità o inserire maggiori scene di sesso?

Io penso che Internet cambierà, stia già cambiando, il modo di fruire del tempo libero. I contenuti, naturalmente, rimarranno, ma saranno solo una parte, una piccola parte. La vera innovazione, come direbbe Martin Mystere, è altrove.

Quando si fa un video, di qualunque genere, come l’amico cialz potrà confermare, una delle parti più importanti del flusso di lavoro è la sonorizzazione. Anche se è spesso considerato con superficialità, l’audio può decretare il successo, o l’insuccesso, di un’opera.

Se si lavora con un budget, tutti i professionisti conoscono molte banche dati di suoni e musiche da cui attingere, a pagamento. Se si ha un grande budget, si può anche produrre in proprio tutto ciò che serve.

Se però, come spesso capita, stiamo producendo un video per noi, o senza poter spendere troppi soldi, c’è una miniera in Rete che ci può venire in aiuto: FreeSound. L’ho scoperta molto tempo fa, ma in questi giorni mi sono trovato a utilizzarla di nuovo, e la voglio condividere con voi. :)

Insieme all’altrettanto ottimo archive.org, vi permetterà di trovare quello che vi serve per i vostri video, senza violare nessun copyright :)

Gironzolando per la Rete cercando immagini per un sito mi sono imbattuto in Vecteezy.

Tante belle immagini vettoriali, gratuite.

Da visitare :)

VectorApple

Proprio in questi giorni discutevo con l’amico Enrico, che ieri ho avuto il piacere finalmente di conoscere anche nella first life, delle caratteristiche che dovrebbe avere un social network e che FaceBook non ha.

La discussione è caduta su questo aspetto: FaceBook nasce per ritrovare gli amici, cioè persone che già conosci. Questa funzione, sicuramente, è svolta benissimo.

Io, però, come lui e molti altri, penso che Internet non debba (solo) aiutarti a mantenere le amicizie già esistenti (che, peraltro, a parte casi di lontananza forzata, si mantengono meglio dal vivo che mandandosi stupidi giochini), ma a conoscere gente nuova. Il potere della Rete è proprio quello di permetterti di parlare con persone che, nella cosiddetta vita reale, non avresti mai potuto neanche sognare di incontrare. Io forse sono un caso di estrema socialità online, ma in ogni caso è lampante come sia stupendamente fantasticoso poter parlare con gente in tutta Italia, in tutto il mondo, presto speriamo in tutto l’Universo, scambiare le proprie opinioni anche con persone culturalmente lontane da noi, esperienza che aiuta a crescere e ad uscire dal gretto provincialismo che purtroppo infesta le menti di molti.

Questa è la novità della Rete. Un vero social dovrebbe, a mio parere, favorire la conoscenza e i rapporti tra persone che non si conoscono, non al contrario chiudersi a persone che si frequentano già. Altrimenti è il solito vecchio errore: usare Internet come uno specchio della first life, e non come una rivoluzione che ti stravolge ogni prospettiva. :)

Voi cosa ne pensate?

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