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Proprio navigando su queste pagine con il mio fido Internet Explorer 4.5 ho scoperto un mega fail che farebbe impallidire i ragazzi di FAIL Blog.
Proprio navigando su queste pagine con il mio fido Internet Explorer 4.5 ho scoperto un mega fail che farebbe impallidire i ragazzi di FAIL Blog.
Titolo banale per festeggiare questa gradita ricorrenza: esattamente un anno fa iniziavo l’avventura, solo soletto, di questo nuovo blog macaco, che ha visto poi il veloce aggregarsi di tante persone stupende come tutti gli autori che hanno transitato, o si sono fermati, su queste pagine.
Non amo molto le feste, perciò dico solo che ringrazio prima di tutto loro, i miei amici bloggers, e anche i nostri venti affezionati lettori che ogni giorno tengono vive le classifiche di Google Analytics.
In queste agognate feste, innevate per alcuni, calde per altri, anche tutti i macachi vi vogliono augurare momenti di felicità a conclusione di un anno non per tutti così solare.
A tutti, macachi, pinguini e anche windowsauri, che l’anno nuovo vi porti soprattutto felicità e serenità, oltre a un ingrediente che ritengo sempre molto importante, anche un po’ di semplicità.
E ricordatevi, se riceverete un Mac in regalo, di non abbandonarlo subito dopo le feste. Un Mac è per sempre.

(e ringraziate che vi ho risparmiato i vari plugin natalizi di WordPress
)
Come sempre l’occasione di un nuovo amico che decide di condividere con noi la sua esperienza è motivo di festa per i macachi.
Diamo quindi il benvenuto a
che oltre ad essere un macaco è anche un onesto apple-lavoratore in un Apple Premium Reseller (mannaggia a lui!
), e quindi potrà parlarci anche di questo lato del mondo della Mela
A domani per il suo primo articolo!

Come potete intuire dalla foto, anche i macachi si prendono una piccola pausa di relax, per un paio di settimane. Torneremo a fine Agosto, pronti per farvi compagnia come sempre, farvi pensare, riflettere e spero anche divertire, sempre e comunque copia&incolla free!
Nel frattempo, se siete macachi e vi piacerebbe condividere la vostra esperienza con noi e i lettori, perchè non collaborare con il Macaco?
A presto!
Tempo fa ho ricevuto una mail da parte di un lettore di passaggio, che lamentava la discriminazione degli utenti IE ai quali viene impedito di accedere al Macaco. Siccome per scrivermi ha pensato bene di usare un indirizzo email inesistente, colgo l’occasione per rispondere pubblicamente a questo tipo di commenti
Prima di tutto: molti amici webdesigner suggerivano che avessi bloccato l’accesso a IE per motivi tecnici. No, niente di tutto questo. Il sito funziona benissimo, naturalmente, anche su IE, così come dovrebbe essere per tutti i siti fatti da seri professionisti (tra i quali non mi annovero, visto che non è il mio lavoro): funzionare perfettamente, o quasi, su tutti i browser.
Perchè, quindi, bloccare l’accesso a IE? Per pura, semplice, irriverente, goliardica, provocazione.
Finchè esisteranno webdesigner furbetti che si comportano così, o così, etc…, la provocazione continuerà. Con buona pace degli utenti di IE, che in ogni caso non sono un sottoinsieme dei macachi
Annunciazione, annunciazione: vorrei far notare al gentile internauta che è arrivato al nostro blog cercando “Dove comprare un macaco”, che un macaco non si può comprare.
Al massimo, lo si può adottare a distanza (io sono sempre disponibile eh!
), oppure lo si può allevare, anche a partire da altre specie:
- prendere un windowsauro
- chiuderlo una settimana in una stanza chiusa con una ricca dotazione di Mac
- riportarlo improvvisamente alla sua triste realtà.
Oppure, chiedere direttamente a Tom Rayner
Come avrete sicuramente notato, da poco sono scomparsi gli annunci AdSense che farcivano gli articoli sul Macaco. Ho voluto eliminarli per un motivo molto semplice: davano fastidio, inutilmente.
Non sono contrario di principio alla pubblicità su Internet, dopotutto anche se ormai avere un blog è molto comune, un servizio come il Macaco costa in termini tecnici e di tempo. Non siamo ancora abbastanza grandi, però, perchè la pubblicità offra un sufficiente ritorno economico, e lasciarla lì a dar fastidio ai miei lettori senza motivo mi sembrava stupido.
Tornerà, eventualmente, a tempo debito. Nel frattempo, una piccola novità, l’ho sostituita con un pulsante di PayPal per le donazioni spontanee; l’idea è, non mi vergogno a dirlo, sfacciatamente rubata al mitico Paolo Attivissimo, con il suo pizzaware. Essendo macachi, ho pensato bene di creare un bel bananaware: con una piccola donazione, potete donare un casco di banane ai macachi che vi intrattengono su questo blog

Come diceva il grande Corrado, non finisce qui: prossimamente, un’altra piccola gustosa novità che spero vi farà piacere!
Leggo proprio oggi sul mio blog preferito, che
il fine degli oggetti di cui noi ci circondiamo, e in ultima istanza della vita stessa, è la ricerca della felicità.
Pubblico la mia critica come articolo e non nei commenti per dimostrare che “Il Macaco” è un luogo democratico. Mi permetto quindi di dissentire (senza paura di essere licenziato) dalla frase sopra riportata e, a tal proposito, cito le parole di un contemporaneo filosofo inglese, Anthony Clifford Grayling:
Il ragionamento che nega la natura oppressiva del consumismo – sostenendo che i consumatori in realtà sono felici, che il consumo è fonte di soddisfazione e dà significato alla vita – è robusto.
D’altra parte è difficile resistere all’idea che, se la felicità fosse davvero tutto ciò che conta, potremmo raggiungerla, nella stessa intensità ma in modo rapido ed economico, introducendo negli acquedotti una droga adatta allo scopo. Senza contare che quel ragionamento ignora un’intuizione così familiare da essere stata per molto tempo la quintessenza del cliché, e cioè che tutte le cose che vale davvero la pena avere nella vita, come la generosità, la saggezza e gli affetti umani, non sono in vendita nei centri commerciali.
Invariato il resto dell’articolo del nostro amico ilmacaco (nonché capo del sottoscritto), sono dell’idea che avere un Mac aiuta a raggiungere i miei scopi nella vita più che avere un PC con installato Windows. Il perché è presto detto: è più semplice da usare e richiede meno manutenzione degli altri sistemi. Quindi con un Mac posso concentrarmi più sul contenuto che sul contenitore del mio lavoro.
Alla fine la felicità non centra niente. Motivazioni opinabili, lo so, ma sono le mie.
Viva la democrazia.