Dopo l’annuncio Microsoft del nuovo Surface (che per ora rimane, appunto, solo un annuncio), bloggers importanti e minori si sono subito mossi a valutarne le caratteristiche, tessendone le lodi o, al contrario, criticandone gli aspetti negativi.

Personalmente attenderei che venga messo in vendita prima di giudicarlo, visto che a parte l’estetica e alcune funzionalità, si è visto pochissimo. Per esempio, l’idea della tastiera sottile mi piace molto, sebbene sia utile in situazioni molto rare, ma è quello che mi servirebbe aver dietro sempre per esempio quando prendo appunti in riunione e sembra una soluzione decisamente più “Apple style” di molti accrocchi orrendi di terze parti venduti per iPad.

Fatta questa premessa, c’è un aspetto che però mi sembra importante evidenziare, ed è quello dell’impatto della discesa in campo di Microsoft sul mercato. La vecchia nemica, storicamente, dà il meglio di sé quando pensa a soluzioni innovative senza copiare gli altri (cioè Apple), e nel caso di Windows Phone / 8 e dei nuovi tablet sembra che finalmente si sia messa di nuovo a farlo, a prescindere dalle valutazioni specifiche di merito. Trovo due ragioni per cui un macaco dovrebbe essere contento della scelta di Microsoft: (altro…)

Le serie TV e i film sono la mia passione, non per vantarmi ma negli ultimi due anni ho visto più di 200 film (okey lo ammetto, mi voglio vantare).

Vedere che Mamma Apple si sforza, e ci riesce molto bene, ad essere presente se non in tutte ma in stragrande maggioranza dei miei serial preferiti, mi riempie il cuore di gioia. Ecco dei piccoli esempi:
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Quando Apple crea un computer gli dà qualcosa in più rispetto agli altri: un nome. E credetemi fa una bella differenza possedere un MacBook Pro rispetto a dm3-1100.

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Newton OS 2.1 emulato con Einstein.

NOTA: Questo è un articolo pilota. Se ne volete sapere di più sul NewtonOS cercate in google o su Wikipedia dove c’è un’ampia letteratura in merito così come avviene per tutti i sistemi operativi Apple e non solo. Ho quindi deciso di lasciare ad altri il compito di descrivere con le parole queste opere dell’ingegno umano. Se la cosa piacerà continuerò con altri OS.


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Apple negli ultimi anni è costantemente cresciuta, proprio in termini di valori di mercato, proponendo nuovi e sempre più diversificati servizi. Trasformandosi da ditta di computer in qualcosa di più.

I risultati fiscali, resi noti di trimestre in trimestre e come consuetudine annunciati in streaming audio, continuano a battere record su record confermando la salute economica dell’azienda.

Robert Kennedy, in un suo famoso discorso del 1968, ci avvertiva così:

Il Pil mette nel conto anche serrature per le nostre porte e prigioni. Cresce con la produzione di napalm e testate nucleari… con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte. Non tiene conto della salute delle famiglie… Non comprende la bellezza della poesia… Non tiene conto della giustizia nei tribunali… non misura arguzia e coraggio… Misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Fatte le dovute differenze e le opportune analogie possiamo dire che i risultati fiscali possono dirci tutto di Apple ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Macachi.

Per questo motivo i risultati fiscali non mi fanno gioire ne disperare. Certo, sapere che l’azienda che produce l’hardware ed il software di cui mi servo per lavorare e gestire la mia digital-life è in ordine mi fa piacere, come pure sapere che tiene in saccoccia i milioni da investire in sviluppo e ricerca; ma poi mi ricordo che non sono azionista. Sono un semplice utente e per me la cosa più importante è che le cose che acquisto funzionino a dovere e questo non dipende dal bilancio perché in Apple funzionavano anche quando il bilancio faceva acqua da tutte le parti.

“Domenica andiamo all’IKEA?”

Il panico in stile Migone attanaglierebbe qualsiasi macaco.

Oltre a quello che il comico (mai come in questo caso “messia”) profetizza so già che all’interno del megastore del design a basso costo troverò una schiera di Dell buttati qua e là nei vari allestimenti solo per dare un tono all’arredo, mischiati con qualche sporadico Vaio… no, IKEA non fa per me.

Eppure qualcosa da Macaco ci deve pur essere, perché spesso sento una pallida attrazione anche per il logo giallo/blu. Sarà per i prezzi a volte effettivamente convenienti? Sarà colpa della parola “design”? Sarà per le polpette? Sarà perché fuori fa caldo e il locale è climatizzato? In ogni caso tutti questi considerevoli vantaggi non valgono la candela e, anche se ho bisogno di acquistare una cucina per arredare un piccolo appartamento, sfrutto la tecnologia e la testa, prima di mettermi nel traffico e recarmi in pellegrinaggio al tempio del design per tutti.

