IL MACACO: SOLO PER VERI MACACHI!
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Quando Apple crea un computer gli dà qualcosa in più rispetto agli altri: un nome. E credetemi fa una bella differenza possedere un MacBook Pro rispetto a dm3-1100.

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Newton OS 2.1 emulato con Einstein.

NOTA: Questo è un articolo pilota. Se ne volete sapere di più sul NewtonOS cercate in google o su Wikipedia dove c’è un’ampia letteratura in merito così come avviene per tutti i sistemi operativi Apple e non solo. Ho quindi deciso di lasciare ad altri il compito di descrivere con le parole queste opere dell’ingegno umano. Se la cosa piacerà continuerò con altri OS.


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Apple negli ultimi anni è costantemente cresciuta, proprio in termini di valori di mercato, proponendo nuovi e sempre più diversificati servizi. Trasformandosi da ditta di computer in qualcosa di più.

I risultati fiscali, resi noti di trimestre in trimestre e come consuetudine annunciati in streaming audio, continuano a battere record su record confermando la salute economica dell’azienda.

Robert Kennedy, in un suo famoso discorso del 1968, ci avvertiva così:

Il Pil mette nel conto anche serrature per le nostre porte e prigioni. Cresce con la produzione di napalm e testate nucleari… con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte. Non tiene conto della salute delle famiglie… Non comprende la bellezza della poesia… Non tiene conto della giustizia nei tribunali… non misura arguzia e coraggio… Misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Fatte le dovute differenze e le opportune analogie possiamo dire che i risultati fiscali possono dirci tutto di Apple ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Macachi.

Per questo motivo i risultati fiscali non mi fanno gioire ne disperare. Certo, sapere che l’azienda che produce l’hardware ed il software di cui mi servo per lavorare e gestire la mia digital-life è in ordine mi fa piacere, come pure sapere che tiene in saccoccia i milioni da investire in sviluppo e ricerca; ma poi mi ricordo che non sono azionista. Sono un semplice utente e per me la cosa più importante è che le cose che acquisto funzionino a dovere e questo non dipende dal bilancio perché in Apple funzionavano anche quando il bilancio faceva acqua da tutte le parti.

“Domenica andiamo all’IKEA?”

Il panico in stile Migone attanaglierebbe qualsiasi macaco.

Oltre a quello che il comico (mai come in questo caso “messia”) profetizza so già che all’interno del megastore del design a basso costo troverò una schiera di Dell buttati qua e là nei vari allestimenti solo per dare un tono all’arredo, mischiati con qualche sporadico Vaio… no, IKEA non fa per me.

Eppure qualcosa da Macaco ci deve pur essere, perché spesso sento una pallida attrazione anche per il logo giallo/blu. Sarà per i prezzi a volte effettivamente convenienti? Sarà colpa della parola “design”? Sarà per le polpette? Sarà perché fuori fa caldo e il locale è climatizzato? In ogni caso tutti questi considerevoli vantaggi non valgono la candela e, anche se ho bisogno di acquistare una cucina per arredare un piccolo appartamento, sfrutto la tecnologia e la testa, prima di mettermi nel traffico e recarmi in pellegrinaggio al tempio del design per tutti.

Il sito, mi era capitato più volte di visitarlo, è ben realizzato. Ecco forse cos’è… IKEA e Apple alla fine sono due enormi società accomunate dalla cura per i dettagli. In particolare, credo, l’attenzione per la comunicazione al cliente. Basta dare un’occhiata ai rispettivi siti Internet.

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Come sapete, il vostro macaco preferito è ormai da molti anni dipendente da Apple. Non potrei più fare a meno dei suoi prodotti, e se improvvisamente sparissero, sostituiti da tristi…quellealtrecosecheusanoinonilluminati, morirei dentro.

Quello che non sapete, a parte qualche amico vicino, e tutti quelli che mi seguono su Meemimarketta :P ), è che il vostro macaco preferito è stato a un passo da diventare anche dipendente di Apple. Mesi fa avevo inviato, per semplice gioco, la mia candidatura per la posizione di “Creative” nell’Apple Store che aprirà tra qualche mese a Milano (e non dirò di più sui divertenti rumors apparsi in questi ultimi tempi e pubblicati dai soliti noti ;) ). Inaspettatamente qualche settimana fa mi hanno contattato, e ho superato ben due colloqui, conoscendo i simpatici manager di Apple Store Roma e di quello della città meneghina, appunto.

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ossia: perchè il computer dev’essere semplice.

Da sempre, la tecnologia nasce con la funzione di assolvere a tre funzioni principali: permettere all’uomo di fare cose prima inimmaginabili, liberarlo dal peso di lavori o sforzi gravosi, e infine aiutarlo nelle faccende quotidiane.

Se i primi due compiti sono ormai svolti molto bene, per esempio possiamo viaggiare a migliaia chilometri di distanza in poche ore, parlare e vedere persone distanti quasi come se fossero vicine a noi, e i robot ci permettono di sostituire, in molti casi, il lavoro muscolare, il terzo è ancora un germoglio, una speranza ideale, che in numerose situazioni rimane tale senza concretizzarsi.

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A pochi giorni dalla sua apertura, evidentemente Il Macaco deve aver dato fastidio a qualcuno. Quando stamattina mi è arrivata questa lettera non ci volevo credere, seguo Apple da molti anni e non pensavo potesse fare una cosa del genere.