Il sito, mi era capitato più volte di visitarlo, è ben realizzato. Ecco forse cos’è… IKEA e Apple alla fine sono due enormi società accomunate dalla cura per i dettagli. In particolare, credo, l’attenzione per la comunicazione al cliente. Basta dare un’occhiata ai rispettivi siti Internet.

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Come sapete, il vostro macaco preferito è ormai da molti anni dipendente da Apple. Non potrei più fare a meno dei suoi prodotti, e se improvvisamente sparissero, sostituiti da tristi…quellealtrecosecheusanoinonilluminati, morirei dentro.

Quello che non sapete, a parte qualche amico vicino, e tutti quelli che mi seguono su Meemimarketta 😛), è che il vostro macaco preferito è stato a un passo da diventare anche dipendente di Apple. Mesi fa avevo inviato, per semplice gioco, la mia candidatura per la posizione di “Creative” nell’Apple Store che aprirà tra qualche mese a Milano (e non dirò di più sui divertenti rumors apparsi in questi ultimi tempi e pubblicati dai soliti noti 😉 ). Inaspettatamente qualche settimana fa mi hanno contattato, e ho superato ben due colloqui, conoscendo i simpatici manager di Apple Store Roma e di quello della città meneghina, appunto.

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ossia: perchè il computer dev’essere semplice.

Da sempre, la tecnologia nasce con la funzione di assolvere a tre funzioni principali: permettere all’uomo di fare cose prima inimmaginabili, liberarlo dal peso di lavori o sforzi gravosi, e infine aiutarlo nelle faccende quotidiane.

Se i primi due compiti sono ormai svolti molto bene, per esempio possiamo viaggiare a migliaia chilometri di distanza in poche ore, parlare e vedere persone distanti quasi come se fossero vicine a noi, e i robot ci permettono di sostituire, in molti casi, il lavoro muscolare, il terzo è ancora un germoglio, una speranza ideale, che in numerose situazioni rimane tale senza concretizzarsi.

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A pochi giorni dalla sua apertura, evidentemente Il Macaco deve aver dato fastidio a qualcuno. Quando stamattina mi è arrivata questa lettera non ci volevo credere, seguo Apple da molti anni e non pensavo potesse fare una cosa del genere.

Purtroppo, con un tono assurdo e da “Impero del Male”, Apple mi ha inviato una lettera di cease and desist per l’uso, a loro dire scorretto, della parola Mac in questo blog. Forse è segno di un inasprimento di Apple nei confronti dei blogger? Arriveranno anche ad altri?

E’ incredibile come Apple tratti i suoi utenti più fedeli, con una mossa peggiore di quella dell’odioso Armani. Anche se continuo ad amare i prodotti Apple, dopo una cosa del genere, penso proprio che non foraggerò più un’azienda che si comporta in questo modo.

Scusate la confusione, non abituale, ma sono disgustato.

Tanto per far capire il livello di assurdità a cui siamo arrivati, ecco la lettera di Apple.

 

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AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!: Con straordinaria rapidità, Apple ha risposto alle mie lamentele avvalorando un’ipotesi scritta da alcuni nei commenti. Ecco la nuova lettera.

apple_letter_fish

La cosa incredibile è che questa lettera conferma uno dei rumor più vecchi, e cioè che Apple stia effettivamente usando il sistema Google TiSP. La cosa ancora più incredibile, è che sembra che anche io lo abbia nella mia stanza dei bottoni, e non lo sapevo!

Amen. 😉

Dopo la sparata di Ballmer sul valore del logo Apple, ci sono reazioni variegate nella sfera dati. Chi dice che ha ragione, chi che ha torto…tutte opinioni legittime, intendiamoci, così come è legittimo criticare e anche satireggiare, quando non si è d’accordo (questo dovrebbe farselo entrare in testa qualcuno che non c’entra nulla con i computer).

C’è però una categoria che, per dispiacere dei veri macachi, proprio non mi va giù (non me ne vogliano…): i mac user che, quasi a far atto di penitenza, ammettono “eh però è vero, i Mac costano di più solo per la mela”.

Opinione legittima, nonostante io non la condivida assolutamente, se a proferirla è un utente windows, o linux. Se, però, lo dice chi effettivamente ha scelto un Mac, allora:

– o effettivamente usare un Mac ti da qualcosa di più, in termini razionali, emotivi, o anche solo “perchè le ragazze fighe cadono ai miei piedi”, quindi non è vero che è solo “la marca” che genera il sovrapprezzo: ci si chiede, dunque, perchè sentenzi in modo non coerente con la tua esperienza di realtà?

– oppure un Mac è effettivamente uguale a un pc che costa meno, e se lo pensi veramente allora ci si chiede: perchè hai preso un Mac?

Delle due, l’una. Boom.

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