Purtroppo, con un tono assurdo e da “Impero del Male”, Apple mi ha inviato una lettera di cease and desist per l’uso, a loro dire scorretto, della parola Mac in questo blog. Forse è segno di un inasprimento di Apple nei confronti dei blogger? Arriveranno anche ad altri?

E’ incredibile come Apple tratti i suoi utenti più fedeli, con una mossa peggiore di quella dell’odioso Armani. Anche se continuo ad amare i prodotti Apple, dopo una cosa del genere, penso proprio che non foraggerò più un’azienda che si comporta in questo modo.

Scusate la confusione, non abituale, ma sono disgustato.

Tanto per far capire il livello di assurdità a cui siamo arrivati, ecco la lettera di Apple.

 

apple_letter

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!: Con straordinaria rapidità, Apple ha risposto alle mie lamentele avvalorando un’ipotesi scritta da alcuni nei commenti. Ecco la nuova lettera.

apple_letter_fish

La cosa incredibile è che questa lettera conferma uno dei rumor più vecchi, e cioè che Apple stia effettivamente usando il sistema Google TiSP. La cosa ancora più incredibile, è che sembra che anche io lo abbia nella mia stanza dei bottoni, e non lo sapevo!

Amen. ;)

Dopo la sparata di Ballmer sul valore del logo Apple, ci sono reazioni variegate nella sfera dati. Chi dice che ha ragione, chi che ha torto…tutte opinioni legittime, intendiamoci, così come è legittimo criticare e anche satireggiare, quando non si è d’accordo (questo dovrebbe farselo entrare in testa qualcuno che non c’entra nulla con i computer).

C’è però una categoria che, per dispiacere dei veri macachi, proprio non mi va giù (non me ne vogliano…): i mac user che, quasi a far atto di penitenza, ammettono “eh però è vero, i Mac costano di più solo per la mela”.

Opinione legittima, nonostante io non la condivida assolutamente, se a proferirla è un utente windows, o linux. Se, però, lo dice chi effettivamente ha scelto un Mac, allora:

- o effettivamente usare un Mac ti da qualcosa di più, in termini razionali, emotivi, o anche solo “perchè le ragazze fighe cadono ai miei piedi”, quindi non è vero che è solo “la marca” che genera il sovrapprezzo: ci si chiede, dunque, perchè sentenzi in modo non coerente con la tua esperienza di realtà?

- oppure un Mac è effettivamente uguale a un pc che costa meno, e se lo pensi veramente allora ci si chiede: perchè hai preso un Mac?

Delle due, l’una. Boom.

macbook17 Si stanno moltiplicando le lamentele degli utenti del nuovo MacBook Pro 17” unibody per un riscaldamento eccessivo che porta il sottosistema video a creare artefatti come da immagine.

Se il problema fosse l’impossibilità della ventola di salire oltre un determinato numero di giri (2000 ? )  basterebbe un aggiornamento del firmware da impacchettare nel futuro update, ma, se fosse cosi semplice, non lo avrebbero già potuto fare?

Non scrivo di questa fattispecie, perché Apple è sempre comunque stata attenta agli aggiornamenti, ma piuttosto della situazione generale.

La sensazione che Zio Steve e soci , siano da un po’ di tempo attanagliati dal presentare sempre qualcosa di nuovo per stare dietro alle quotazioni delle azioni Apple.

Le relazioni dei quarter americane sono da sempre croce e delizia del management a stelle e striscie, e per Apple i Keynote sono ulteriori step intermedi con i quali “tastano” il terreno del mercato e dei fan della mela.

Sono curioso di vedere l’andamento nei prossimi 2/3 quarter, per vedere come si evolverà la situazione e quali saranno le armi  in serbo per contrastare il periodo nero che si prospetta per l’America ed il mercato IT.

image courtesy Wikipedia     

image courtesy Wikipedia

Con l’uscita degli ultimi modelli a ottobre scorso dei portatili Apple, è sparita la firewire sui modelli più economici.

Non c’è stata una spiegazione da parte di Apple a questo riguardo e sinceramente mi chiedo il perché di questa scelta (se non il risparmio di qualche dollaruccio).

Per anni la firewire è stata uno dei cavalli di battaglia di Apple, ed ora la abbandonano cosi…. senza ringraziarla? :-)

Con Final Cut Express, anche il più piccolino dei fratellini MacBook può dire la sua in termini di montaggio video, ovviamente non in Modalità DV non Compressa , ma come satellite di una stazione di montaggio basata su Mac Pro sarebbe andata benissimo!

Per chi invece ce l’ha (la firewire) e non è mai contento perché ne ha una sola, come gli amici possessori dei MacBook Pro, segnalo che la Lindy produce una scheda espress card con due firewire aggiuntive

Prendiamo un altro esempio: sempre con l’ultima unveil di Mac Book, ha fatto la sua comparsa la nuova uscita video progettata dai santi di Cupertino, e per non fare scontenti i propri adepti, hanno creato l’adattatore Mini DisplayPort / DVI / VGA.

Beh Zio Stefano avrà avuto i suoi buoni motivi per toglierla, ma la firewire era tanto comoda…. se volete ancora una firewire, potete prendere il MacBook in Policarbonato ancora disponibile nello store, per 949 Eurotti avrete al vostra FW400 lì, pronta ad essere collegata alla vostra videocamera preferita.

però…..

potrete fare a meno della trackpad multitouch in vetro ? ahhhh che spettacolo!

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